Salta l'accordo di Doha: indici e petrolio aprono fiacchi, ma sono in forte ripresa

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AGGIORANAMENTO 10.10: Gli indici europei stanno recuperando dopo aver aperto la sessione con forti gap down. Il petrolio invece fa più fatica a recuperare il calo, che comunque non è così eccezionale come poteva attendersi qualche trader. Il mancato accordo di Doha è tutt'altro che una grossa sorpresa.

La settimana appena conclusa è stata caratterizzata dalla sorpresa dell’annuncio del meeting di Doha, che ha spinto al rialzo la maggior parte degli indici di borsa. Al meeting, che si è svolto domenica 17 aprile, hanno partecipato diversi paesi produttori di petrolio OPEC e non OPEC con l’obiettivo di riuscire ad arrivare ad un accordo per congelare la produzione in modo da riuscire a spingere al rialzo i prezzi della materia prima (ricordiamo che sono diversi i paesi che stanno soffrendo - anche - per i bassi prezzi del petrolio e che si trovano a fronteggiare una grave crisi economica. Pensiamo a Russia e Venezuela, tanto per citarne un paio).

Ad ogni modo il meeting di Doha si è concluso con un niente di fatto, come voleva la logica e come si attendevano la maggior parte degli analisti: all’incontro sono mancati produttori importanti come Stati Uniti e Iran, e quest’ultimo in particolare (che ricordiamo si è da poco riaffacciato sul mercato a seguito dell’accordo sul nucleare che ha portato alla rimozione delle sanzioni internazionali ed è quindi poco disposto ad accettare un freno alla produzione) non ci penserebbe due volte ad aggredire quei mercati lasciati scoperti, pur se di poco, dagli altri paesi, cosa che l’Arabia Saudita non vuole assolutamente. Inoltre, i due dei principali paesi che hanno preso parte al vertice, Arabia Saudita e Russia, sono rivali nell’area Medio Orientale (in particolare in Siria, dove hanno posizioni completamente contrapposte). Il mancato accordo quindi non rappresenta una sorpresa ma dovrebbe comunque contribuire all'erosione di quei rialzi che si sono realizzati dopo l'annuncio del vertice.

imageS&P500 chart on the weekly timeframe updated to the 15th April close IBTimes Italia / XTB

Da un punto di vista tecnico sia lo STOXX 50 che lo S&P 500 si trovano a livelli critici, quello statunitense in particolare. Come possiamo vedere dal grafico settimanale lo S&P 500 si trova praticamente a testare la trendline ribassista tracciata dai massimi di tutti i tempi. È una trendline che è stata già testata a novembre e dicembre 2015 e da cui sono sempre nate occasioni per prese di beneficio. Considerando che ci troviamo a poco più di una cinquantina di punti dai massimi di tutti i tempi questo ci lascia sospettare che anche questa volta potrebbero partire le vendite, a meno che non arrivino notizie particolarmente positive. Invece, in caso di rottura della trendline l’indice andrebbe ad aggredire i massimi di novembre e in caso di rottura anche di questo livello si andrebbero quindi a testare i massimi di sempre.

imageS&P 500 chart on the daily timeframe updated to the 15th April close IBTimes Italia / XTB

Aprendo il timeframe giornaliero l’unica cosa significativa che possiamo notare è il gap up lasciato aperto da febbraio. Questo in qualche modo ci dà la misura che l’indice, anche nell’ipotesi più positiva che vede nuovi massimi assoluti, non può andare molto lontano e che prima o poi dovrà nuovamente scendere e andare probabilmente a testare il supportone.

imageSTOXX 50 chart on the weekly timeframe updated to the 15th April close IBTimes Italia / XTB

Per lo STOXX 50 si è trattata di una settimana particolarmente positiva. Dopo aver testato nuovamente la settimana precedente il supporto vicino ai minimi dell’anno l’indice ha avuto una buona reazione, lanciato anche dall’annuncio del meeting di Doha. Il rialzo settimanale è stato così deciso che ci potrebbe far pensare che il movimento possa continuare anche nella prossima settimana. Al momento comunque l’indice si trova già in prossimità di una prima trendline di resistenza, anche se non molto forte.

imageSTOXX 50 chart on the daily timeframe updated to the 15th April close IBTimes Italia / XTB

Quello che possiamo dire è che in caso rottura di questa linea sarebbe probabile avere un pullback sulla neckline gialla, andando quindi a testare i massimi del marzo e del pivot R1. Nel caso anche questo livello venisse rotto a quel punto lo STOXX potrebbe andare ad aggredire il gap di fine anno (ipotesi particolamente positiva).

Nel caso invece la prima trendline non dovesse essere superata è probabile prima la chiusura del gap up di febbraio e successivamente il test dei minimi dell’anno.

NOTA: Le analisi si basano su modelli di chart pattern e sulle relative rotture di massimi e minimi presenti sui diversi timeframe. Per i punti di entrata ed i target si prendono in considerazione, oltre ovviamente alle rotture, i punti di pivot e l’EMA a 50 periodi. Si ricorda infine che le analisi di trading di IBTimes Italia non vogliono in alcun modo essere un incitamento all’investimento e non ci riteniamo responsabili per le perdite derivanti dalle vostre operazioni.​

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/salta-laccordo-di-doha-indici-e-petrolio-aprono-fiacchi-ma-sono-forte-ripresa-1447615

 

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