Italia: crollano le vendite e la fiducia cala. La realtà che il governo non vuole vedere

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Le vendite al dettaglio nel mese di marzo hanno registrato un altro pensante calo, a riprova del fatto che la fiducia dei consumatori resta ferma al palo e le persone si tengono ben stretti i soldi a disposizione. Dall’inizio del 2016, infatti, le vendite al dettaglio hanno imboccato la strada del calo costante, con un tasso di contrazioni che è il più rapido dell’ultimo anno.

Nel mese di marzo l’indice destagionalizzato indicato da Markit PMI sulle vendite al dettaglio in Italia evidenzia un calo da 49,4 a 46,6, valore minimo registrato del marzo 2015. Ma il dato delle vendite al dettaglio e quindi dei consumi può essere inserito in un quadro economico più ampio sul quale si stanno addensando molte nubi.

Molti indicatori economici in questi primi mesi del 2016 risultano in rallentamento a conferma di ciò che, per esempio, il FMI ha detto soltanto martedì: la crescita resta troppo lenta e troppo debole e anche nel 2016 ci sono molti rischi per l’economia mondiale e quindi italiana. Questo quadro fa presto ad erodere la già traballante fiducia dei consumatori italiani che continuano a risparmiare nel timore che la situazione peggiori ancora.

Il dato sulle vendite nel mese di marzo è appena arrivato da Markit Italy che segue l’andamento delle vendite al dettaglio pubblicando il dato aggiornato su base mensile. Il mese di marzo, in particolare, ha registrato un tasso di contrazione elevato e nel settore – spiegano da Markit - si è evidenziato un calo dei livelli occupazionali e una crescita delle scorte di magazzino in un contesto in cui l’ottimismo nei confronti delle previsioni future si è fortemente indebolito.

Il rapporto indica che l’inflazione dei prezzi d’acquisto si è attestata ai minimi da 13 mesi, ma gli sconti applicati da coloro che hanno un negozio al dettaglio hanno eroso i margini lordi di profitto. Le vendite del mese di marzo sono state inferiori alle aspettative degli stessi commercianti. Secondo Markit, infatti, il divario tra vendite effettive e obiettivi pianificati si è ulteriormente ampliato con il 44% dei commercianti che dichiarano vendite inferiori alle stime.

I dati di Markit fotografano un Paese in cui i consumi sono ancora al palo a causa dello scarso potere d’acquisto dei cittadini, ma anche per la poca fiducia nella ripresa. L’ottimismo che si è intravisto nei primi mesi del 2015, quando anche PIL e occupazione hanno dato qualche segnale di vita, si sta velocemente assottigliando. Perché come dice il Fondo monetario internazionale la crescita ancora stenta a decollare e i cittadini memori della crisi economica che ha stroncato l’Italia per sette anni, sono ancora molto cauti nelle spese.

Da questo punto di vista il governo certamente non aiuta. Gli aiutini una tantum o le mancette elettorali come gli 80 euro sono sentiti dagli italiani (che non sono così ingenui come la classe politica pensa) per quello che sono: delle misure precarie e marginali. Lo prova proprio il fatto che, nonostante tutti i miliardi spesi dal governo per mettere in tasca 80 euro ai dipendenti, i consumi sono rimasti al palo, perché chi li riceve li mette da parte nel timore che ci sia un’altra ondata di crisi o che lo Stato li richieda indetro sottoforma di altri rincari.  

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/italia-crollano-le-vendite-e-la-fiducia-cala-la-realta-che-il-governo-non-vuole-vedere-1445866

 

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