Petrolio: la mancanza di investimenti farà decollare il prezzo (fra qualche anno)

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Le compagnie petrolifere e di gas naturale hanno cancellato più di 100 miliardi di dollari in investimenti e hanno tagliato decine di migliaia di posti di lavoro nell'ultimo anno a seguito del collasso dei prezzi del petrolio. Adesso uno shock petrolifero potrebbe essere in arrivo dal momento che questi tagli hanno provocato un significativo calo delle forniture di greggio, stando ad un alto dirigente dell'Agenzia internazionale dell'energia.

“Storici” tagli agli investimenti negli ultimi mesi hanno aumentato il rischio che possano esservi sorprese relative alle forniture di petrolio nel “futuro non troppo lontano”, ha detto Neil Atkinson, a capo della divisione mercati e industria petrolifera dell'agenzia. L'uomo ha affermato che i mercati del petrolio e del gas avrebbero bisogno di circa 300 miliardi di dollari per sostenere gli attuali livelli di produzione, e che nazioni come Stati Uniti, Canada, Brasile e Messico non riescono a tenere il passo.

«C'è il pericolo che stiamo per raggiungere un punto in cui stiamo a malapena investendo a monte della catena - ha detto Atkinson durante il lancio della Settimana internazionale dell'energia di Singapore stando a Bloomberg - Se gli investimenti non ripartiranno nel 2017 e nel 2018, sarà possibile vedere un aumento dei prezzi del petrolio poiché l'offerta non sarà in grado di incontrare la domanda».

Tuttavia, al momento il mondo è ben lontano da una carenza di petrolio. Le forniture petrolifere globali hanno raggiunto i 97,23 milioni di barili al giorno nel quarto trimestre del 2015, circa 2 milioni di barili in più rispetto alla domanda globale di petrolio, che ha raggiunto i 95,23 milioni di barili nello stesso periodo, stando quanto stimato la IEA.

L'eccesso di offerta ha spinto i prezzi al ribasso da oltre 100 dollari al barile a giugno 2014 fin sotto 30 dollari al barile all'inizio di quest'anno. I prezzi hanno recuperato nelle ultime settimane ma sono nuovamente scesi mercoledì per via di preoccupazioni relative al fatto che si stia costituendo un'ulteriore eccesso di offerta.

Il West Texas Intermediate, il benchmark petrolifero degli Stati Uniti, è calato di oltre il 4% a 39,77 dollari al barile mercoledì dopo che il governo ha riportato che le riserve petrolifere degli Stati Uniti sono state tre volte superiori rispetto alle attese degli analisti. L'aumento ha segnato il sesto record consecutivo settimanale degli inventari. Il barile Brent, benchmark globale, è calato invece del 2,87% a 40,59 dollari al barile.

I giganti globali del petrolio, da ConocoPhillips a Chevron Corporation e BP, hanno visto i propri utili evaporare negli ultimi trimestri, costringendo le compagnia a vendere cespiti, tagliare i dividendi ed eliminare miliardi di dollari di piani di spesa. Le economie dipendenti dal petrolio stanno soffrendo significativi deficit e si stanno avvicinando al caos fiscale.

Grandi nazioni produttrici di petrolio stanno discutendo un piano per limitare la produzione e ridurre l'eccesso di offerta globale per spingere i prezzi. L'Arabia Saudita, il Venezuela, il Qatar e la Russia - quest'ultima non membro dell'OPEC - hanno raggiunto un accordo a febbraio per tenere la produzione ai livelli di gennaio. Il Qatar ha invitato tutti e 13 i membri del cartello dell'OPEC e le altre nazioni nella sua capitale il prossimo aprile per un altro round di negoziati relativo a questo accordo.

Tuttavia, Atkinson ha dichiarato che il congelamento della produzione è “essenzialmente privo di significato”, poiché l’Arabia Saudita è attualmente l'unico paese al momento che potrebbe aumentare la produzione nel caso lo volesse, ha riportato Reuters. L'Iran ha respinto l'iniziativa, affermando che prenderà in considerazione un congelamento solo una volta che sarà riuscito a spingere la produzione ai livelli precedenti alle sanzioni che l'hanno colpito negli anni scorsi e che sono state eliminate negli ultimi mesi. La Libia ha a sua volta declinato l'invito del Qatar poiché il paese, che sta affrontando un conflitto interno, sta cercando di recuperare i livelli di produzione precedenti alla guerra civile.

«L'accordo viene visto più come un gesto, che forse allo scopo di dare fiducia che ci sarà stabilità nei prezzi petroliferi» ha detto Atkinson durante l'evento dell'Industria di Singapore.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/petrolio-la-mancanza-di-investimenti-fara-decollare-il-prezzo-fra-qualche-anno-1444285

 

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