Ilva, garanzia pubblica e soci privati. Il governo nomina tre commissari

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Il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi ha dato il via libera alla nomina dei tre commissari straordinari dell'ILVA. Si tratta dell'attuale commissario Piero Gnudi, del subcomissario Corrado Carrubba e di Enrico Laghi.

  

La mossa, prodromica alla ristrutturazione dell'azienda, prevede un percorso articolato in vari passaggi. In primo luogo, si procederà costituendo una società per azioni a partecipazione pubblica ma aperta anche a fondi di investimento privati, fondi pensione, banche e altri investitori istituzionali "nel quadro di un progetto triennale ad esecuzione progressiva".

In più, questa sorta di nuova compagnia (nella quale entrerà anche la Cassa depositi e prestiti) avrà come fine principale quello di portare a termine il risanamento e uscire dal capitale delle partecipate "entro sette anni", anche se "tale periodo potrà essere prorogato di tre anni per specifiche ragioni". Facendo due conti al volo, significa che l'azienda peserà sulle casse statali, direttamente o indirettamente, nella migliore delle ipotesi fino al 2022. E nella peggiore fino al 2025.

Nel frattempo, la famiglia Riva, ancora proprietaria per il 90% dell'azienda, ha inviato una lettera al commissario Gnudi, al premier Renzi e al ministro Guidi. Oggetto: evitare la dichiarazione dello stato d'insolvenza, collegata all'entrata in Legge Marzano, che significherebbe la perdita dell'azienda, aprendo la strada a conseguenze gravi sul piano penale. In che modo? "Formulare le linee guida di una proposta concreta di salvataggio e rilancio dell'ILVA nel corso dell'audizione avanti le commissioni riunite del Senato giovedì prossimo".

Insomma, si fa di tutto per evitare quello che viene considerato come un esproprio: "Ritengo che la crisi che attanaglia l'ILVA da oltre due anni possa, e debba, trovare una soluzione, ordinata e ragionevole, nel quadro delle regole generali già vigenti nel nostro ordinamento", scrive Claudio, figlio di Emilio Riva.

L'ideale sarebbe "uno schema d'intervento, pubblico-privato, volto a contemperare sia l'eccezionalità della situazione, sia i principi costituzionali di tutela della proprietà, libertà d'impresa e certezza del diritto che sono fondamentali, anche e soprattutto nella percezione internazionale, per lo sviluppo economico del nostro paese".

Difficilmente, però, i tre commissari andranno incontro alle richieste della famiglia. Dirigente d'azienda ed ex presidente dell'ENEL,Gnudi è salito agli onori della cronaca nel 2011, quandoviene chiamato da Mario Monti a dirigere il ministero per il turismo e per lo sport. Giuda l'azienda del tarantino dal giugno 2014, dietro nomina della Guidi.

Meno noti gli altri due "co-commissari": l'avvocato Corrado Carrubba, già alla guida dell'Arpa Lazio - l'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale- per 7 anni e il commercialista e professore universitario Enrico Laghi, già componente della Commissione di Vigilanza del CONI.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/74771/20150121/ilva-riva-governo.htm

 

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