Ferrovie vuole l’ANAS (e le accise): in arrivo nuovi rincari su benzina e carburante?

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Dopo l’annunciato assalto all’ATAC, la malmessa società romana per la gestione della mobilità in città, ora Ferrovie dello Stato annuncia di voler mettere le mani anche sull’ANAS, il gestore di strade e autostrade italiane. Il progetto è già stato messo nero su bianco su un documento presentato al consiglio di amministrazione di Ferrovie e già approvato anche da Palazzo Chigi. Il conferimento di ANAS da parte dello Stato alle Ferrovie avverrà tramite aumento di capitale e il futuro della società sarà la quotazione in Borsa o la privatizzazione.

Uscendo, però, dal controllo statale ANAS dovrà finanziarsi in altro modo che non siano più i trasferimenti dalle casse dello Stato che pesano su tutta la collettività. Il progetto prevede quindi la nascita dell’accisa-ANAS su benzina e carburante per finanziare i lavori e la manutenzione di strade ed autostrade d’Italia. E quando gli automobilisti sentono parlare di accise, la domanda sorge spontanea: sarà un nuovo fardello economico che andrà a pesare sul prezzo di benzina e carburante? È in arrivo una nuova stangata? Gli interessati dicono di no, ma in queste situazioni, in Italia, è bene tenere gli occhi aperti perché la fregatura è sempre dietro l’angolo.

Attualmente è l’intera collettività a pagare per il mantenimento dell’ANAS che a sua volta gestisce e mantiene le strade italiane. Ma se l’ANAS esce dal perimetro delle aziende statali si dovrà trovare un’altra modalità di finanziamento. L’idea quindi è quella di trasferire una quota delle accise pagate dagli automobilisti di benzina e carburante dalle casse dello Stato all’ANAS che quindi avrebbe un incasso sicuro ogni anno legato ai consumi.

In questo modo a pagare le strade italiane non sarà tutta la collettività, compresi coloro che non guidano sulla rete stradale, ma soltanto gli automobilisti con una sorta di tassa sul consumo di asfalto. Il meccanismo detto così non sembra nemmeno sbagliato, ma il punto è se l’accisa-ANAS sarà aggiunta alla lunghissima lista di accise che già gravano sul prezzo di benzina e carburante oppure no.

Secondo una rilevazione di Assopetroli-Assoenergia, infatti, le accise italiane pesano per il 68,63% sul prezzo della benzina e per il 64,1% su quello del gasolio. Questo perché sul prezzo di benzina e gasolio gravano numerose accise, introdotte per uno scopo, per finanziare un’emergenza, e poi mai tolte. Tra queste: la tassa per la guerra di Abissinia del 1935, per la crisi di Suez del 1956, per il disastro del Vajont del 1963, per l’alluvione di Firenze del 1966, per il terremoto del Belice del 1968, per il terremoto del Friuli del 1976, per il terremoto dell’Irpinia del 1980.

Dal momento che si tratta di fatti ormai abbondamente superati, di spazio per l’accisa-ANAS ci sarebbe accome, senza bisogno di aggiungere una nuova di zecca. In Italia ad un prezzo netto di 0,466 euro per litro di benzina, si aggiungono 0,728 euro di accise e 0,263 euro per l’IVA per un totale di 0,992 di imposte statali. Ciò significa che su un pieno di 30 litri lo Stato si incassa quasi 30 euro sui 42 euro pagati alla cassa.Con questi margini di guadagno, lo Stato è perfettamente in grado di finanziare l’ANAS senza bisogno di introdurre una nuova accisa nuova di zecca.

Secondo il piano del duo Ferrovie-Governo, la parte di accise destinata all'ANAS verrebbe calcolata dall'Autorità dei trasporti, calcolando la spesa operativa (Opex), quella di capitale (Capex), gli ammortamenti e la media pesata del conto capitale.

Insomma, basta fare due calcoli per capire che le accise italiane sono talmente elevate da poter finanziare senza difficoltà l’ANAS anche dopo il passaggio a Ferrovie. Nessun aumento del prezzo di carburante e gasolio, quindi, ma soltanto una ridefinizione delle accise e un cambio di destinazione, dalla guerra in Abissinia, per esempio, alla manutenzione delle strade. L’operazione è semplice e non dovrebbe comportare alcuna nuova stangata per gli automobilisti, ma purtroppo in Italia il condizionale in queste situazioni è d’obbligo. Meglio tenere gli occhi ben aperti e puntati sul distributore di benzina.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/ferrovie-vuole-lanas-e-le-accise-arrivo-nuovi-rincari-su-benzina-e-carburante-1445524

 

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