Il nuovo ISEE parte male: niente convenzione coi CAF e fasce di reddito immutate

E-mail Stampa PDF

Abbiamo già parlato più volte del nuovo ISEE, che è ufficialmente entrato in vigore il 2 gennaio 2015 e da quel momento sono cominciati i problemi.

  

Il problema principale è la mancata convenzione tra l'INPS e i CAFIl 90% delle richieste ISEE passano dai CAF e senza la stipula della convenzione il servizio non viene erogato, costringendo i cittadini a farselo autonomamente o con l'aiuto di un commercialista. Fino adesso la convenzione non è stata rinnovata perché i CAF chiedono un aumento del 50% su ogni pratica (da 10-11 euro a 15), aumento giustificato dalla maggiore onerosità del nuovo ISEE, ma che fino adesso non ha trovato il consenso dell'INPS. A parità di pratiche (circa 6 milioni) la spesa a carico dell'INPS salirebbe dai 70 milioni del 2014 fino a circa 100 milioni. 

L'ISEE non è nient'altro che un "riccometro familiare", cioè bisogna inserire tutti i redditi e i patrimoni del nucleo familiare e poi dividendo per una scala di equivalenza si otterrà un valore ISEE, che sarà utile per beneficiare di: riduzione tasse, borse di studio, servizi sociosanitari domiciliari, ecc.

Il meccanismo sulla carta è semplice, ma con le modifiche apportate dal governo Renzi diventa un po' più complesso il calcolo. Infatti col vecchio ISEE l'autodichiarazione era fin troppo semplice e molti facevano i furbi dichiarando un valore ISEE pari a zero o prossimo allo zero, ora dovrebbe essere più difficile dichiarare il falso, grazie all'incrocio delle banche dati. Ci sono comunque le eccezioni, ad esempio chi lavora in nero continuerà a dichiarare zero e ad usufruire dei benefici senza averne diritto.

Oltre al problema dei CAF, c'è anche il problema delle fasce di reddito per aderire ai benefici sociali. Infatti il nuovo ISEE, a parità di situazione economiche, avrà un valore più alto del vecchio ISEE, per il semplice motivo che sono cambiati i criteri e nel calcolo si tiene conto di tutto. L'esempio classico è il valore della casa, che non sarà più calcolato sull'ICI, bensì sull'IMU, con il conseguente aumento del valore, pur essendo lo stesso immobile di prima.

Di conseguenza se non si modificano le fasce di reddito verso l'alto si rischia la perdita o la riduzione dei benefici socio-assistenziali per un gran numero di cittadini, favorendo come al solito i furbi che riusciranno comunque a dichiarare meno di quanto possiedono, in quanto invisibili alle banche dati. I CAF hanno stimato un calo di oltre il 20% dei beneficiari, pari a circa 1,2 milioni.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/74399/20150112/isee-caf-fasce-reddito.htm

 

Menu Principale

Risorse Utili