Dopo la BCE arriva la FED: settimana ancora volatile per S P 500, STOXX 50 e euro-dollaro

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La scorsa settimana è stata caratterizzata dalla riunione della Banca Centra Europea e dai numerosi interventiannunciati dal governatore Mario Draghi, molti dei quali sono andati oltre le aspettative degli stessi analisti. Il mercato ha reagito euforicamente alla riduzione del tasso di interesse principale - ora allo zero per cento -, all’ulteriore riduzione del tasso sui depositi - ancora più negativo -, ai 4 nuovi round di LTRO, all’ampliamento del programma di QE - e alla possibilità di comprare bond emessi da aziende con rating da investment grade.

Successivamente però c’è stata un’inversione decisa e violenta quando il governatore della BCE ha iniziato a parlare della situazione dell’Unione Europea, che neanche a dirlo è peggiore delle attese. Di fatto è come aver ammesso che il piano di QE in vigore dallo scorso anno non ha avuto gli effetti sperati, in primo luogo perché molti governi dei paesi periferici non hanno fatto le riforme invocate a più riprese dallo stesso governatore (qualcosa l’Italia ha fatto, ma è comunque troppo poco per un paese che sta cercando di recuperare tre decenni di riforme incompiute).

Draghi ha poi fatto sapere che la BCE “ha un limite oltre il quale non può andare”, come ha riportato Giovanni De Mizio in un articolo dove spiega cosa ha sbagliato il numero uno della BCE. E del resto avrebbe poco senso attendersi che la cura possa avere effetto solo aumentando la dose: non ha funzionato fino ad ora e si rischia di subire indesiderati e pericolosi effetti collaterali.

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La palla ora passa alla FED degli Stati Uniti. La maggior parte degli analisti concordano sul fatto che la Yellen lasci i tassi invariati, nonostante gli ottimi dati sul lavoro arrivati nei giorni scorsi. L’economia statunitense continua a mostrare segnali positivi e sicuramente ha anticorpi più efficaci di quelli del vecchio continente, che comunque è alle prese con un duro processo di integrazione politico-economico - oltre che sociale. Le perplessità arrivano quindi dal rallentamento della crescita globale e dalle tensioni geopolitiche, che pure potrebbero contribuire a indebolire ulteriormente il quadro economico generale. Anche se l’economia USA continua a mandare segnali incoraggianti è improbabile che riesca a fare da traino in un contesto in cui tutti gli altri paesi rallentano.

Le parole della Yellen saranno importanti per capire quando potrebbe arrivare il prossimo ritocco, che comunque non dovrebbe essere superiore ai 0,25 punti base.

Fatta questa premessa andiamo ad analizzare il quadro tecnico di S&P 500, STOXX 50 e EURUSD.

In generale, per gli indici europei e statunitensi si è trattata di una settimana positiva. Digerita la conferenza della BCE gli indici hanno infatti ripreso il trend rialzista di breve periodo e sono riusciti a sfondare resistenze importanti.

imageS&P500 chart on the daily timeframe updated to the 11th March close IBTimes Italia / XTB

Per quanto concerne l’S&P 500, l’indice ha confermato la sua forza, arrivando persino a testare una seconda linea di resistenza (intorno ai 2010 punti).

imageS&P500 chart on the weekly timeframe updated to the 11th March close IBTimes Italia / XTB

Sul grafico settimanale invece l’S&P 500 sta cercando di portarsi sopra l’EMA 50. Come si può vedere su questo timeframe, l’indice non dista molto dai massimi di tutti i tempi, nonostante le turbolenza straordinarie a cui abbiamo assistito all’inizio dell’anno e alla battuta di arresto della scorsa estate.

Probabile che si assisterà ad un pullback sulla precedente resistenza prima di proseguire il movimento rialzista, ma molto dipenderà dalle parole della Yellen.

imageS&P500 on the daily timeframe updated to the 11th March close IBTimes Italia / XTB

Anche lo STOXX 50 sta vivendo un buon momento, però se messo a confronto con l’indice americano ha meno forza relativa nei movimenti rialzisti. L’indice europeo è riuscito a chiudere la settimana sopra la resistenza dei 3060 punti e si appresta a testare la seconda resistenza a 3120. A dire il vero, l’indice è andato a testare questo livello il giorno precedente, nel corso della prima parte della conferenza della BCE, quando lo STOXX è addirittura riuscito a completare il pullback sulla resistenza precedente. imageSTOXX50 chart on the 4H timeframe updated to the 11th March close IBTimes Italia / XTB

Come si può vedere meglio dal grafico a 4 ore, venerdì è stato aperto un grosso gap poco sotto i 3000 punti. Il gap potrebbe essere chiuso già la prossima settimana, approfittando anche della volatilità prevista per la riunione della FED di mercoledì.

Pertanto, le considerazioni operative che si possono fare su S&P500 e STOXX 50 sono abbastanza simili. Entrambi gli indici si trovano a ridosso di resistenze importanti e nel caso la rottura di questi livelli dovesse fallire sarebbe a quel punto probabile un ritracciamento tecnico sulle resistenze rotte in precedenza.

Diamo infine uno sguardo al cambio euro-dollaro, dal momento che le decisioni dei banchieri centrali sono di fondamentale importanza per il suo andamento e in settimana si è registrata una volatilità molto ampia.

imageEURUSD chart on the daily timeframe updated to the 11th March close IBTimes Italia / XTB

Il cambio non è stato in grado giovedì di sfondare il precedente minimo relativo posto a 1,0820 e si è successivamente (nel giro di pochi minuti) riportato sopra la soglia di 1,10. Sul grafico giornaliero possiamo notare che in questo momento l'EURUSD si trova a testare il pivot R1. L’altra cosa che si nota chiaramente è il trend rialzista di medio periodo che si è iniziato a formare dalla fine dello scorso anno. A favorire la formazione del trend sono questi 3 balzi quasi isolati verso l’alto, che si presentano quasi sempre nei grandi appuntamenti della BCE o della FED, come si può ben immaginare. Nel caso le mosse della FED dovessero favorire un ulteriore apprezzamento dell’euro il cambio potrebbe facilmente portarsi a testare l'area a 1,15, viceversa il cambio potrebbe addirittura andare a ritestare i minimi dell’ultimo anno a circa 1,05.

imageEURUSD chart on the weekly timeframe updated to the 11th March close IBTimes Italia / XTB

Il cambio, come si può osservare sul timeframe settimanale, si trova in un canale laterale da ormai un anno, ma nel lunghissimo periodo le divergenze tra BCE e FED dovrebbero continuare a favorire il rafforzamento del dollaro e portare le due monete verso la parità, se non addirittura oltre. Questo comunque pare che avverrà molto più lentamente di quanto non si aspettasse nel 2015, come abbiamo fatto notare nella nostra analisi annuale rilasciata a gennaio.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/dopo-la-bce-arriva-la-fed-settimana-ancora-volatile-sp-500-stoxx-50-e-euro-dollaro-1442777

 

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