Lavoro 2016: i profili più ricercati e le competenze più richieste (secondo le statistiche)

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Con l’inizio di aprile siamo entrati ufficialmente nel secondo trimestre del 2016, con quella che potremmo definire una buona notizia in tema di lavoro. Secondo un’indagine pubblicata a fine marzo dall’Osservatorio Lavoro della CNA (l’associazione di categoria dell’artigianato e della piccola e media impresa), a febbraio 2016 l’occupazione nelle micro e piccole imprese è cresciuta dello 0,4% rispetto al mese precedente e del 2,5% su febbraio 2015. Segnali positivi, solo in parte attenuati dalla considerazione che questo risultato è dovuto non tanto ad un aumento delle assunzioni, ma quanto ad una diminuzione delle cessazioni.

D’altra parte, il trend è piuttosto in linea con quanto emerge dalle previsioni sull’occupazione Manpower MEOS, che per il secondo trimestre 2016 ha rilevato come su 1000 datori di lavoro intervistati, il 6% preveda un aumento della forza lavoro rispetto al periodo gennaio-marzo, a fronte di un 4% che pensa a dei tagli nella forza lavoro, per una previsione netta sull’occupazione sostanzialmente neutra se si considerano anche le variazioni stagionali.

VINCONO NORD-EST E SUD, BENE COMMERCIO E RISTORAZIONE

Se i dati macroeconomici riflettono naturalmente una tendenza complessiva, è bene tenere conto che nello specifico ci sono settori ed aree geografiche che presentano scenari piuttosto articolati sotto il profilo di nuove opportunità di lavoro. Se consideriamo le attese dei datori di lavoro, ad esempio, scopriamo che mentre nelle aree di centro e nord-ovest prevalgono aspettative negative, sia il Nord-est che l’area che raggruppa il Sud e le Isole registrano previsioni positive rispetto alla prima parte dell’anno.

Rispetto ai settori analizzati, il record per previsioni positive spetta al commercio all’ingrosso e al dettaglio (+8% rispetto al primo trimestre 2016), così come a quello di ristoranti e alberghi (+7% rispetto al primo trimestre 2016), mentre la maglia nera per le attese negative va al settore minerario e a quello delle costruzioni (entrambi a -5% rispetto al trimestre precedente). Il trend nel pubblico e nel sociale è stabile mentre sorprende che aziende dei settori elettrico, gas e acqua risultino altrettanto neutri. Peraltro il tema è sotto i riflettori in questo periodo, in vista del referendum sulle trivelle del prossimo 17 aprile e degli eventuali effetti economico-occupazionali negativi (ne abbiamo parlato qui).

imagePrevisioni nuove assunzioni per settore nel secondo trimestre 2016. / Manpower MEOS

I PROFILI PIÙ RICERCATI E LE DIFFICOLTÀ NEL REPERIRLI

Al di là dell’andamento congiunturale dei diversi settori, ci sono alcuni profili che hanno maggiore spendibilità sul mercato del lavoro. Se guardiamo alle posizioni più richieste dalle aziende secondo lo studio consultato, la classifica vede cinque figure professionali che marcano un segno positivo: responsabili di sviluppo immobiliare, store manager, sales representative, capi reparto e key account manager. Si capisce dunque che il gruppo più dinamico è quello che si muove in ambito commerciale, il che è anche comprensibile tenuto conto che le figure sales e di business development spostano spesso pacchetti clienti (quindi potenziale fatturato) e che non sia sempre semplice reperirne all’interno di un settore, poiché talvolta risultano blindati da patti di non concorrenza che limitano per un certo periodo la “mobilità” di queste figure tra i vari competitors.

Un altro punto interessante rispetto alle professioni più richieste lo offre l’indagine Unioncamere con il primo bollettino del 2016 che mappa nello specifico, tra le altre cose, anche i profili più difficili da reperire sul mercato del lavoro. Si conferma infatti il gap nazionale tra domanda e offerta e di lavoro, probabilmente anche a causa di un sistema educativo-formativo non sempre allineato alle esigenze e alla velocità di cambiamento del contesto economico. Le imprese prevedono infatti difficoltà di reperimento per il 13% delle assunzioni pianificate in questa prima parte dell’anno, quota che raggiunge il 18% nell’industria e l’11,4% nei servizi.

Tra le figure professionali più difficili da reperire troviamo al primo posto i direttori di funzione, seguiti da specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali, così come ingegneri e specialisti in ambito economico-gestionale e professionisti in ambito education.

COMPETENZE RICHIESTE E IL LAVORO CHE VERRÀ

Se a prima vista può sembrare strana questa distanza tra domanda e offerta in un Paese come il nostro in cui non mancano persone in cerca di lavoro, ad una riflessione più approfondita probabilmente il mismatch è da identificare non tanto nel tipo di professionalità richiesta, quanto nel tipo di lavoro che ne richiede l’applicazione. C’è infatti un discreto numero di posizioni che sono totalmente nuove rispetto al passato o che ne rappresentano una variante rilevante. Se guardiamo ai profili emergenti fotografati dall’indagine MEOS, troviamo sul podio i Senior User Experience Designer, gli analisti funzionali e i web developer. Ma in realtà questa è solo la punta dell’iceberg di quello che sta chiedendo il mercato. Un’idea più di lungo termine di cosa bolle in pentola può offrircela la classifica stilata da LinkedIn, il social network professionale attualmente più sviluppato a livello mondiale. Lo staff di LinkedIn ha infatti analizzato con un algoritmo predittivo le richieste delle aziende nel 2015 ed è stata in grado di simulare una top 25 delle competenze vincenti nel 2016.

imageLa top 25 delle competenze più richieste a livello globale stilata da Linkedin. / Courtesy of Linkedin

Le prime tre skills della calssifica sono cloud & distributed computing, analisi statistica e data mining, marketing campaign management. Alcune di queste competenze non erano nella top 25 dell'anno precedente, a suggerire una velocità nel cambiamento nell’assetto organizzativo che interessa almeno una parte del mercato del lavoro.

In effetti, le indagini che abbiamo citato fotografano la realtà esistente, una realtà che probabilmente riguarda la grande maggioranza del tessuto produttivo-commerciale nazionale. Ma è importante ricordare che queste statistiche faticano a rilevare una dimensione prospettica. Non mappano i business emergenti, le start-up già avviate così come quelle che saranno ulteriormente create e accelerate da incubatori come H-Farm e Nuvolab (due eccellenze italiane nella top 10 mondiale), le nuove professioni e tutti quei profili che nemmeno le aziende sono ancora in grado di identificare perché in prima fila a fronteggiare la complessità e l’evoluzione del proprio mercato di riferimento.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/lavoro-2016-i-profili-piu-ricercati-e-le-competenze-piu-richieste-secondo-le-statistiche-1444996

 

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