Palermo, crolla un viadotto appena inaugurato: cambiare sistema degli appalti è sempre più urgente

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In Italia le infrastrutture hanno sempre costi e tempi di consegna superiori a quanto preventivato e quando poi le opere sono finite non durano neanche molto. L'esempio lampante è il crollo della casa dello studente a L'Aquila, che al termine del processo di primo grado ha visto la condanna di quattro tecnici responsabili dei lavori mal fatti e che han causato la morte di 8 ragazzi. E sempre per quanto riguarda L'Aquila come dimenticare l'immagine del balcone che si stacca dalla cosiddetta casa antisismica?

  

L'ultimo episodio in ordine di tempo è quello del tratto di accesso al viadotto della cosiddetta "variante Scorciavacche" sulla Palermo - Agrigento: 13 milioni letteralmente andati in fumo; infatti il viadotto, inaugurato solo il 23 dicembre (in anticipo rispetto alla data di consegna prevista, a marzo 2015), è già inutilizzabile. Un crollo (la ditta responsabile dei lavori parla di "rototraslazione", ovvero un cedimento del terreno) che ha fatto molto rumore e che ha fatto tuonare subito il premier Renzi e il ministro delle infrastrutture Lupi sulla necessità di trovare il responsabile e fargli pagare il danno.

L'impresa che ha eseguito i lavori è la Bolognetta spa e l'ANAS ha già comunicato che gli interventi di ripristino saranno a carico della ditta costruttrice, senza alcun onere per lo Stato e quindi per i cittadini. Una notizia che non può certo farci fare salti di gioia, specie finché due domande restano senza risposta: quante altre opere ha costruito questa azienda? Ci sono rischi per i cittadini?

In questo caso ci sono stati solo danni materiali, perché l'ANAS si è accorta che qualcosa non andava subito dopo Natale, ma il bilancio sarebbe potuto essere tragico, se il crollo avesse interessato qualche automobilista. Le responsabilità ovviamente non possono essere solo dell'impresa costruttrice, ma anche di chi aveva l'obbligo di controllare; bisognerà poi anche chiarire se si è trattato di incompetenza o c'è stato qualcosa in più: materiali scadenti e/o non idonei? 

La procura di Termini intanto ha già provveduto ad aprire un fascicolo e a sequestrare l'area, nei prossimi giorni grazie alla perizia dei tecnici si dovrebbero capire le cause del cedimento.

Questa brutta notizia deve però far riflettere profondamente il mondo della politica sulla questione degli appalti e dei controlli:i criteri vanno cambiati. Bisognerebbe creare una banca dati con le opere realizzate da ogni impresa per valutarne l'affidabilità; maggiore sarà il grado di affidabilità, maggiore la possibilità di assicurarsi un appalto, ovviamente rispettando sempre dei parametri economici di mercato.

L'affidabilità dovrà essere valutata in base al rispetto dei progetti: costi, tempi e durata dell'opera su tutti. Un'azienda che costruisce una strada a basso costo e in tempi record, ma che sprofonda dopo un mese avrà un indice di affidabilità basso e meno possibilità di ottenere un altro appalto, fino all'esclusione completa dagli appalti pubblici per aziende che pagano mazzette o causano gravi incidenti col proprio operato.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/74153/20150105/viadotto-scorciavacche-anas-bolognetta.htm

 

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