La Borsa di Londra (e di Milano) si sposa con Francoforte: Antitrust, New York e Brexit, ecco tutte le incognite

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Questo matrimonio s’ha da fare, forse. La Borsa di Londra e quella di Francoforte hanno annunciato un accordo per arrivare alla fusione delle due piazze europee. Un affare da 26 miliardi di euro che porta la coppia Londra-Francoforte a competere con le principali borse mondiali, in primis con New York. L’accordo è stata raggiunto dopo diversi anni di corteggiamento da parte della Borsa tedesca nei confronti della City e altri tentativi finiti in un vicolo cieco.

In questo caso il ruolo di Don Rodrigo di manzoniana memoria potrebbe essere interpretato dall’Antitrust europeo che dovrà valutare attentamente la creazione di un polo che diventerà la principale piazza europea. Ma a metterci lo zampino potrebbe essere anche New York che, temendo la concorrenza della coppia Londra-Francoforte, è pronta a rilanciare per l’acquisto della piazza inglese. Infine, l’ultima incognita è il referendum sulla Brexit. In questo caso la finanza va in controtendenza rispetto alla politica: mentre la prima lavora per una fusione con la Germania, la seconda trama per l’uscita del Paese dall’Unione europea.

Se andrà a termine sarà un colpo grosso per Londra e Francoforte che potranno unire le forze e paragonarsi alle principali borse mondiali con interessanti prospettive anche sull’economia reale. E non dimentichiamoci che Borsa di Londra significa Borsa di Milano.La nostra Piazza Affari, acquistata dalla City nel 2007, è parte integrante di questo progetto di fusione che, per i più ottimisti, potrebbe anche frenare l’emorragia di imprese che vanno a quotarsi negli USA.

Borsa Londra-Francoforte: i precedenti

L’accordo per la fusione delle due piazze c’è, ma c’è anche chi invita alla calma. Non sarebbe, infatti, la prima volta che un’acquisizione o una fusione annunciata finiscano per concludersi con un niente di fatto.

Il corteggiamento di Deutsche Boerse nei confronti di London stock exchange è iniziato nel 2000, 16 anni fa, quando ancora Borsa Italia non faceva parte della City inglese. Furono annunciate le trattative per arrivare alla fusione, ma finirono in un vicolo cieco anche a causa dell’intromissione della Borsa svedese che tentò la scalata a Londra. Le carte rimasero ferme sul tavolo fino al 2004 quando si tornò a parlare di “colloqui” più o meno formali per un’acquisizione del mercato londinese da parte di Francoforte. La City è stata una preda contesa in quegli anni: tra il 2005 e il 2006 anche gli australiani e più volte il Nasdaq hanno tentato il colpaccio su Londra. L’accordo andato in porto arrivò nel 2007 quando Borsa Italiana entrò a far parte del London Stock Exchange.

L’ultimo grande attacco alla borsa di Londra risale nel 2011 dall’altra parte dell’Atlantico: la trattativa per la fusione tra la borsa canadese e la City sembrava cosa fatta, ma finì con un brusco dietrofront. E così arriviamo ad oggi, a quei colloqui ripresi a inizio febbraio e alla riapertura delle trattative che hanno portato all’annuncio di un accordo per la “fusione fra uguali per creare un’infrastruttura paneuropea per mercati globali” come recita il titolo del dossier.

Fusione da 26 miliardi

Il matrimonio tra Londra e Francoforte risponde alla voglia diffusa di consolidamento dei listini, non più legati strettamente al Paese in un’ottica provinciale, ma con la vocazione internazionale frutto della globalizzazione. Guardando ai dati pubblicati da Adnkronos elaborati dall’Ufficio studi di Mediobanca (sui bilanci 2014), si tratta di una fusione record in quanto a capitale netto, dipendenti e ricavi. Le due borse europee insieme sommando ricavi per circa 3,7 miliardi di euro (2,37 dalla Germania); capitale netto intorno ai 6,7 miliardi (3,24 dalla Gran Bretagna); e oltre 9mila dipendenti.Contando su questi numeri il nuovo colosso europeo potrà superare Tokyo e Shanghai a livello di capitalizzazione delle società quotate, arrivando, però, dopo Nasdaq e soprattutto dietro il NYSE.

Questa fusione, definita alla pari, anche se alla Germania andrà 54,4% del nuovo gruppo e a Londra il 45,6%, sarà una grande opportunità anche per la Borsa di Milano. Il nuovo gruppo che comprende piazza Affari diventerà uno dei principali player a livello mondiale, probabilmente accrescendo il numero delle società quotate e il valore della capitalizzazione. Da qualche anno l’Italia assiste alla fuga delle proprie aziende che preferiscono quotarsi all’estero, soprattutto a New York (tipo Ferrari e Ferragamo) dove c’è più liquidità a disposizione. Questa fusione potrebbe essere l’occasione per invertire le tendenza e rendere più appetibile la nuova Piazza di cui fa parte anche Milano.

Borsa Londra-Francoforte: le incognite

L’accordo c’è, ma la fusione potrebbe ancora naufragare. L’agenzia internazionale Bloomberg ha confermato che la società che possiede la Borsa di New York sta preparando una controfferta per quella di Londra. L’obiettivo è quello di mandare all’aria la fusione con Francoforte e portarsi a casa la City inglese per evitare la creazione di un colosso europeo. L’Intercontinental Exchange (ICE), che nel 2013 ha completato l’acquisizione del New York Stock Exchange, sta lavorando ad un’offerta per bruciare al traguardo quella tedesca. Francoforte dovrà presentare offerta formale per la fusione entro il 22 marzo e la controffensiva statunitense potrebbe arrivare subito dopo per confondere le carte in tavola. Questa è la prima incognita che grava sulla fusione Londra-Francoforte, ma non è l’unica.

Il progetto, infatti, deve ancora passare sotto la lente dell’Antitrust europeo che avrà l’ultima parola sul dossier che vede la fusione di tre indici: FTSE 100, il DAX e l’Euro Stoxx 50. L’Antitrust, già intervenuto in progetti di fusione-acquisizione precedenti, potrebbe non vedere di buon occhio la creazione di un colosso finanziario con un posizione chiaramente dominante in Europa.

Infine, ultimo nodo, questa volta politico, da sciogliere riguarda l’uscita del Regno Unito dall’UE. La finanza sta cercando di unire, ciò che, invece, la politica sta dividendo. A giugno gli inglesi saranno chiamati a votare per il referendum per la Brexit, l’uscita dall’UE. “Il progetto di fusione tra Deutsche Boerse e il London Stock Exchange andrà avanti anche in caso di Brexit”, ha voluto sottolineare l’amministratore delegato della Borsa di Francoforte, Carsten Kengeter. In realtà, la Brexit incombe soprattutto psicologicamente sulla prosecuzione del progetto di fusione, ma dal punto di vista tecnico non comporterebbe grossi problemi.In generale l’uscita del Regno Unito dall’UE obbligherà Cameron a negoziare e firmare vari trattati con l’Europa per ristabilire, secondo nuove norme, i rapporti di tipo commerciale, economico ed anche finanziario.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/la-borsa-di-londra-e-di-milano-si-sposa-con-francoforte-antitrust-new-york-e-brexit-ecco-tutte-le

 

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