DEF: il governo vuole abolire per sempre le clausole di salvaguardia. Ma prima deve trovare 15 miliardi per disattivarle

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Si torna a parlare di clausole di salvaguardia. La ricetta vincente del governo per evitare aumenti di IVA e accise è sempre la stessa zuppa riscaldata che, però, alla fine non mangia nessuno. Lo scorso anno le clausole di salvaguardia che il governo ha annunciato di aver azzerato in realtà sono state rinviate al 2017 e così il primo gennaio gli italiani rischiano 15 miliardi di aumenti di IVA e accise. Il problema è sempre lo stesso, il governo non è riuscito a trovare i miliardi necessari a disinnescare le clausole e quindi ha deciso di spostarle di 12 mesi. Che succeda lo stesso anche quest’anno? Non è da escludersi.

Intanto, però, la vera notizia è che il governo avrebbe intenzione di abolire una volta per tutte le clausole di salvaguardia.A lanciare il sasso questa mattina è stato Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera: “Il Parlamento, con la riforma del Bilancio che sarà presentata in questi giorni va, all'unanimità, verso la cancellazione della clausole di salvaguardia sul futuro. Il testo, ormai in via di definizione, prevede, come richiesta unanime di tutti i gruppi parlamentari, l'abolizione delle clausole di salvaguardia. Uno strumento diventato negli anni un vincolo contabile, ma non di sostanza”.

Non solo il governo è in grado, secondo quanto dice Padoan, di disinnescare i 15 miliardi di clausole di salvaguardia, ma ha anche intenzione di abolirle una volta per tutte. La strada, però, sembra impervia. Intanto perché prima dell’eventuale abolizione, le clausole dovranno essere disinnescate e per farlo servono miliardi, i 15 del 2017, ma anche quelli del 2018. E poi perché le clausole di salvaguardia sono uno strumento usato e abusato dalla politica per far tornare, anche se solo apparentemente, i conti.

Le clausole di salvaguardia, infatti, vengono inserite a corredo della legge di stabilità o di una riforma per dire che nel caso in cui qualcosa andasse storto (tipo che dalla lotta all’evasione lo Stato recupera meno di quanto ha previsto) entrano in vigore le clausole con rincari automatici di IVA e accise per far tornare il saldo finale. Questo strumento è stato usato dai governi di tutti i colori per far passare di fronte all’Europa le traballanti leggi italiane. E chissà se l’Unione Europea approverà la prossima legge di stabilità italiana partendo dal presupposto che senza clausole di salvaguardia se qualcosa non torna, amen, amici come prima.

Ma il primo scoglio da superare è il disinnesco delle clausole previste per il primo gennaio 2017. La sterilizzazione delle clausole, secondo quanto spiegato questa mattina da Padoan, “avverrà attuando una manovra alternativa che verrà definita nei prossimi mesi”. La manovra “garantirà un indebitamento netto pari all'1,8% del PIL del 2017, attraverso misure di revisione della spesa pubblica, comprese le spese fiscali e interventi che accrescono l'adempimento, riducendo i margini di evasione ed elusione delle tasse”. La solita zuppa, i 15 miliardi di euro per disinnescare le clausole di salvaguardia arriveranno: dalla spending review (annunciata ogni anno e poi mai davvero arrivata); dalla rimodulazione degli sgravi fiscali (proposta lo scorso anno, ma cancellata dallo stesso Renzi); e dalla sempreverde lotta all’evasione fiscale (il cui esito non è mai prevedibile).

Insomma il ministro Padoan ha messo sul tavolo la stessa ricetta dello scorso anno, quella che alla fine non è stata sufficiente a sterilizzare la clausole di salvaguardia. Speriamo che nella redazione definitiva del testo ci siano delle fonti più chiare e tangibili di finanziamenti, altrimenti il rischio è di finire come lo scorso anno: senza soldi e costretti a rinviare le clausole di 12 mesi. E così la loro abolizione definitiva, il deputato Boccia se la può solo sognare.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/def-il-governo-vuole-abolire-sempre-le-clausole-di-salvaguardia-ma-prima-deve-trovare-15-miliardi

 

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