Le agromafie non conoscono crisi: business per 15,4 miliardi nel 2014 (+10% rispetto al 2013)

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Questo è un periodo in cui la crisi colpisce tutti i settori, o meglio, quasi tutti i settori. C'è infatti un settore che nell'ultimo anno ha addirittura aumentato il proprio business del 10%, portandolo a 15,4 miliardi di euro: parliamo delle agromafie.

  

L'ultimo rapporto Coldiretti - Eurispes ci presenta un quadro decisamente allarmante, in cui le mafie approfittano della crisi economica per inserirsi con disinvoltura nell'agroalimentare. Lo spazio lasciato dalla chiusura delle aziende legali, strette nella morsa della crisi e dei problemi climatici, viene subito occupato da aziende di stampo mafioso, che entrano nel mercato per tre motivi: riciclare denaro sporco, consolidare il potere sul territorio e ampliare il proprio giro d'affari.

Con la crescita delle agromafie si è anche sviluppato un fenomeno, il cosiddetto"money dirtying", speculare al riciclaggio: capitali "sani" che vanno a finire in attività illegali. A prima vista la criminalità organizzata non dovrebbe essere interessata ai capitali legali, perché possiede già enormi quantità di soldi sporchi da reinvestire, matre fattori ci dicono che invece conviene:

Piano relazionale. "Accogliere" capitali puliti permette di intrecciare relazioni con poteri non mafiosi e avere buone conoscenze è fondamentale in ogni ambito economico e non. Sotto questo punto di vista il caso di "mafia capitale" è abbastanza esemplificativo, quando si parla di "mondo di sopra" e "mondo di sotto".

Piano estetico. L'afflusso di denaro proveniente da attività legali permette di mischiare i capitali e quindi anche di coprire quelli sporchi: una sorta di paravento utile per sviare eventuali indagini, ma utile anche a crearsi un'immagine pulita verso il pubblico.

Piano strumentale. I due fattori precedenti permettono poi di avere benefici strumentali, cioè sviluppare iniziative con imprenditori ed enti non mafiosi. Più i rapporti sono mischiati, più difficile sarà dimostrare la mafiosità di un soggetto economico.

Sempre secondo il rapporto Coldiretti ogni anno vengono dirottati nelle attività mafiose 1,5 miliardi di euro puliti, 120 milioni al mese, 4 milioni al giorno. Cifre importanti, cresciute anche per effetto della crisi, infatti la stretta del credito e il calo dei margini di guadagno sono le principali ragioni che spingono ad affidarsi a società "borderline".

Uno dei settori in cui la criminalità organizzata è meglio inserita è la ristorazione, si contano almeno 5.000 ristoranti in mano alle mafie: si va dal franchising ai ristoranti di lusso, passando anche da bar e trattorie.

Il governo dovrebbe e potrebbe fare di più per contrastare la diffusione delle agromafie; a marzo 2014, il presidente Renzi annunciava: introduzione autoriciclaggio, riforma dell'Agenzia Nazionale Beni Confiscati, riforma scioglimento consigli comunali e sostegno familiari vittime e testimoni. A distanza di quasi un anno, di tutto questo abbiamo visto solo l'autoriciclaggio, peraltro in una versione "morbida", visto che è esclusa la punibilità del godimento personale. Troppo poco.

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Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/74576/20150116/agromafie-coldiretti-miliardi.htm

 

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