Oltre il 44% delle società per azioni quotate in Borsa sono in mani straniere

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A forza di ripetere come un mantra che gli stranieri non investono in Italia, alla fine gli stranieri sono arrivati: oltre il 44% delle società per azioni quotate a piazza Affari sono in mani straniere.

  

Una percentuale decisamente elevata, sarà merito del jobs act del governo Renzi? Ovviamente no. La verità è che il Belpaese nonostante la politica, la corruzione, i processi infiniti, ecc. ha ancora un certo "appeal" per gli stranieri, un po' meno per gli italiani, che sono letteralmente in fuga.

La situazione attuale è ben fotografata da uno studio di Unimpresa che, oltre a dirci che quasi 1 SpA quotata su 2 è in mani straniere, ci dice anche che il 46% di tutte le imprese (incluse le non quotate) è controllato dalle famiglie. Questo si spiega guardando la grandezza delle imprese italiane, che per lo più sono piccole o medie, quindi piccoli imprenditori che si fanno aiutare dalle famiglie per mantenere il proprio business.

Altro dato interessante è che, nonostante la crisi, nell'ultimo anno il capitale delle SpA quotate in Italia è decisamente aumentato: +156,8 miliardi (+44%). E anche la partecipazione degli stranieri è aumentata: +86,9 miliardi di euro (+62,5%)

Se invece allarghiamo il confronto a tutte le società per azioni, anche quelle non quotate, vediamo che gli stranieri possiedono il 23,1% delle imprese italiane: quota aumentata di 115,1 miliardi di euro (+34,6%) rispetto ad un anno fa.

Secondo Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa, gli investimenti stranieri sono un'arma a doppio taglio: "bisogna guardare con attenzione la presenza degli stranieri e capire fino a che punto si tratta di investimenti utili allo sviluppo e dove finisce, invece, l'attività speculativa. La fortissima crisi che sta colpendo l'Italia più di altri Paesi sta consegnando di fatto i pezzi pregiati della nostra economia a soggetti stranieri, che non sempre comprano con prospettive di lungo periodo o di investimento, ma spesso per fini speculativi".

La questione è molto semplice: tutti gli imprenditori investono denaro per fare altro denaro, non esistono buoni samaritani. Se un soggetto straniero salva un'impresa l'italiana lo fa, giustamente, per il proprio tornaconto, ma c'è chi crede nell'impresa e investe per aumentarne produttività e chi invece è interessato solo al marchio e nel giro di poco smantellerà tutto e se ne andrà. 

Tutto questo però vale anche per gli italiani, se un soggetto straniero compra un'impresa italiana e poi delocalizza tutto speculando sul marchio, come possiamo biasimarlo? D'altronde anche gli imprenditori italiani portano via le imprese dal Belpaese per andare in Paesi dove la manodopera costa meno e si pagano meno tasse.Il discorso in realtà non dovrebbe essere tra imprenditori italiani e imprenditori stranieri, ma tra imprenditori che vogliono investire in Italia e imprenditori che vogliono speculare, italiano o stranieri che siano.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/74279/20150108/imprese-unimpresa-stranieri.htm

 

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