BCE, Draghi usa il bazooka nucleare: tassi a zero, aumento a tutto campo del QE, nuovo TLTRO

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Mario Draghi approfitta dell’assenza del suo avversario Jens Weidmann (che nella riunione del 10 marzo è stato membro non votante) e dispiega il suo bazooka nucleare: tassi tagliati (quello principale a 0,000%, quello sui depositi ancora più negativo), estensione del QE, acquisto di bond di aziende con investment grade (non spazzatura) e quattro nuovi round di TLTRO (e su questo punto c’è stato forse il colpo di genio di Draghi). In ogni caso non si può dire che la BCE non ci stia provando.

Vediamo le misure punto per punto.

Taglio del tasso principale

La BCE ha deciso di tagliare il tasso di rifinanziamento principale dallo 0,05% allo 0,00%. Il taglio non era atteso dagli analisti, ma è piuttosto simbolico, visto che non c’è grandissima differenza fra prima e dopo, se non a livello psicologico.

Taglio del tasso sui depositi

Si tratta di una delle questioni più delicate. Il tasso sui depositi è stato tagliato a -0,40% da -0,30%, confermando le attese degli analisti. Il tasso sui depositi è quello che è dovuto alle banche per le riserve eccedenti depositate presso la BCE, ed essendo negativo significa che sono le banche a pagare per tenere il denaro in quei forzieri.

Il punto è molto delicato perché nei giorni scorsi le potenti Sparkassen (Casse di risparmio tedesche) avevano tuonato contro un ulteriore taglio dei tassi minacciando di non depositare più fondi nella BCE. Al contrario avevano chiesto a Draghi di arrendersi ed abbassare l’obiettivo di inflazione del “poco sotto il 2%”.

Il rischio è che le banche decidano di traslare questo tasso negativo sui clienti, ovvero far pagare i clienti che decidono di depositare denaro in banca oltre una certa soglia (ma alcuni istituti hanno affermato che potrebbero farlo su tutti i depositi).

Adesso la domanda è quanto oltre potrà andare Draghi: gli analisti interpellati da Bloomberg ritengono che la BCE non possa spingersi oltre la soglia di -0,50%, a differenza di altre banche centrali come quella svizzera (che secondo gli analisti potrebbe scendere di ulteriori 25 punti base fino a -1,00%). Il problema è il solito: il sistema bancario dell’Eurozona è molto diverso da Stato a Stato, e per questo è necessario trovare una via di mezzo che potrebbe non essere ottima per tutti.

Comunque, il vicepresidente della BCE Vitor Constancio ha precisato che, in aggregato, sinora il sistema bancario non ha avuto problemi di profittabilità anche con tassi sui depositi negativi.

Aumento del QE

È stata la grande delusione degli scorsi meeting, ma stavolta Draghi ha rispettato le attese aumentando gli acquisti di titoli mensili di 20 miliardi. A partire da aprile, dunque, la BCE acquisterà 80 miliardi di titoli al mese, in un mercato che era già diventato piuttosto illiquido, nel senso che i titoli da acquistare cominciavano a scarseggiare. Parliamo al passato, perché…

La BCE comprerà obbligazioni aziendali

Francoforte farà rientrare nei suoi piani di acquisto anche i bond emessi da imprese non finanziarie, purché siano titoli investment grade, ovvero non siano giudicati dalle agenzie di rating come spazzatura.

Oltre ad introdurre i bond corporate nel proprio portafogli, la BCE ha aumentato la quota di emissioni di titoli che potrà acquistare al 50%, mentre prima doveva fermarsi al 33% delle emissioni.

Quattro nuovi round di TLTRO

La BCE lancerà, a partire da giugno 2016, quattro nuovi round di Targeted Long Term Refinancing Operations, della durata di quattro anni. Si tratta di prestiti a tasso zero o addirittura negativo, destinati a stimolare le banche a prestare denaro a imprese e famiglie per aiutare l’attività economia. I tassi negativi potrebbero essere stati il colpo da maestro di Draghi: le banche potrebbero essere addirittura pagate per prendere soldi in prestito. In questo modo Draghi spera forse di mitigare l’opposizione delle Sparkassen al tasso sui depositi: le banche, se da un lato perderanno soldi sui depositi presso la BCE, dall’altro guadagneranno denaro sui soldi che prenderanno a prestito per erogare mutui e prestiti a famiglie e imprese.

Perché tutto questo?

A un anno dall'inizio del QE la BCE, in pratica, ha deciso di utilizzare armi ancora più pesanti. I motivi sono presto detti: l'inflazione, ha spiegato Draghi, resterà negativa nei prossimi mesi, e quest'anno i prezzi cresceranno di appena lo 0,1%, in ribasso rispetto alle precedenti previsioni che vedevano un aumento dell'1,0%. Nel 2017 l'inflazione dovrebbe salire dell'1,3%, mentre nel 2018 (a un anno dalla fine del mandato di Draghi) a +1,6%. In precedenza si riteneva che quest'ultimo tasso di crescita sarebbe stato raggiunto nel 2017.

Anche la crescita economica rallenterà quest'anno rispetto alle precedenti previsioni: nel 2016 il PIL dell'Eurozona dovrebbe salire dell'1,4% (era +1,6%), mentre nel 2017 l'area dovrebbe crescere dell'1,7% (confermando le previsioni precedenti). Nel 2018 la crescita dovrebbe essere dell'1,8%.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/bce-draghi-usa-il-bazooka-nucleare-tassi-zero-aumento-tutto-campo-del-qe-nuovo-tltro-1442428

 

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