In arrivo il DEF: cosa ci dobbiamo aspettare?

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Non c’è due senza tre: il governo Renzi si appresta a mettere a punto il terzo DEF della sua vita. E speriamo che il detto popolare non valga anche per la capacità del governo di azzeccare le previsioni di PIL per l’anno in corso. Dopo due DEF sbugiardati dalla realtà, vedremo se anche nel 2016 il governo si lascerà trasportare dall’ottimismo o se resterà con i piedi per terra facendo una previsione che abbia qualche possibilità di fare centro.

Il documento di economia e finanza per il 2016 è previsto in discussione nel consiglio dei ministri di oggi (venerdì 8 aprile) fissato per le 18. Già ieri, il ministro Padoan e il premier Renzi si sono incontrati a Palazzo Chigi probabilmente per prendere le ultime decisioni sul DEF in arrivo. Nel pomeriggio di ieri, in realtà, sembrava che l’approvazione del DEF, prevista della legge entro il 10 aprile, dovesse essere rinviata a lunedì 11 aprile. Insomma quando arriverà il DEF di preciso, lo scopriremo solo vivendo.

Intanto proviamo a fare qualche anticipazione sul documento economico del 2016. Intanto ricordiamo che nel 2015 il DEF aveva previsto una crescita “prudenziale” dello 0,7% per il 2015 e dell’1,3% per il 2016. A settembre, poi, il governo sentendosi il risultato già in tasca ha deciso di puntare più in alto e sfruttare la nota di aggiornamento al DEF per rivedere al rialzo le stime primaverili.Così lo 0,7% diventa 0,9% e l’1,3% diventa 1,6%. L’anno, è ormai cosa nota, è finito con una baruffa generale: il PIL definitivo del 2015 è stato +0,8% come dato grezzo e +0,6% come dato destagionalizzato cioè tenendo conto che i giorni lavorativi nel 2015 sono stati tre in più rispetto al 2014. E ognuno prendeva come riferimento quello che gli tornava più comodo.

Ma veniamo al presente.Pensare di confermare un PIL per il 2016 all’1,6% sarebbe da pazzi; c’è un limite anche all’ottimismo sfrenato. Resta da vedere se il governo vorrà fare un’altra previsione “prudente” indicando un PIL intorno all’1,2% oppure se puntare su un PIL pari all’1,4%. La previsione finale dovrebbe cadere entro questi due paletti. Anche perché le nubi sull’andamento dell’economia mondiale ed italiana si fanno sempre più dense a causa del rallentamento dei Paesi emergenti, degli scossoni che provengono dalla Cina, dei problemi geopolitici e per l’emergenza migranti che interessa l’Europa.

Altro tema caldo è quello del rapporto deficit/PIL strettamente legato alla flessibilità. La battaglia che il governo sta combattendo in queste ore è quella con l’incertezza: ancora non sappiamo se Bruxelles ci accorderà tutta la flessibilità che abbiamo chiesto nella legge di stabilità. Se così fosse, e il governo dell’ottimismo non potrebbe pensare altrimenti, il nostro deficit/PIL sarebbe al 2,4%, come potrebbe rimanere anche nel 2016. Al contrario, se dall’UE arrivasse un no come risposta alle richieste sulla clausola riforme, investimenti e migranti, il governo dovrebbe studiare una manovra correttiva di circa 3 miliardi probabilmente attingendo dalla risorse della voluntary disclosure e dai risparmi sugli interessi.

Il DEF darà anche indicazioni circa il rapporto debito/PILche secondo la commissione UE dovrebbe fermarsi al 132,4% con un percorso di discesa rallentato rispetto ai patti originari. Il governo tornerà ancora una volta sul tema delle privatizzazionimettendo sul tavolo l’operazione sulle Ferrovie (che, però, sembrano in altra faccende affaccendate) e per il prossimo autunno anche il collocamento della seconda tranche di Poste e di ENAV.

Infine, secondo indiscrezioni il DEF dovrebbe indicare la strada di un pacchetto di norme già battezzato “finanza per la crescita” che dovrebbe prevedere misure per stimolare gli investimenti nelle piccole e medie imprese.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/arrivo-il-def-cosa-ci-dobbiamo-aspettare-1446265

 

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