BCE: i mercati guardano al board di giovedì. Quali sono le armi a disposizione di Mario Draghi?

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La certezza è che giovedì 10 marzo Mario Draghi metterà in campo altri strumenti di politica monetaria; le incertezze ruotano attorno a quali saranno e quanto peseranno; il rischio è che non siano all’altezza delle aspettative dei mercati che guardano al board di giovedì con le dita incrociate. Sono questi i tre elementi da evidenziare aspettando che la BCE di Mario Draghi sveli i prossimi interventi di politica economica espansiva per sostenere l’Eurozona. A circa un anno dall’inizio del Quantitative easing, il programma di acquisto di 60 miliardi di euro di bond mensili, i risultati ottenuti sono abbastanza scarsi e i mercati adesso si aspettano (o meglio sperano) nel colpo di scena.

Un anno di Quantitative easing

Il 9 marzo 2015 da Francoforte Mario Draghi annuncia l’avvio del QE, il piano di acquisti di 60 miliardi di euro di bond al mese per iniettare nuova liquidità del sistema. Avendo già portato i tassi sullo zero (o negativi), il QE era la strada maestra per cercare di sbloccare il credit crunch e riportare l’inflazione vicino, ma sotto la soglia del 2%. Questi in pratica i due obiettivi della BCE. Ma a 12 mesi dall’avvio del QE, i risultati sono scarsi, soprattutto in termini di inflazione. A febbraio, infatti, i dati sono chiari e indicano il ritorno dello spettro della deflazione: l'inflazione nell'area euro è tornata in negativo scendendo a -0,2% rispetto allo 0,3% di gennaio. Il quadro complessivo indica chiaramente la necessità di agire ulteriormente sulla politica economica dell’Eurozona.

Tutti gli occhi puntati sul giovedì della BCE

Giovedì 10 marzo il board della BCE torna a riunirsi. Nel primo pomeriggio, poi, Mario Draghi terrà la consueta conferenza stampa durante la quale illustrerà le decisioni prese dal Consiglio. La reazione del mercato, come sempre, sarà immediata. La sfida di Draghi, questa volta, è riuscire a non deludere il mercato che dalla riunione di giovedì si aspetta importanti novità.

Lunedì la tensione a Piazza Affari è tornata a farsi sentire soprattutto sul comparto bancario e su Carige, la banca che recentemente ha ricevuto una lettera della BCE preoccupata per il piano industriale dell’istituto. Ma quali sono le armi a disposizione di Mario Draghi? La “cassetta degli attrezzi” della BCE è ben fornita perché oltre al Quantitative Easing sono numerosi gli interventi che Draghi potrebbe mettere in campo. La difficoltà starà nel trovare il giusto equilibrio tra la necessità di fare scelte coraggiose per andare incontro alle aspettative dei mercati, e quella di non giocarsi troppo presto tutte le carte.

I probabili interventi della BCE

Secondo gli analisti il menù di giovedì sarà ben fornito. La BCE potrebbe mettere in campo non un unico strumento per spingere l’inflazione e i prestiti a famiglie e imprese, ma un puzzle composito di più elementi.

Taglio tassi sui depositi. Gli analisti concordano nel prevedere un ulteriore taglio della BCE sui tassi deposito, cioè il tasso che le banche europee devono pagare per tenere parcheggiata la liquidità presso la BCE. Già in territorio negativo, a -0,3% il tasso deposito dovrebbe perdere altri 10 punti base arrivando a -0,4%; ciò significa che una banca che prima pagava 300mila euro per tenere i soldi nella casse della BCE da venerdì ne pagherà 400mila. Questa previsione ha però molte sfaccettature: BNP Paribas per esempio prevede un taglio più coraggioso di 20 punti base mentre altri analisti ritengono che alcuni membri del board, preoccupati per le ripercussioni negative sulle banche, frenino l’azione di Draghi sui tassi di deposito. Sul tavolo c’è anche l’ipotesi di un meccanismo di “esenzione” che vedrebbe una parte di depositi meno penalizzata dai tassi negativi.

Aumento del QE. Scontato anche l’intervento sul Quantitative Easing, inizialmente avviato con scadenza settembre 2016 e già rimandato a marzo 2017. In questo caso l’intervento di Draghi può essere di due tipi: allungare la scadenza del QE o allargarne la portata in termini di quantità e qualità dei bond da acquistare. Attualmente la BCE compra dalle banche 60 miliardi mensili di bond, soprattutto Titoli di Stato. Gli analisti sono abbastanza compatti nel prevedere un aumento di 10 miliardi (qualcuno arriva a ipotizzare 15-20) della portata mensile degli acquisti da parte della BCE. Spostata più avanti anche la scadenza: giugno 2017 per i più cauti; settembre-dicembre 2017 i più ottimisti. Tra gli operatori del mercato si mormora anche della possibilità che Draghi decida di ampliare lo spettro dei bond che la BCE può mettere in portafoglio, magari inserendo anche pacchetti di crediti in sofferenza per aiutare le banche europee a prendere fiato. 

Un nuovo programma di finanziamenti TLTRO. Strettamente legato al QE, è ipotizzabile anche un nuovo programma di aste Targeted Long Term Refinancing Operation, ovvero operazioni di finanziamento a lungo termine, aste in cui la BCE mette a disposizione delle banche europee liquidità a basso costo in cambio di collaterale come garanzia. La BCE ha messo in campo le TLTRO nel settembre del 2014 per dare alle banche liquidità a basso costo nel tentativo di spingere i prestiti a imprese e famiglie. Purtroppo, come abbiamo già spiegato, la maggior parte della liquidità incassata dalle banche spesso è utilizzata per rifinanziare obbligazioni in scadenza o acquistare titoli di stato. Così le banche italiane (ma non solo) ottengono discreti guadagni, ma la liquidità arriva nelle tasche dei cittadini, imprese e famiglie, con il contagocce.

Gli interrogativi circa l’entità e la qualità degli interventi sono principalmente legati alle diverse posizioni all’interno del board della BCE. Il capo della Bundesbank, Jens Weidmann, per esempio, non perde occasione per mettere in guardia sul pericolo che può derivare da un periodo prolungato di bassi tassi di interesse. L’esito del board di giovedì e gli interventi che annuncerà Mario Draghi saranno, ancora una volta, un compromesso tra le posizioni di falchi e colombe della BCE. Ma la domanda è: questo sarà sufficiente ad accontentare i mercati?

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/bce-i-mercati-guardano-al-board-di-giovedi-quali-sono-le-armi-disposizione-di-mario-draghi-1442045

 

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