Analisi mercati: si accentua la divergenza tra S P 500 e STOXX 50 dopo le parole della Yellen. L'indice europeo è a un passo dal crollo

E-mail Stampa PDF

La settimana appena conclusa ha portato con sé alcune note rilevanti: la divergenza tra il principale indice americano S&P 500 e l’europeo STOXX 50 - accentuata dalle parole della Yellen pronunciate a margine della riunione della FED di mercoledì 16 marzo -; l'importante rialzo del petrolio, con il WTI che si è riportato sopra quota 40 dollari al barile.

Le decisioni prese dalla FED sono bene o male in linea con quanto si attendevano gli analisti: il tasso principale è rimasto invariato - con i fed funds che rimangono tra lo 0,25% e lo 0,50% - e per la fine dell’anno sono attesi solo altri due rialzi. Le stime sui tassi di interesse per i prossimi anni sono state inoltre riviste al ribasso: la FED ha deciso di rimanere prudente, anche perché il rallentamento economico che sta colpendo alcune economie, sia avanzate - vedi l’eurozona -, sia emerse - tutti i BRICS ad eccezione dell’India -, che in via di sviluppo, non consente di sottovalutare i rischi di una eventuale recessione globale che finirebbe per fare danni anche all’economia statunitense, che comunque in settimana ha continuato a far registrare dati positivi sia dal mercato del lavoro che dall’inflazione.

Anche quest’annuncio però era stato ampiamente scontato da parte di alcuni analisti. Da parte della FED non c’è stato quindi l’effetto sorpresa così come c’è stato la settimana prima con le misure straordinarie prese dalla BCE di Draghi, che deve far fronte ad una situazione - quella dell’area euro - molto più gravosa e instabile rispetto a quella che si registra ora negli Stati Uniti. Tanto però è bastato per far muovere i mercati e per accentuare la divergenza tra l’S&P 500 e lo STOXX 50, che di fatto hanno preso direzioni opposte, con il primo indice che ha continuato la strada del rialzo e il secondo che invertito la direzione ed è andato a chiudere il pullback sulla rottura della precedente. La situazione può essere osservata a colpo d’occhio sui timeframe settimanali, dove nel primo caso avremo una grande candela positiva e nel secondo caso una candela negativa.

È da diversi mesi ormai che il principale indice americano mostra una forza relativa al rialzo superiore a quella del principale indice europeo, che fa maggiore fatica a salire e quando scende lo fa con maggiore intensità. È per questa ragione che nel corso di diverse analisi settimanali abbiamo sempre consigliato l’S&P 500 per l’operatività long e lo STOXX 50 in caso volessimo aprire posizioni short.

Andiamo a vedere i dettagli tecnici sugli indici S&P 500 e STOXX 50 per eventuali spunti operativi

imageSTOXX 50 chart on the daily timeframe updated to the 18th March close IBTimes Italia / XTB

Per quanto concerne il principale indice europeo possiamo notare che dopo la rottura della resistenza posta in area 3060 questo ha continuano a salire fino a testare la successiva resistenza posta poco più sopra a 3120, senza però riuscire a romperla. Nell’ultimo giorno della settimana lo STOXX 50 ha continuato a scendere fino ad avvicinarsi alla resistenza - divenuta ormai un supporto - posta sui massimi relativi del 23 febbraio scorso. Siamo quindi già vicini al supportone testato e perforato nelle prime sedute di gennaio.

imageSTOXX 50 chart on the 4H timeframe updated to the 18th March close IBTimes Italia / XTB

Pertanto, in caso di rottura di questo livello l’indice potrebbe velocemente precipitare verso il gap lasciato aperto il 15 febbraio e andare a testare i minimi dell’anno. Tuttavia, se il breakdown dovesse avvenire nelle prime sedute della settimana potremmo anche assistere ad un recupero importante e chiudere il gap aperto il 18 marzo.

imageSTOXX 50 chart on the weekly timeframe updated to the 18th March close IBTimes Italia / XTB

Ad ogni modo, salvo eventi e dati fuori dall’ordinario, il trading range della settimana dovrebbe essere compreso tra 2940 e 3060.

L’S&P 500 invece mostra una forma decisamente migliore rispetto all’indice europeo. Dopo aver rotto la resistenza posta in area 1940 l’indice è riuscito a perforare anche la resistenza posta a 2010. Insomma, l’indice continua a viaggiare spedito e non è molto distante dai massimi di tutti i tempi.

imageS&P 500 chart on the daily timeframe updated to the 18th March close IBTimes Italia / XTB

Sul timeframe giornaliero l’ostacolo più vicino è rappresentato dal pivot R2. Successivamente l’S&P 500 si troverebbe a testare la trendline ribassista di medio periodo disegnata a partire dai massimi di maggio, luglio, novembre e dicembre dello scorso anno. Da questo livello l’indice dovrebbe tornare a scendere.

imageS&P 500 on the weekly timeframe uodated to the 18th March close IBTimes Italia / XTB

Un ulteriore test e perforazione dei massimi assoluti - e quindi nuovi massimi di tutti i tempi - sarebbe un evento per la fase che sta attraversando il mercato in questo momento abbastanza inusuale, a meno che gli investitori spinti dai timori che stanno colpendo le altre aree non si concentrino su una delle poche aree da cui stanno arrivando segnali positivi (almeno per quanto concerne l’economia. In politica le cose in questo momento non sembrano poi andare così bene e l’Economist ha inserito Donald Trump tra i maggiori dieci rischi che possono compromettere l’economia globale). Al momento l’indice ha completato un pullback sui minimi di luglio, aprile e marzo 2015 e non si esclude che possa iniziare una fase di ritracciamento al ribasso prima di andare a testare la trendline ribassista.

Ricordiamo infine che questa settimana di trading sarà più breve in quanto la maggior parte delle borse rimarranno chiuse per le festività di venerdì.

NOTA: Le analisi si basano su modelli di chart pattern e sulle relative rotture di massimi e minimi presenti sui diversi timeframe. Per i punti di entrata ed i target si prendono in considerazione, oltre ovviamente alle rotture, i punti di pivot e l’EMA a 50 periodi. Si ricorda infine che le analisi di trading di IBTimes Italia non vogliono in alcun modo essere un incitamento all’investimento e non ci riteniamo responsabili per le perdite derivanti dalle vostre operazioni

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/analisi-mercati-si-accentua-la-divergenza-tra-sp-500-e-stoxx-50-dopo-le-parole-della-yellen-lindice

 

Menu Principale

Risorse Utili