Banche: tra MPS e Atlante è già amore. Da Siena 50 milioni per “prenotarsi” l’aiuto del Fondo sulle sofferenze

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È stata un’assemblea a tutto campo quella che si è tenuta il 14 aprile a Siena in viale Mazzini, sede del centro direzionale di Banca Monte dei Paschi di Siena. Ma sulla maratona di MPS (l’assemblea è durata sette ore) ha aleggiato per tutto il giorno la presenza di Atlante, il fondo privato salva-banche, fortemente voluto dal governo, ma finanziato con i soldi delle banche italiane.

All’indomani dell’assemblea, con il bilancio approvato, il punto fatto sulle azioni di responsabilità, arriva l’annuncio: MPS entrerà nel fondo Atlante con 50 milioni di euro. In cambio di un aiutino nella vendita di due pacchetti di sofferenze che dovrebbe rendere MPS una sposa più appetibile per eventuali cavalieri bianchi interessati alle nozze senesi. A quanto pare MPS ha deciso di rompere gli indugi e promettere 50 milioni di euro per “prenotarsi” l’aiuto del fondo Atlante, per assicurarsi la prima fila durante la distribuzione di garanzie e reti di sicurezza.

Atlante è nato con due obiettivi ben precisi: comprare l’inoptato delle banche che stanno per fare un aumento di capitale così come chiesto dalla BCE (Veneto Banca e Popolare di Vicenza); e aiutare le banche nella vendita del pesante fardello delle sofferenze. A mettere soldi nel fondo Atlante sono le banche più “sane” del sistema italiano, Intesa Sanpaolo e Unicredit in testa che verseranno circa un miliardo ciascuna.

MPS ha approvato il suo primo bilancio di esercizio in utile dopo anni di profondo rosso: risultato netto di 388 milioni di euro, ottenuto, però, grazie all'effetto positivo registrato con la contabilizzazione a "saldi chiusi" dell'operazione Alexandria. Il presidente Tononi ha anche proposto ai soci di destinare l'utile netto della capogruppo (416,6 milioni di euro) e le riserve disponibili (54 milioni di euro) per coprire le riserve negative (708 milioni) legate all’operazione Alexandria e all’aumento di capitale del 2015. Così facendo le riserve in rosso scendono a 237 milioni di euro.

L’assemblea ha anche fatto il punto sulle azioni di responsabilità. La Fondazione MPS (quella che fino a tre anni fa aveva il 50% di MPS e oggi l’1,49%) ha chiesto circa 3 miliardi di euro nelle azioni di responsabilità per la vicenda di Antonveneta. Una bella somma che, se approvata dai giudici, potrebbe cambiare nuovamente le carte in tavola per la Fondazione MPS. Niente da fare, invece, per l’azione di responsabilità contro l’ex presidente Alessandro Profumo e dell'ad Fabrizio Viola chiesta da due soci, ma bocciata al 99% dall’assemblea.

Ma la vera partita di MPS è quella giocata sul suo futuro.Resta ancora in ballo l’ipotesi che vede il MEF salire al 7% del capitale di MPS diventando primo azionista. Il Ministero deve ancora ricevere dalla banca gli interessi maturati sui Mondi Bond e MPS è propensa (con l’ok di Bankitalia) a pagarli in azioni. Per il resto la strada per MPS sembra segnata, almeno nelle volontà dei vertici: liberarsi di due pacchetti di sofferenze per un valore di 500 milioni e continuare a guardarsi intorno alla ricerca di uno sposo così come consigliato dalla BCE. E in questo scenario, un ruolo centrale potrebbe essere interpretato da Atlante chiamato ad agevolare la cessione dei crediti in sofferenza ad un prezzo che non penalizzi i conti di MPS.

Nel corso dell’assemblea, l'AD Viola ha detto che MPS ha "avviato un processo per la cessione di un portafoglio di crediti in sofferenza, prevalentemente secured, per circa 250 milioni di euro che dovremmo chiudere entro qualche mese insieme ad un altro portafoglio, con profilo diverso, unsecured, entro il primo semestre dell'anno". E sul fondo Atlante ha detto: "valuteremo se e come utilizzarlo per accelerare il processo di dismissioni dei crediti deteriorati”.

Intanto, però, il giorno dopo, una nota di MPS informa che il CDA “avendo valutato positivamente l’iniziativa e condividendone le finalità” ha deciso di mettere 50 milioni di euro nel fondo Atlante. Insomma se 2 più 2 fa ancora 4 le intenzioni di MPS sono chiarissime. In vista della cessione dei due pacchetti di crediti in sofferenza che “sono un freno” per la banca e anche per un eventuale aggregazione, MPS ha deciso di partecipare con un piccola quota al fondo Atlante per “prenotarsi” i suoi servigi ed essere in prima fila quando ci sarà da decidere quali banche italiane aiutare per prime.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/banche-tra-mps-e-atlante-e-gia-amore-da-siena-50-milioni-prenotarsi-laiuto-del-fondo-sulle-1447484

 

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