Crolla il prezzo del petrolio, ma non quello dei carburanti

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Nell'ultimo anno il prezzo del petrolio è praticamente crollato, passando da 103 a 55 dollari al barile (-46%), ma i prezzi di benzina e gasolio sono scesi solo del 14%. Ovviamente era impensabile un calo del 46% anche per i prezzi di listino, ma secondo Nomisma Energia (società che si occupa di ricerca, consulenza e formazione nel campo energetico) si poteva fare di più.

  

Tenendo conto che sulla benzina si paga il 64% di tasse (accise più IVA) e sul gasolio il 59%,Nomisma Energia calcola un prezzo ottimale più basso di 6 centesimi, rispetto a quello praticato mediamente ai distributori: supponendo un serbatoio di 50 litri, si potrebbero risparmiare 3 euro di benzina per ogni pieno.

Il prezzo ottimale è calcolato in base al prezzo medio effettivo praticato alla pompa ma, Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Eenergia sottolinea: "Se uno sta attento, al distributore può pagare il gasolio 1,30 euro e la benzina 1,40. Ma se non ci bada, se accetta la modalità "servito" e si rifornisce ai distributori più costosi, arriva a spendere 1,70 per il diesel e 1,80 per la verde. Certi no-logo fanno pagare di più. La garanzia del risparmio si ha nelle stazioni di servizio dei supermercati e quando le compagnie fanno delle promozioni". 

L'Unione Petrolifera, associazione a cui aderiscono le compagnie petrolifere, però non ci sta a fare la parte della cattiva e dell'ingorda e dichiara: "il prezzo industriale di benzina e gasolio in Italia è sostanzialmente allineato coi prezzi europei"

Affermazione che non ci trova d'accordo, infatti secondo gli ultimi dati del Ministero dello sviluppo, sia per quanto riguarda la benzina, che per quanto riguarda il gasolio, i prezzi italiani sono al di sopra della media europea. I prezzi industriali della benzina ci vedono al sesto posto su 28; i prezzi sono più bassi dei nostri sia in Paesi che stanno bene economicamente, come la Germania, sia in Paesi in crisi profonda, come la Grecia.

Non regge neanche la questione della tassazione troppo alta, perché è vero che la combinazione accise più IVA è una stretta mortale, ma è altrettanto vero che nel Regno Unito e in Grecia per esempio abbiamo una tassazione analoga e i prezzi della benzina sono più bassi.

La verità è che servirebbe un riordino della tassazione sui carburanti e una conseguente riduzione dell'eccessivo carico fiscale, ma bisognerebbe anche abbassare il prezzo industriale.

Federconsumatori sottolinea come il crollo del prezzo del greggio avrebbe dovuto avere ripercussioni favorevoli ai consumatori anche per quanto riguarda tutti i prodotti derivati dal petrolio, ma così non è stato. Sempre secondo Federconsumatori si sarebbero potuti risparmiare almeno 202 euro annui per via del crollo del petrolio, risparmio che non c'è stato perché i prezzi non si sono adeguati.

Il problema è che nel giro di un anno il petrolio potrebbe tornare a prezzi analoghi ai precedenti e in questo caso i prezzi di carburanti e altri prodotti derivati dal greggio aumenterebbero istantaneamente.

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Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/74224/20150107/petrolio-benzina-gasolio-prezzi.htm

 

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