Non solo trivelle: il governo tratta con l'UE per regalare le autostrade fino al 2045

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Il tema delle concessioni tiene banco in questo 2016. Dopo il monito europeo sulla proroga automatica delle concessioni demaniali marittime e il refendum sulle trivelle per le concessioni per l’estrazioni di petrolio e gas, l’attenzione potrebbe ora spostarsi sulle concessioni legate alle autostrade. Secondo il Fatto Quotidiano, infatti, il governo in accordo con la famiglia Benetton, a capo della società Austostrade per l’Italia (ASPI), sta trattando con l’Europa per allungare le concessione per le autostrade fino al 2045.

Attualmente la scadenza è fissata al 2038, ma dal momento che una concessione di 40 anni (concessa nel 1998) sembra troppo breve, il governo cerca di convincere la commissaria per la concorrenza Vestager a poter rinviare la scadenza al 2045. Con benefici economici per i Benetton di qualcosa come 30 miliardi di euro, visto che la concessione di quei 2.800 chilometri di autostrade italiane valgono oltre 4 miliardi l’anno. Secondo il Fatto, il piano è di incassare il prolungamento della concessione di altri 7 anni e poi vendere l’ASPI rincarando parecchio la richiesta economica.

La faccenda delle concessioni autostradali in Italia è annosa e da sempre poco chiara. Per tradizione, le concessioni autostradali italiane hanno generato posizioni monopoliste che non hanno mai dato vita ad un gara ad evidenza pubblica. E non si capisce il perché di tutta questa disponibilità e benevolenza da parte dei governi di ogni colore nei confronti dei 25 gestori della rete autostradale italiana, circa 7mila chilometri. E a rimetterci al solito sono i cittadini costretti a pagare pedaggi che somigliano sempre più a vere e proprie tasse e le casse dello Stato che lascia ai concessionari i proventi dei pedaggi.

Alla base del pagamento dei pedaggi da parte degli automobilisti c’è l’intento di rimborsare al gestore le spese per gli investimenti effettuati sulla tratta e per le spese di manutenzione. Ma una volta finiti gli ammortamenti delle spese da parte dei gestori, l’incasso del pedaggio dovrebbe tornare nelle casse dello Stato. O ancora meglio il pedaggio dovrebbe essere ridotto o eliminato dal momento che gli automobilisti hanno finito di pagare i lavori sull’autostrada. In Italia, invece, vige una pratica differente: i gestori promettono nuovi investimenti sulle strade, così si giustificano le proroghe automatiche delle concessioni e i pedaggi restano (e spesso aumentano di anno in anno). Spesso poi, il beneficio economico dei gestori per la proroga automatica dei pedaggi, supera di gran lunga le spese per i nuovi investimenti.

A quanto pare il governo Renzi ci tiene molto a prorogare ai gestori come ASPI le concessioni per le autostrade. Un primo tentativo, stoppato dalla commissione europea che ha beccato il governo in flagrante, risale al 2014 anno del decreto Sblocca Italia. All’articolo 5, in pratica si garantiva la proroga automatica delle concessioni nel caso in cui il gestore presentasse un piano di investimenti per l’ammodernamento della rete autostradale. Peccato che l’UE giudicò il pacchetto di investimenti presentato come inadeguato perché riferito in gran parte ad investimenti già previsti o non realizzabili per vari motivi.

Ora il governo è tornato a trattare con la commissaria UE alla Concorrenza, Margrete Vestager seguendo la scia della Francia che sta trattando per le loro autostrade una proroga di 7 anni in cambio di investimenti. Alla famiglia Benetton, primo gestore italiano, si sono subito accodati altri due concessionari: il gruppo Toto che gestisce l’Autostrada dei Parchi e il gruppo Gavio presente soprattutto nel Nordovest.

Tutti e tre i concessionari, quindi, si sono affrettati a promettere nuovi investimenti per meritarsi la proroga “alla francese”. ASPI, per esempio, promette i lavori per la cosiddetta Gronda di Genova, una nuova tratta autostradale a 2 corsie più emergenza per ogni senso di marcia, in aggiunta all'esistente tratto della A10, tra l'A10 in zona Vesima e l' A7 in corrispondenza di Genova Bolzaneto. L’investimento avrebbe una spesa complessiva di 3,2 miliardi e secondo il governo giustifica la proroga della concessione per altri 7 anni, per un valore di circa 30 miliardi di euro di incassi dai pedaggi. Insomma, un bell’affare per i Benetton, un po' meno per gli italiani.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/non-solo-trivelle-il-governo-tratta-con-lue-regalare-le-autostrade-fino-al-2045-1447708

 

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