Grecia: FMI "ricatta" Germania e governo Tsipras. L'accordo sul salvataggio non sarà una passeggiata

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Piano piano la Grecia torna ad occupare non le prime, ma comunque le pagine dei giornali. Dopo i titoloni allarmati dell’anno scorso, quando la Grecia era sull’orlo del default pronta a portarsi dietro mezza Europa, in questi mesi è apparentemente calato il silenzio. Ma in realtà di Grecia si continua a parlare soprattutto nei corridoi del Fondo Monetario Internazionale e in Germaniadove Angela Merkel è sempre più costretta tra due fuochi: quello del Fondo di Lagarde che vuole la riduzione del debito per Atene e quello del Bundestag da sempre contrario ad un piano di salvataggio della Grecia senza il Fondo. In queste ore a tenere banco è una polemica scoppiata in seguito alle rivelazioni di Wikileaks che ha pubblicato una conversazione tra due funzionari del FMI che manovrano, nel silenzio, le operazioni per il salvataggio o per il default della Grecia.

Intanto ricapitoliamo le puntate precedenti. Un anno fa la Grecia era in preda ad una crisi economica e finanziaria che rischiava di portare il Paese al default e all’uscita dall’euro. Il debito era esploso e la casse dello Stato non erano più in grado di pagare pensioni e stipendi, tanto che il governo è stato costretto ad introdurre una sorta di blocco del credito: i cittadini non potevano prelevare più di 16 euro il giorno, il minimo necessario per la sopravvivenza.

Dopo tanti tira e molla e intere settimane di negoziati, il 19 agosto è stato firmato un memorandum, un accordo con la Troika che prevede l’approvazione da parte della Grecia di 48 misure indicate come prioritarie in cambio del terzo piano di salvataggio del Paese per circa 86 miliardi di euro. La prima tranche è stata erogata nel mese di novembre, 12 miliardi di euro, a fronte però dell’approvazione di un primo pacchetto di riforme durissime per i cittadini di Atene.

Intanto, mentre la firma del piano di salvataggio, ha riportato un’apparente serenità su mercati e giornali internazionali, il governo di Atene è ancora in difficoltà nel cercare di rispettare i patti. Da una parte Alexis Tsipras ha promesso ai suoi elettori che avrebbe messo fine all’austerità, dall’altra però deve approvare le riforme indicate dalla Troika altrimenti addio finanziamenti e addio stabilità della Grecia. Il prossimo appuntamento con la realtà è fissato per il mese di luglio quando il governo greco avrà bisogno di 3,5 miliardi di euro per pagare un debito nei confronti di FMI e BCE.Per onorare il debito si dovrà trovare un nuovo accordo sulle riforme per sbloccare il prossimo pacchetto di finanziamenti.

Così le trattative per il nuovo accordo si fanno sempre più interessanti. Wikileaks ha pubblicato le trascrizioni di una presunta telefonata tra Poul Thomsen, direttore del dipartimento Europa del Fondo Monetario Internazionale, e Delia Velculescu, capo missione per il FMI sul programma greco. Dalla telefonata emergono due elementi. Il primo è la pressione del FMI affinché la Germania accetti la riduzione del debito della Grecia. Si tratta di una vecchia diatriba: il FMI per partecipare al piano di salvataggio della Grecia vuole che l’Europa sia disponibile a negoziare una riduzione del debito che ormai viaggia intorno al 180% del PIL, altrimenti è pronto ad uscire dal piano di salvataggio. Dall’altra parte c’è la Germania che non vuole creare un pericoloso precedente accordando la riduzione del debito greco, ma non vuole proseguire sulla strada del salvataggio senza la presenza del FMI come chiede a gran voce anche il Bundestag.

I due funzionari del FMI continuano a toccare dove il dente della Germania duole: “La signora Merkel dovrebbe porsi una domanda, dovrebbe riflettere su cosa è più costoso: andare avanti senza FMI? Cosa farebbe il Bundenstag? O forse sarebbe meglio scegliere la riduzione del debito per Atene per tenerci al tavolo?”. Berlino è decisamente alle strette. Con la crisi dei migranti che ha eroso il sostegno interno ed esterno al Bundestag per Angela Merkel, la cancelliera non può permettersi un altro passo falso.

In questo scenario il FMI ha il coltello dalla parte del manico e prendendo per totalmente vere le rivelazioni di Wikileaks starebbe manovrando nell’ombra per decidere della vita e della morte della Grecia. Il secondo elemento emerso dalla conversazione, infatti, è ancora più inquitante. I due funzionari al telefono ricordano che la Grecia ha deciso di accettare le condizioni dei creditori per il terzo piano di salvataggio soltanto quando si è trovata di fronte all’impossibilità di pagare stipendi e pensioni. La strada, quindi, per costringere Tsipras ad accettare il nuovo accordo sulle riforme sarebbe riportare il Paese sull’orlo del baratro, quando non avrà altra via di uscita.

Se la conversazione fosse vera, Wikileaks avrebbe portato alla luce una vera e propria tattica ricattatoria del Fondo Monetario Internazionale, da una parte nei confronti della Germania e dall’altra, ancora più grave perché fatta sulla pelle dei greci, nei confronti del governo ellenico. Tsipras, infatti, ha subito inviato una lettera di proteste a Christine Lagarde che, tramite un post sul sito del FMI, risponde negando la veridicità della trascrizione.  

Mentre monta la polemica sul comportamento del FMI, la Troika si appresta a tornare ad Atene per verificare lo Stato dell’arte delle riforme chieste al governo e per trovare un nuovo accordo per la tranche da 3,5 miliardi per i pagamenti di luglio. La scadenza non è ancora dietro l’angolo, ma le trattative nel triangolo Berlino, Atene, Washington si preannunciano alquanto complicate.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/grecia-fmi-ricatta-germania-e-governo-tsipras-laccordo-sul-salvataggio-non-sara-una-passeggiata

 

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