UE: timori sulla tenuta dei conti italiani. È in arrivo una manovra correttiva?

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Bruxelles ha acceso un faro sui conti pubblici italiani. Il problema è noto da tempo: gli spazi di bilancio sono risicati e la manovra in deficit del governo ha messo a rischio la tenuta dei conti. La scarsa crescita del 2015 (attestata a +0,6% contro lo 0,9% del DEF di primavera) ha fatto il resto. Più rallenta l’economia globale, più rallenta la crescita italiana, e se il PIL resta basso il rapporto deficit/PIL e debito/PIL crescono facendo scattare l’allarme di Bruxelles. Un quadro talmente chiaro da far sembrare incomprensibile il comportamento del governo che, con spazi fiscali ridotti e una grossa incognita sulla crescita, ha voluto approvare un legge di stabilità con quasi 20 miliardi di deficit, chiedendo a Bruxelles tutta la flessibilità possibile e anche qualcosa di più.

La decisione della Commissione sulle richieste italiane è attesa per maggio, ma i segnali provenienti da Bruxelles non fanno sperare in niente di buono. Ieri è arrivata una prima nota dell'Eurogruppo secondo cui “anche nel caso di concessione massima della flessibilità richiesta rimane il rischio di significativa deviazione dei conti pubblici rispetto al cammino tracciato verso il pareggio di bilancio”. Già nel mese di novembre l'Eurogruppo aveva avanzato perplessità sulla legge di stabilità alla quale stava lavorando il governo Renzi, una manovra azzardata che metteva a rischio i conti pubblici in caso di crescita debole. Lo scostamento del deficit strutturale, invece di migliorare dello 0,1%, aveva già imboccato la strada del deterioramento dello 0,7%. Già allora Bruxelles chiese al governo italiano di intervenire per scongiurare l’eccessiva deviazione dagli impegni di bilancio che avrebbe portato alla bocciatura della flessibilità.

Ma da quell'avvertimento niente è successo. Anzi in sede di legge di stabilità, scrive ancora l'Eurogruppo, “sono state prese misure che aumentano il deficit, e c'è un rischio di significativa deviazione dall'aggiustamento”. Insomma al semaforo giallo di novembre il governo ha risposto andando avanti per la sua strada e adesso il colore che lampeggia sull'Italia è rosso intenso.Secondo i calcoli dell’Eurogruppo, infatti, l’Italia non rispetta la regola del debito né nel 2015, né nel 2016.

Ma i giudizi negativi potrebbero non essere ancora finiti. In queste ore, infatti, si riunisce anche l’Ecofin per riprendere le preoccupazioni dell’Eurogruppo su Italia, Spagna, Austria, Portogallo, Lituania, Belgio e Slovenia. Ma il giudizio più atteso è quello definitivo della Commissione sugli squilibri macroeconomici dei Paesi a rischio per capire se all’Italia sarà richiesta o meno una manovra correttiva.

Al richiamo europeo, il premier Renzi risponde con il suo proverbiale ottimismo: esclude ogni manovra, ribadisce che i conti pubblici italiani “non sono al sicuro, ma allo stra-sicuro” e ricorda che “da quando ci siamo noi, se c’è una manovra è per ridurre le tasse. Non c’è niente di cui aver paura”. Mentre il premier smentisce, il Ministero dell’Economia, pur scongiurando una manovra correttiva, parla però di un “aggiustamento di bilancio” di 2-3 miliardi di euro.Il bacino da cui attingere potrebbe essere la voluntary disclosure che, secondo le prime stime, dovrebbe raccogliere circa 4 miliardi invece che i 2 messi a bilancio. Le altre ipotesi, che prevedono piccoli ritocchi all’insù (per esempio delle accise sulle sigarette), sono escluse a priori visto l’arrivo delle elezioni amministrative di giugno.Ma vista l'incapacità di tagliare gli sprechi e la spesa pubblica, l'impossibilità di abbattere i privilegi, le strade per recuperare soldi restando solo due: tagliare i servizi o aumentare qualche tassa (però indirettamente perché ci sono le elezioni). 

Insomma è probabile che la Commissione, in linea con le preoccupazioni dell’Eurogruppo, richiami l’Italia sui conti pubblici, senza però aprire una vera e propria procedura d’infrazione. L’appuntamento con la verità è comunque fissato per maggio quando Bruxelles dirà sì o no alle richieste italiane sulla flessibilità. In quell’occasione, in caso di risposta negativa, il “piccolo aggiustamento” di cui parla oggi il MEF potrebbe trasformarsi in una vera e propria manovra correttiva della quale il premier potrà incolpare i grigi burocrati di Bruxelles. E passate le elezioni di giugno, indovinate chi pagherà gli errori di calcolo del governo?

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/ue-timori-sulla-tenuta-dei-conti-italiani-e-arrivo-una-manovra-correttiva-1442079

 

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