Analisi tecnica: segnali di forza da petrolio, S P 500 e STOXX 50. Male il grano. Attenzione a volatilità e pullback

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L’avvio del mese di marzo è stato senza ombra di dubbio positivo per i principali indici di borsa, supportati in primo luogo dai buoni dati arrivati dagli Stati Uniti - prima con i dati sopra le attese dell’indice manifatturiero e poi con gli ottimi dati arrivati dal mercato del lavoro - che hanno prevalso sui dati contrastanti arrivati dal continente europeo. Sono dati positivi che però avranno effetti solo nel breve periodo, dal momento che bisogna inserirli in un quadro strutturale complessivamente debole, con l’economia globale che viene ormai da mesi rivista ripetutamente al ribasso.

La settimana che ci troviamo di fronte sarà caratterizzata in primo luogo dalla riunione della Banca Centrale Europea e dalle decisioni in merito alla politica monetaria. Tuttavia, anche in questo caso le ripercussioni - presumibilmente, positive - saranno soltanto di brevissimo periodo. Le misure di politica monetaria, come tra l’altro ha ricordato lo stesso governatore Mario Draghi, rischiano di avere effetti abbastanza limitati se i governi dei vari paesi dell’Unione - specie quelli meridionali - non si decideranno a portare avanti con serietà le riforme necessarie. E a poco più di un anno dal programma di quantitative easing della BCE il bilancio non può certo definirsi positivo, come abbiamo riportato sulle pagine di IBTimes Italia.

Per ora gli indici pare si stiano muovendo coerentemente a quanto avevamo riportato a fine gennaio, a netto della sbandata di febbraio: un recupero moderato verso l’alto fino all’estate in un quadro in cui la volatilità rimarrà ancora alta.

UNO SGUARDO A S&P 500 e STOXX 50

Sia l’indice americano che quello europeo sono riusciti a rompere una prima importante resistenza e hanno proseguito la strada al rialzo.

imageS&P 500 chart on the daily timeframe updated to the 4th March close IBTimes Italia / XTB

In particolare l’S&P 500 si è fermato sul pivot R1 posto sul timeframe giornaliero, in corrispondenza del quale passa tra l’altro l’EMA 50 su timeframe settimanale.

imageS&P 500 chart on the weekly timeframe updated to the 4th March close IBTimes Italia / XTB

Ci troviamo inoltre già sui 2000 punti. Tutti questi elementi ci fanno sospettare che continuare la strada al rialzo non sarà facile per il principale indice statunitense. Non si esclude quindi un pullback almeno sulla rottura della precedente resistenza. Se invece l’indice dovesse rompere al rialzo l’S&P500 si troverebbe strada libera per continuare a salire anche fino a 2050 punti. La settimana potrebbe rilevarsi piuttosto volatile a causa della riunione della BCE di giovedì 10 marzo, pertanto bisognerà fare attenzione a non cadere nella trappola di qualche falso segnale.

imageSTOXX 50 chart on the weekly timeframe updated to the 4th March close IBTimes Italia / XTB

Per quanto concerne lo STOXX 50 si possono fare considerazioni analoghe a quelle dell’S&P500. L’indice dopo aver completato il pullback sulla rottura del supportone, testato più volte a ribasso nel corso degli ultimi 3 anni, è andato a testare una prima resistenza, come possiamo notare dal grafico settimanale.

imageSTOXX 50 on the daily timeframe updated to the 4th March close IBTimes Italia / XTB

Sul timeframe giornaliero notiamo invece che lo STOXX 50 si è riuscito a portare poco sopra l’EMA 50. Superata questa resistenza l’indice europeo avrebbe la possibilità di andare andare a chiudere il gap a 3250 punti circa.

Ad ogni modo, ricordiamo che per strategie ribassiste è meglio affidarsi allo STOXX 50 mentre se si pensa aprire posizioni long è preferibile affidarsi all’indice USA. Il perché è facilmente intuibile osservando i due grafici su un timeframe settimanale o mensile. Se comunque foste interessati ad approfondire l’argomento potete leggere una delle nostre precedenti analisi.

UNO SGUARDO A PETROLIO E GRANO

L’ultima volta che ci siamo trovati ad analizzare tecnicamente l’andamento del petrolio WTI è stata nel nostro Outlook sulle commodities del 2016. Avevamo avvertito dei rischi di ulteriori ribassi, nonostante i prezzi si trovassero già a ridosso dei 30 dollari al barile, e infatti l’andamento è rimasto negativo nelle prime settimane dell’anno, arrivando a sfiorare i 25 dollari (parliamo sempre del WTI).

imageWTI chart on the weekly timeframe updated to the 4th March close IBTimes Italia / XTB

Nelle ultime settimane ci sono stati segnali positivi che fanno ben sperare per una ripresa nel medio periodo. In particolare, nell’ultima settimana i prezzi sono riusciti a rompere i massimi relativi di gennaio.

imageWTI chart on the daily timeframe updated to the 4th March close IBTimes Italia / XTB

Interessante osservare anche il pattern che si sta formando sul timeframe giornaliero. Pare infatti che troviamo di fronte ad un broadening bottom. Dovremmo attendere ancora un po’ di settimane prima di trovare conferma e aprire di conseguenza una posizione long.

imageWheat chart on the weekly timeframe updated to the 4th March close IBTimes Italia / XTB

Per quanto riguarda invece il grano la situazione non pare affatto migliorata rispetto a come l’avevamo descritta a inizio anno. I prezzi sono riusciti a rompere al ribasso i minimi del 2015 e i minimi toccati nel 2006 e nel 2009 non sono poi così lontani. Nell’ultima settimana c’è stato un piccolo ritracciamento tecnico (al rialzo), ma il quadro generale rimane piuttosto debole e mancano i segnali di inversione che invece pare si stiano formando sul grafico del petrolio.  

NOTA: Le analisi si basano su modelli di chart pattern e sulle relative rotture di massimi e minimi presenti sui diversi timeframe. Per i punti di entrata ed i target si prendono in considerazione, oltre ovviamente alle rotture, i punti di pivot e l’EMA a 50 periodi. Si ricorda infine che le analisi di trading di IBTimes Italia non vogliono in alcun modo essere un incitamento all’investimento e non ci riteniamo responsabili per le perdite derivanti dalle vostre operazioni.​

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/analisi-tecnica-segnali-di-forza-da-petrolio-sp-500-e-stoxx-50-male-il-grano-attenzione-volatilita-e

 

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