Tasse sulla casa: il governo abolisce la TASI, ma la TARI pesa sempre di più, quasi 9 miliardi

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"Aboliremo le tasse sulla prima casa", dicevano dal governo lo scorso anno "e le altre tasse non aumenteranno" rassicuravamo. Peccato che poi non sia andata esattamente così. Mentre il governo scriveva la legge di stabilità con l’abolizione di TASI e IMU per poco meno di 5 miliardi di euro l’anno, i contribuenti italiani hanno dovuto fare i conti con la TARI, la tassa sui rifiuti che sale di quasi il 10% arrivando a pesare sulla tasche dei cittadini circa 9 miliardi, quasi il doppio di TASI e IMU. E il blocco dell’aumento di aliquote e tariffe da parte dei Comuni previsto nella legge di stabilità, in realtà, presenta tra le eccezioni anche la TARI che quindi è destinata a salire anche nel 2016. E la vera beffa di questi continui rincari sulla TARI è che il servizio di pulizia ed igiene delle strade italiane è sempre più scadente. I cittadini pagano sempre più per un servizio che li accontenta sempre meno e non solo: più sale l’evasione e più le persone oneste che pagano regolarmente devono mettere mano al portafogli per coprire il buco lasciato dagli altri.

La TARI vale 9 miliardi

Secondo i dati registrati dal Ministero dell’Economia da gennaio a dicembre, nel 2015 gli italiani hanno pagato 8,7 miliardi di TARI, il 9,6% in più rispetto al 2014. L’aumento deciso dalle amministrazioni comunali risulta generalizzato, nessuna zona d’Italia ne è rimasta esclusa. Secondo i calcoli del Sole 24Ore gli incrementi sono andati dal +2,9% registrato in Sicilia e Sardegna al +15,8% delle Regioni del Centro (Toscana, Umbria, Marche e Lazio) passando per il +10,5% registrato a Sud.

La TARI quindi pesa circa il doppio della TASI la cui abolizione costa 3,7 miliardi di euro a cui si aggiungono 400 e 500 milioni circa per dire addio a IMU agricola e sugli imbullonati. Ma si sa per una tassa che se ne va un’altra arriva oppure aumenta. E così anche nel 2016 sono previsti nuovi rincari sulla TARI. Ma a rendere particolarmente odioso il salasso della TARI sono soprattutto due elementi. Il primo è il servizio che continua ad essere scadente. Già ai tempi del governo Letta si parlava di legare la tariffa della TARI ad un livello standard di servizio garantito in ogni angolo d’Italia, ma poi il progetto è naufragato.

Il secondo punto è che l’evasione della TARI, sempre crescente visto il servizio sempre più scarso, non ricade sulle casse comunali, ma sulle tasche dei cittadini onesti. Le mancate riscossioni della TARI rientrano tra le “voci di costo” che devono essere coperte al 100% dalla tariffa, ciò significa in pratica che la quota di TARI evasa dai furbetti viene spalmata sui bollettini degli onesti che vanno regolarmente alla cassa. 

Blocco tariffe e aliquote: via libera ai rincari TARI

Mentre il governo parlava di abolizione di IMU e TASI per quasi 5 miliardi di euro gli scettici erano certi che uscita dalla porta questa quota di pressione fiscale sarebbe rientrata dalla finestra. Ma il governo del fare non voleva permetterlo, quindi nella legge di stabilità ha inserito un articolo che di fatto congela aliquote e tariffe da parte degli enti locali.  All’articolo 4, comma 14 della legge di stabilità si legge: “Al fine di contenere il livello complessivo di pressione tributaria, in coerenza con gli equilibri generali di finanza pubblica per l’anno 2016, è fatto divieto alle regioni e agli enti locali di deliberare aumenti dei tributi nonché delle addizionali ad essere attribuiti con la legge dello Stato rispetto ai livelli di aliquote deliberate, entro la data del 30 luglio 2015, per l’esercizio 2015”.

Come spesso accade, però, l’alto numero delle eccezioni rende totalmente vano lo scopo iniziale della prescrizione. Dal congelamento delle aliquote, infatti, sono escluse le spese sanitarie (i ticket) nelle Regioni in disavanzo, le aliquote di IRAP, IRPEF e, infine, la TARI che può salire per coprire i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Insomma il capitolo tassa sui rifiuti merita di essere riaperto dal governo Renzi. Considerato il peso della TARI che ormai è il doppio della TASI e l’esclusione delle aliquote dal congelamento previsto nella legge di stabilità, è necessario che l’esecutivo blocchi gli aumenti se non vuole essere accusato dai più maligni di aver tolto una tassa aumentandone un’altra.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/tasse-sulla-casa-il-governo-abolisce-la-tasi-ma-la-tari-pesa-sempre-di-piu-quasi-9-miliardi-1444937

 

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