Economia dello spreco: anche l'Italia si muove. Cosa prevede la legge approdata alla Camera

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Qualcosa si muove. Lunedì 14 marzo, ore 14, l’aula della Camera dei Deputati italiana apre alla discussione sulla proposta di legge contro gli sprechi alimentari. Entro mercoledì è previsto il voto finale che traghetterà il testo al Senato. Stai a vedere che è la volta buona che l’Italia si dota di una legge contro lo spreco alimentare! C’è chi addossa il merito di questa accelerazione all’Expo che ha sensibilizzato cittadini e classe politica proprio sul tema del cibo e dello spreco alimentare nel mondo. Chi, più cinicamente, rimanda alla legge francese approvata da poco e al dibattito europeo che si sta creando intorno al tema dei prodotti alimentari ancora commestibili, ma buttati per malcostume o troppa burocrazia.

Insomma, qualunque sia il motivo, l’importante è che il testo unificato delle proposte di legge recante “Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi”, sia sbarcato alla Camera.

Ma cosa prevede?

A dicembre 2015 la Francia ha votato una legge contro gli sprechi alimentari che impone alla grande distribuzione di donare il cibo prossimo alla scadenza alle istituzioni caritatevoli introduce ore di educazione scolastica contro lo spreco e altri disincentivi per le pratiche scorrette.

In Italia la situazione (finora) era ferma al 2003, anno di approvazione della ‘Legge del Buon Samaritano’ per agevolare le donazioni di alimenti a fini sociali. Ma la legge cosiddetta ‘Zero spreco’ pensata per diminuire drasticamente la quantità di cibo e soldi buttati con lo spreco alimentare, data per approvata già nel 2015, in realtà, giaceva in un cassetto del Parlamento.

Obiettivo della norma presentata dalla deputata PD Mario Chiara Gadda è favorire il recupero di prodotti ancora utilizzabili da parte delle associazioni di volontariato, semplificando le procedure burocratiche per la raccolta e la donazione di cibo, ma anche di farmaci.Tutto gira intorno alla parola “dono”: a differenza della legge francese che ha introdotto pene fino a 75mila euro per i grandi supermercati che sprecano cibo, il testo italiano non penalizza, ma incentiva al dono. Nessuna multa, nessuna sanzione, solo semplificazione e incentivi fiscali. Sarà sufficiente?

La legge italiana si basa sulla semplificazione burocratica e vuole superare le difficoltà incontrate da molti bar, ristoranti e supermercati intenzionati a donare il cibo anziché buttarlo. Attualmente per regalare il cibo in scadenza è obbligatorio fare una dichiarazione preventiva che indichi 5 giorni prima cosa sarà regalato e a chi. La legge “Zero sprechi”, invece, sarà sufficiente fare un resoconto a fine mese dei prodotti regalati e dei soggetti beneficiari.

Oltre alla semplificazione l’incentivo al riuso e alla donazione arriva anche dalla fiscalità. Per le imprese economiche (bar, ristoranti, supermercati) che donano il cibo ancora commestibile da esseri umani o animali il Comune potrà prevedere una riduzione della tassa sui rifiuti“proporzionale alla quantità, debitamente certificata, dei beni e dei prodotti ritirati dalla vendita e oggetto di donazione”.

Il testo di legge prevede anche lo stanziamento di risorse utili a comprendere l’entità del fenomeno dello spreco in Italia, a veicolare il messaggio di buone pratiche sul cibo (tramite la RAI) e offrire adeguati strumenti ai cittadini.

Al Tavolo indigenti (organizzazione che riunisce vari attori dai volontari alla aziende agricole) vanno 2 milioni di euro per il 2016. Poi vengono istituiti altri due fondi: uno da 1 milione di euro all’anno per gli anni 2016-2017-2018 per finanziare i progetti sul packaging intelligente antispreco; e il secondo fondo, sempre da 1 milione per promuovere nei ristoranti le cosiddette family bag, i contenitori che permettono ai clienti di portarsi a casa gli avanzi, pratica tra l’altro già ampiamente diffusa in alcuni Paesi europei.

L’economia dello spreco in Italia

A quanto pare, quindi, il parlamento italiano si appresta a discutere la legge anti spreco promessa da tempo. Ma quanto cibo sprechiamo in Italia? Lo spreco a livello mondiale si attesta a circa mille miliardi ogni anno che raddoppiano considerando anche costi legati all’impatto ambientale. Per quanto riguarda l’Europa, un’interessante fotografia dello spreco alimentare arriva dal rapporto Waste Watcher 2015 presentato in occasione della terza Giornata nazionale di prevenzione dello spreco, il 5 febbraio scorso.

L’Unione europea spreca ogni anno 90 milioni di tonnellate di cibo: tra i Paesi più virtuosi troviamo la Repubblica Ceca, (71) Malta (62) e la Grecia (44), mentre in fondo alla classifica tra i più spreconi ci sono Belgio (399) e Cipro, (334). L’Italia si trova più o meno a metà classifica con uno spreco di cibo stimato in 149 chili pro capite. Il valore complessivo del cibo ancora commestibile o riutilizzabile, ma gettato ammonta a 8,4 miliardi l’anno. Ogni famiglia italiana butta nella pattumiera cibo per un valore di 6-7 euro a settimana, oltre 300 euro l’anno.

Insomma per una volta l’Italia non si trova in fondo ad una classifica europea, ma questo non significa che non si possa fare di più per la lotta allo spreco alimentare. Purtroppo la crisi economica ha visto impennarsi il numero delle persone, in Italia, scese sotto la soglia di povertà e costrette a rivolgersi alle associazioni caritatevoli per avere un pasto ogni giorno. In questo panorama, il malcostume alimentare non solo è una spreco economico, ma anche uno schiaffo alla fascia più debole della popolazione.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/economia-dello-spreco-anche-litalia-si-muove-cosa-prevede-la-legge-approdata-alla-camera-1442835

 

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