Telefonia: nozze Wind-3 sotto indagine dell'UE. Ecco rischi e criticità del riassetto europeo del mercato

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La commissione UE ha acceso un faro sull’operazione di fusione tra 3 e Wind controllate rispettivamente da Hutchison e VimpelCom. Si tratta del terzo e quarto operatore italiano della telefonia mobile in Italia e la loro fusione creerebbe il più grande operatore in termini di abbonati seguito da società con dimensioni analoghe (intorno al 30%), TIM e Vodafone. Ma la preoccupazione della commissione UE e soprattutto della commissaria alla concorrenza Margret Vestager è che la riduzione da quattro a tre degli operatori italiani possa comportare una minor concorrenza tra operatori e, quindi, dei rincari delle tariffe a carico dei consumatori.

Bruxelles ha ricevuto la notifica dell’ipotesi di fusione 3-Wind il 5 febbraio, ora ha tempo fino al 10 agosto per verificare che l’operazione sia in linea con le regole UE sulla concorrenza e per prendere una decisione sul caso.

La vicenda italiana di 3 e Wind però si inserisce in un quadro europeo delle telecomunicazioni molto più complesso. Da una parte, infatti, la stessa commissione europea ha iniziato a spingere dal 2013 per la creazione di un mercato unico europeo delle telecomunicazioni, ma dall’altra le fusioni tra operatori interni ai singoli Stati membri comportano rischi quali l’innalzamento dei prezzi, la diminuzione della scelta e il calo dell’innovazione nel campo della telefonia mobile.

Il mercato unico europeo delle telecomunicazioni

L’obiettivo è di passare da 28 mercati nazionali ad un unico grande mercato unico digitale che, secondo Bruxelles potrebbe creare migliaia di posti di lavoro e un giro d’affari di 400 miliardi di euro l’anno. La strategia europea si è posta i seguenti obiettivi: migliorare l’accesso di consumatori e imprese ai servizi digitali; creare condizioni giuste ed eque per lo sviluppo delle reti digitali e massimizzare il potenziali di crescita dell’economia del settore.

In effetti la  creazione di un mercato unico potrebbe guidare gli investimenti per lo sviluppo delle reti di nuova generazione. Sul punto il gap tra Europa e Stati Uniti per esempio è abissale. Secondo un’analisi di Recon Analytics, nel 2013 negli Stati Uniti i quattro operatori di telefonia hanno fatto investimenti sulla rete per 109 dollari pro capite, mentre in Europa, dove operano oltre 100 operatori, ne abbiamo investiti solo 54 a testa.

Proprio per questo Bruxelles vuole creare un mercato unico digitale per colmare il gap tecnologico sulla banda larga ad alta velocità, ma anche ridurre i costi, eliminare i ricarichi dovuti al roaming, proteggere al meglio la neutralità della rete e offrire un servizio migliore ai consumatori.

La fusione 3 e wind

Del matrimonio tra 3 e Wind si parla dall’estate scorsa, ma ora siamo arrivati alle battute finali. Si tratta di un’operazione importante per il mercato italiano della telefonia: nascerebbe il primo operatore italiano per numero di Sim, oltre 31 milioni di clienti e il quarto a livello europeo.

Ma se gli esperti del settore delle telecomunicazioni sostengono la fusione, convinti che porti nuovi investimenti sulla rete italiana, a quanto pare, l’antitrust europeo non è della stessa opinione. La commissaria per la concorrenza Vestager ha avviato un’indagine sul dossier Wind-3 per capire verificare se sussistano rischi di concentrazione che azzerino la concorrenza a danno dei consumatori. La Commissione UE è infatti "preoccupata che la transazione possa determinare prezzi più alti, meno scelte e una minor concorrenza per i clienti di telefonia mobile in Italia. “Dobbiamo assicurarci – spiega Vestager - che l'operazione proposta non porti a prezzi più elevati o a meno scelte di servizi di telefonia mobile per i consumatori italiani".

Insomma il matrimonio tra Wind e 3 che comunque dovrebbe andare in porto avrà, però, tempi più lunghi del previsto.Gli interessati sembrano ottimisti: La mossa della Commissione UE “era largamente attesa e non pregiudica la decisione finale”, ha affermato la cinese Hutchison. Le trattative con l’UE sono “aperte e costruttive”, fa eco il gruppo che controlla 3 Italia.

Le altre operazioni europee

Mentre in Italia si dibatte sulla fusione tra 3 e Wind aspettando il responso europeo anche gli altri colleghi UE sono alle prese con il riassetto interno della telefonia.

In Francia per esempio tiene banco la fusione di Orange con Bouygues Telecom e non è ancora chiaro se l’ultima parola spetti alla commissione UE o all’antitrust francese. In ballo c’è l’acquisizione per 10 miliardi di euro di Bouygues Telecom, il terzo più grande operatore di telefonia mobile in Francia, da parte di Orange. L’operazione cambierebbe il profilo del settore francese delle telecomunicazioni: gli operatori passerebbero da 4 a 3 con l’innesco di una potenziale guerra dei prezzi.

Ma Orange guarda con interesse anche verso l’Italia.Negli ultimi giorni, forse a causa delle difficoltà incontrate in Francia, Orange ha rilanciato sull’ipotesi di fusione con Telecom Italia. Il numero uno di Orange, Stephane Richard, ha detto che potrebbe prendere in considerazione una fusione con Telecom se a proporlo fosse Vincent Bollorè, presidente di Vivendi, primo azionista del gruppo italiano. L’ipotesi avrebbe già incassato il sostegno del premier italiano e di quello francese.

Molto movimentata anche la telefonia nel Regno Unito. La 3, il quarto più grande operatore di telefonia mobile del Paese ha messo sul piatto 12,5 miliardi di dollari per comprare O2 (divisione britannica di Telefonica), il secondo operatore del mercato inglese. Ma non solo. Il protagonista della telefonia del Regno Unito la British Telecom sta trattando un accordo del valore di circa 17 miliardi di euro con EE, l’operatore frutto di una joint venture tra Orange e Deutsche Telekom che vanta il maggior numero di abbondati nel Regno Unito. Su queste operazione probabilmente peserà anche l’esito del referendum inglese per l’uscita del Paese dell’Unione Europea che si terrà a giugno.

In queste operazioni di riassetto della mappa europea della telefonia un ruolo di primaria importanza è svolto dalla commissione UE che è intervenuta in molti casi chiedendo alla parti in causa di cedere asset o partecipazioni per ridurre la concentrazione. Tra gli esempi più recenti c’è la fusione tra Orange e Jazztel in Spagna autorizzata da Bruxelles grazie all’intervento di MásMóvil disponibile ad acquistare risorse di rete del nuovo operatore.

Stesso copione in Germania, dove l’ok all’acquisizione di ePlus da parte di Telefonica è arrivato dopo la cessione del 30% della capacità di rete della nuova società all’operatore virtuale Drillisch. E anche il via libera dell’acquisizione di O2 da parte di 3 in Irlandaè stata legata alla cessione del 30% della capacità del nuovo operatore.

Lo scorso settembre, invece, la commissione UE ha bloccato l’ipotesi di fusione delle divisioni danesi di TeliaSonera e Telenor. Le nozze sono saltate perché non è stato raggiunto un accordo con l'autorità UE alla concorrenza, secondo Vestager il matrimonio avrebbe penalizzato i consumatori e reso “insufficiente la competizione” per le rivali Tdc e Hi3G. In effetti l’operazione avrebbe messo nella mani di un unico operatore il 40% del mercato con gli altri piccoli competiror ad ampia distanza e quindi con poche chance di competere.

Insomma mentre a Bruxelles si parla della creazione di un mercato unico digitale e della telefonia, nei Paesi europei le operazioni di concentrazione delle forze sono ostacolate dalle norme UE sulla concorrenza per la tutela dei consumatori.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/telefonia-nozze-wind-3-sotto-indagine-dellue-ecco-rischi-e-criticita-del-riassetto-europeo-del

 

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