S P 500 e STOXX 50: cosa attendersi per il prossimo trimestre

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Questi primi tre mesi dell’anno hanno riservato parecchi colpi di scena ai trader e agli investitori internazionali. Gli indici mondiali, infatti, hanno fatto registrare una delle peggiori partenze della storia borsistica (per alcuni indici è stata la peggiore): i pesanti cali che hanno colpito gli indici durante l’inizio dell’anno si sono protratti per tutto il mese di gennaio e per i primi giorni di febbraio, prima di avviarsi verso un recupero durato diverse settimane, come avevamo correttamente predetto nella nostra analisi pubblicata il 25 gennaio.

Ricordiamo qui brevemente le cause di questo avvio anomalo per le borse mondiali. In primo luogo ci sono i problemi che sta attraversando - da mesi - la Cina e e gli effetti negativi che potrebbero diffondersi nel resto del mondo (i mercati già ad agosto 2015 avevano fatto registrare violenti ribassi proprio per i timori arrivati dalla Cina, facilitati ovviamente anche dai bassi volumi del periodo); le crescenti tensioni geopolitiche in numerose aree geografiche, a partire ovviamente dal Medio Oriente, ma anche nell’est europeo, nell’Antartico, nel Mar Cinese Meridionale e nella penisola coreana con la Corea del Nord che ha effettuato il suo quarto test atomico il 6 gennaio; i bassi prezzi che stanno caratterizzando le materie prime in generale, da quelle energetiche a quelle agricole; la crisi politica e economica dell’Europa, che continua ad aggravarsi nonostante i piani di QE della BCE; il rallentamento economico mondiale, con le stime che negli ultimi trimestri sono state ripetutamente riviste al ribasso.

Si comprende quindi che la molteplicità dei fattori di rischio rappresentano un mix abbastanza esplosivo e nuovi ribassi potrebbero essere dietro l’angolo se il quadro generale non inizierà a migliorare.

Nel corso di questo primo trimestre abbiamo inoltre assistito a un’importante conferenza della BCEdurante il quale sono stati annunciati: l’estensione del piano di QE; un ulteriore taglio de tassi, con quello principale portato allo 0% e quelli sui depositi diventato ancora più negativo; quattro nuovi round di TLTRO; acquisti diretti di corporate bond in aziende con investment grade. Sono misure straordinarie sicuramente apprezzate ma che rischiano di non bastare se i rispettivi governi nazionali non adotteranno le riforme strutturali necessarie per far ripartire l’economie dei loro paesi. Del resto è stato lo stesso Mario Draghi a ricordare durante la conferenza che il piano di QE iniziato durante lo scorso anno non sta dando i frutti sperati(non lo ha detto esplicitamente ma è quanto si può tradurre dal suo discorso), con i livelli di inflazioni che rimangono ben lontani da quello obiettivo.

A livello tecnico la nota più rilevante che balza all’occhio è l’accentuarsi della divergenza tra il principale indice americano, l’S&P 500 e lo STOXX 5o europeo, con il primo che si è portato ormai a ridosso dai massimi di tutti i tempi e il principale indice europeo che rimane su livelli critici, non troppo distante dai minimi dell’anno. È per questo motivo che in quasi tutte le passate analisi su questi indici si è ricordato che è meglio affidarsi all’S&P 500 nel caso avessimo intenzione di aprire una posizione long mentre è preferibile optare per lo STOXX 50 quando il mercato torna a scendere. In questo modo riusciremo anche a limitare le perdite qualora i nostri trade si rivelassero scorretti.  

Cerchiamo ora di capire tramite l’analisi tecnica cosa possiamo attenderci in questo secondo trimestre dell’anno.

S&P 500 SI TROVANO SU VALORI DIFFERENTI MA SU ENTRAMBI CI SONO SEGNALI CHE INDICANO POSSIBILI FORTI RIBASSI

Come abbiamo detto l’S&P 500 ha una forza al rialzo maggiore rispetto al principale indice europeo. Questo divario, già noto dal 2011 - quando la crisi dei debiti sovrani ha colpito duro nella zona euro -, si è accentuato nuovamente negli ultimi mesi, a evidenziare le differenze strutturali in cui si trovano le due maggiori economie avanzate. Gli Stati Uniti nel corso del 2015 hanno infatti fatto registrare numerosi segnali di salute, anche se il governatore della FED Janet Yellen ha comunque invitato alla prudenza, tenendo probabilmente in conto l’evoluzione negativa di altre zone del mondo (tra cui appunto quella europea).

imageS&P chart on the monthly timeframe updated to the 2nd April close IBTimes Italia / XTB

Se comunque guardiamo il grafico mensile ci possiamo rendere conto che anche sull’indice americano si è iniziata a registrare una frenata rispetto ai precedenti tre anni di quasi ininterrotti rialzi. A partire dal massimo di tutti i tempi si sono iniziati a registrare una serie di massimi via via decrescenti e questo ha prodotto una trendline ribassista ben definita. Durante le fasi di ribasso comunque l’indice è sempre stato sostenuto durante gli ultimi tre anni da un importante supporto posto in area 1800 circa.

imageS&P 500 chart on the weekly timeframe updated to the 2nd April close IBTimes Italia / XTB

Al momento l’S&P 500 si trova nuovamente vicino la trendline ribassista tracciata dal massimo assoluto. Da questo livello l’indice dovrebbe iniziare nuovamente a scendere a meno che non arrivino altre notizie positive dagli States ma anche in altre aree del mondo (Cina e Europa in testa). Riteniamo comunque questo scenario come molto poco probabile, anche se non impossibile. Lo scenario invece più plausibile è che l’indice inizi a invertire la rotta.

imageS&P 500 chart on the daily timeframe updated to the 2nd April close IBTimes Italia / XTB

Se andiamo a osservare il timeframe giornaliero possiamo notare delle cose interessanti. Quella più importante è la possibile formazione di un testa spalla rovesciato, con la neckline che coinciderebbe proprio con la trendline ribassista. Partendo da questa figura possiamo ipotizzare tre possibili scenari: il primo contempla la possibilità che la seconda spalla non si formi e che l’indice continui il ribasso rompendo i minimi dell’anno e il relativo supportone; il secondo scenario prevede la formazione della seconda spalla con rottura della neckline, che andrebbe a proiettare l’indice verso nuovi massimi di tutti i tempi; infine il terzo scenario prevede la formazione della seconda spalla senza però la rottura della neckline, con l’indice quindi che dovrebbe proseguire lateralmente con una leggera spinta al ribasso.

Pertanto, considerando che l’S&P 500 si trova ormai a ridosso della resistenza discendente è probabile attendersi nelle prossime settimane una discesa. In generale dovrebbe essere un trimestre tendenzialmente negativo, anche per l’indice statunitense.

imageSTOXX 50 on the monthly timeframe updated to the 2nd April IBTimes Italia / XTB

Per quanto concerne invece lo STOXX 50, abbiamo già detto che il principale indice europeo si trova già a ridosso di livelli critici. Il grafico mensile fotografa il fallimento di recupero tentato nel mese di marzo con l’indice che continua a stazionare vicino il supporto chiave.

imageSTOXX 50 chart on the daily timeframe updated to the 2nd April close IBTimes Italia / XTb

Il timeframe giornaliero ci è utile invece per osservare i principali gap rimasti aperti. Il gap down lasciato aperto alla fine del 2015 sembra ancora troppo distante per esercitare una forza di attrazione. Più probabile invece che l’indice vada a chiudere il recente gap down, completando tra l’altro il piccolo pullback sulla rottura dei minimi relativi, per poi riprendere la strada al ribasso e andare a chiudere il gap up aperto a inizio febbraio.

Se apriamo il grafico settimanale possiamo capire meglio cosa sta accadendo. Su questo timeframe si può notare la formazione di un testa spalla con la neckline che è stata perforata durante i ribassi di inizio anno. Successivamente, nel mese di marzo si è tentato un recupero che si è rilevato essere nient’altro che un pullback sulla neckline. Lo STOXX 50 ha poi ripreso la sua strada al ribasso e un nuovo test dei minimi dell’anno appare abbastanza probabile. In caso di rottura di questi livelli per lo STOXX 50 si aprirebbe la strada per ulteriori ribassi.

NOTA: Le analisi si basano su modelli di chart pattern e sulle relative rotture di massimi e minimi presenti sui diversi timeframe. Per i punti di entrata ed i target si prendono in considerazione, oltre ovviamente alle rotture, i punti di pivot e l’EMA a 50 periodi. Si ricorda infine che le analisi di trading di IBTimes Italia non vogliono in alcun modo essere un incitamento all’investimento e non ci riteniamo responsabili per le perdite derivanti dalle vostre operazioni.​

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/sp-500-e-stoxx-50-cosa-attendersi-il-prossimo-trimestre-1445438

 

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