Startup ed equity crowdfunding: le modifiche al regolamento Consob spingono la raccolta di capitali

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Con la delibera numero 19520 del 25 febbraio 2016, la Consob ha apportato importanti modifiche al regolamento sull’equity crowdfunding che sono recentemente entrate in vigore. Dopo una consultazione con i protagonisti della raccolta di capitali online, la Consob ha modificato il vecchio regolamento per allargare la platea dei possibili investitori e semplificare le modalità di investimento per rendere più veloce la scommessa di una impresa o di un privato su un progetto innovativo. Ma cos’è l’equity crowdfunding? E come funziona la raccolta di capitali online da parte delle startup innovative?

Cos’è l’equity crowdfunding

Nonostante in Italia se ne parli davvero poco l’equity crowdfunding entra nella legislatura italiana nel 2012, insieme alle startup innovative. Questa nuova denominazione societaria entra nel nostro ordinamento con il Decreto Legge 18 ottobre 2012, numero 179 recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”, il Decreto crescita bis, per intenderci. La legge disciplina le startup innovative, società nate da meno di 5 anni iscritte in un apposito registro, e introduce anche le linee normative guida per la “gestione di portali per la raccolta di capitale per le start-up innovative” delegando però alla Consob il compito di mettere a punto un regolamento apposito.

Così il 26 giugno 2013 la Consob pubblica il regolamento che disciplina la raccolta online di capitali, una pratica già per esempio molto diffusa negli Stati Uniti. La necessità di introdurre l’equity crowdfunding è legata alla difficoltà per le imprese create da poco, le startup, di raccogliere i fondi necessari per mettere a frutto il proprio progetto innovativo.

Con il regolamento del 2013, in pratica, la Consob autorizza, con apposita delibera, le piattaforme italiane che ne fanno richiesta e presentano i requisiti necessari, alla raccolta di capitali online. Attualmente sono 18 le piattaforme italiane autorizzate dalla Consob.Cosa fanno?

L'attività della piattaforma è quella dell'equity crowdfunding: una raccolta di fondi online che si rivolge ad un elevato numero di destinatari offrendo strumenti partecipativi al capitale di rischio (le quote) emesse dalle società. Cioè la startup si presenta alla piattaforma con un progetto, i tecnici la esaminano e mettono online l’offerta: si chiede una certa somma di denaro in cambio di una determinata quota della società. Ogni offerta ha un investimento minimo, chi investe diventa socio della startup. Le offerte di equity crowdfunding si fanno principalmente in due modi: “all or nothing” significa che se non si raggiunge la cifra indicata l’offerta si considera fallita e gli investitori vengono rimborsati; “take it all” anche se non si raggiunge la cifra fissata, la startup si porta a casa la cifra raccolta, anche se inferiore.

L’equity crowdfunding in Italia

Lo strumento dell'equity crowdfunding, nonostante sia ampiamente diffuso in altri Paesi, in Italia è ancora poco conosciuto e scarsamente utilizzato a causa della complessità normativa e della forma mentis degli investitori italiani non molto propensi al capitale di rischio.

Secondo l'Osservatorio sul crowdfunding for equity del Politecnico di Milano, la raccolta di capitali in Italia ha racimolato, dal 2013 ad oggi 3,67 milioni di euro con un target medio di raccolta di 344mila euro. In circa tre anni sono state pubblicate 36 offerte da parte di 34 startup e 1 PMI innovativa (secondo il decreto legge 3/2015), di cui 14 chiuse raggiungendo la somma richiesta e 15 chiuse senza successo, 7 offerte sono attualmente in corso.

Le modifiche al regolamento Consob

Tra i motivi che hanno frenato lo sviluppo dell’equity crowdfunding in Italia c’è anche la complessità normativa che ostacola il diffondersi di questo strumento. La modifica del regolamento Consob va esattamente nella direzione di una semplificazione delle procedure e di ampliamento della platea.Secondo molti operatori del settore queste modifiche daranno una forte spinta sia alla domanda che all'offerta di capitali online.

Il primo passo è la semplificazione della procedura per investire. Finora per investire importi sopra la soglia dei 500 euro per una persona fisica e 5mila euro per una persona giuridica, era obbligatorio passare da una banca o da un intermediario finanziario per compilare il questionario MIFID che verifica l’appropriatezza dell’investimento per il soggetto interessato. Con la modifica Consob sono le piattaforme stesse che si accollano il compito di verificare l’appropriatezza dell’investimento direttamente online sul portale. In pratica, quindi, l’investitore non è più obbligato ad andare in banca per investire in una startup, ma può farlo comodamente a casa con un qualsiasi conto online.

Il secondo passo è ampliare la platea degli investitori professionali. Le campagne di equity crowdfunding per la corretta conclusione prevedono la sottoscrizione di almeno il 5% del capitale da parte di investitori professionali ovvero banche, imprese di investimento, fondi o grosse società. Ad oggi il regolamento Consob introduce due nuove figure di investitori che possono svolgere il ruolo di professionali e portare così a compimento la raccolta di capitali. Sono state ammesse, infatti, due nuove figure: gli "investitori professionali su richiesta", così come definiti dalla disciplina europea sulla prestazione dei servizi di investimento, la MIFID; e gli "investitori a supporto dell'innovazione", identificati dalla Consob.

Secondo la normativa, gli investitori professionali su richiesta devono avere almeno due tra questi requisiti: 10 operazioni sul mercato ogni trimestre nei quattro trimestri precedenti; portafoglio di investimenti, inclusi i depositi, di oltre 500mila euro; esperienza lavorativa di almeno un anno nel settore finanziario.

Inoltre il nuovo regolamento Consob sull’equity crowdfunding allarga anche la platea delle startup che possono avvalersi della raccolta di capitali online. Queste le società “offerenti” ammesse: la società start-up innovativa, compresa la start-up a vocazione sociale e la start-up; la piccola e media impresa innovativa (PMI innovativa); l’organismo di investimento collettivo del risparmio (OICR) che investe prevalentemente in start-up innovative e in PMI innovative; le società di capitali che investono prevalentemente in start-up innovative e in PMI innovative. Tutte queste modifiche, secondo la relazione illustrativa del provvedimento Consob, avranno anche effetti positivi sui costi, in particolare si prevede la riduzione dei costi di transazione e la riduzione degli oneri legati al perfezionamento dell’offerta.

Insomma, le modifiche al regolamento sull’equity crowdfunding vogliono dare ulteriore spinta alla diffusione di questo strumento di cui in Italia si parla ancora troppo sottovoce.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/startup-ed-equity-crowdfunding-le-modifiche-al-regolamento-consob-spingono-la-raccolta-di-capitali

 

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