La Borsa torna in rosso: perché le banche stanno crollando?  Ecco cause e responsabilità

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Torna la pressione sul comparto bancario che negli ultimi giorni ha messo a segno una serie di ribassi portando in rosso Piazza Affari: nelle ultime tre sedute il calo del settore bancario è stato del 9,88 per cento. Il periodo a cavallo tra le fine del 2015 e le prime settimane del 2016 è stato difficile per le banche italiane spinte al ribasso della preoccupazione generale sulla loro solidità, sulla gestione della crisi (visto il pasticcio con Banca Marche, Carichieti, Cariferrare e Etruria,) e sulle incertezze per le nuove regole europee. Quattro mesi dopo siamo nuovamente al punto di partenza: il mercato torna a scommettere sulla sconfitta delle banche italiane e Piazza Affari colleziona sedute in terreno negativo.

Questo breve periodo di calma nasce probabilmente dai tentativi del governo di risolvere i problemi di lungo corso delle banche italiane: sofferenze oltre i 200 miliardi di euro, tempi troppo lunghi per l’iter giudiziario di recupero delle garanzie, e banche costrette ad affrontare l’aumento di capitale e la quotazione in Borsa per evitare la risoluzione europea. Ma come accade anche in altre circostanze, le toppe messe dal governo sui problemi delle banche italiane stanno già facendo acqua da tutte le parti.E le banche italiano tornano nella tempesta.

Banche in rosso: le sofferenze

La madre di tutti i problemi della banche italiane sono le sofferenze bancarie, ovvero quei crediti che non saranno rimborsati dal debitore e che quindi vanno a pesare come perdita sul bilancio della banca. Già consistenti prima, negli anni della crisi le sofferenze bancarie si sono moltiplicate portando ad una situazione ormai insostenibile. Stiamo parlando di quasi il 17% dei finanziamenti in Italia. Una cifra che appare ancora più grande se confrontata con i dati europei: in Germania le sofferenza sono il 3,4%; il 4,3% in Francia e Belgio; l’1,7% in Finlandia e il 7,1% in Spagna. Questa zavorra è ormai diventata insostenibile per le banche italiane, ma purtroppo le soluzioni portate dal governo, oltre gli annunci, hanno avuto un impatto davvero limitato.

Prima abbiamo annunciato per mesi la creazione di una bad bank di sistema, un veicolo in grado di ristrutturare i crediti deteriorati delle banche italiane e alleggerire i bilanci di quelle più in crisi. Ma alla fine la montagna ha partorito il topolino della GACS, un meccanismo di cartolarizzazione con garanzia statale che però si attiva soltanto sulle tranche senior, ovvero sulle prime ad assere rimborsate quelle che non avrebbero bisogno di garanzie.Niente, invece, si può fare per le tranche junior, quelle più problematiche, perché si violerebbero le regole europee sulla concorrenza.

Dopo le GACS è arrivato il titano Atlante. Politica e giornali hanno steso il tappeto rosso per l’arrivo del fondo privato che avrebbe dovuto aiutare le banche nelle operazioni di aumento di capitale e facilitare la vendita delle sofferenze. Il primo banco di prova di Atlante rappresentato dall’aumento di capitale della Popolare di Vicenza è stato un disastro. La presenza del titano non ha operato come garanzia attirando investitori: l’aumento di capitale è andato deserto, Atlante ha partecipato alla svendita della banca comprando 15 miliardi di azioni al minimo (10 centesimi) ed è saltata la quotazione in Borsa come beffa finale per i soci azionisti.

L’operazione oltretutto è costata 1,5 miliardi di euro per Atlante che ha una dotazione di soli 4 miliardi con i quali vorrebbe sostenere anche l’operazione di Veneto banca e facilitare le vendita di sofferenze. Su questo punto, ieri Mediobanca Securities ha calcolato che Atlante potrà smobilizzare dalle banche al massimo 21 miliardi di crediti lordi, 8 miliardi netti. Insomma, briciole per la montagna di sofferenze in pancia alle banche e una grande delusione per la Borsa.

Banche in rosso: le riforme del governo

Altra delusione per la Borsa è arrivata dalle misure messe a punto dal governo per velocizzare la riscossione dei crediti da parte delle banche. Attualmente in Italia sono necessari 7, forse anche 10 anni e riuscire a portare questo periodo a 4-5 anni, sarebbe una bella vittoria. Il principale problema delle banche con i crediti inesigibili è il prezzo di vendita a terzi su cui incide anche il tempo necessario per ottenere il soddisfacimento del debito. Insomma sapere che servono 4 o 10 anni per recuperare un credito, ne modifica nettamente il valore di vendita.

In questo senso era molto atteso il decreto banche del governo che avrebbe dovuto dimezzare i tempi. Ma le novità, (il pegno non possessorio sui beni strumentali e il patto marciano sugli immobili in garanzia) non avranno alcun impatto sulla montagna di crediti in sofferenza detenuti delle banche perché si applicano soltanto per i crediti futuri. Dopo tanti annunci il governo ha approvato riforme utili a curare il futuro raffreddore delle banche senza però curarne il cancro attuale. Di fronte a queste novità, il mercato non poteva che rispondere negativamente.

Banche in rosso: almeno siamo in compagnia

Magra consolazione il fatto che in questi giorni non soltanto il comparto bancario italiano è stato colpito da forti ribassi. Ieri l’indice europeo delle banche ha chiuso in calo del 3,68%, con ribassi del 9,55% per Commerzbank, del 7,5% per UBS, del 6,27% per Deutsche Bank, del 4,68% per UniCredit, del 4,84% per il Banco Santander. A pesare sul settore bancario europeo ieri sono arrivati i conti “striminziti” di due importanti banche europee: la tedesca Commerzbank e la svizzera UBS che hanno rivelato un crollo degli utili. In generale le banche si trovano in un contesto difficile, che preme al ribasso la redditività a causa soprattutto dei tassi prossimi allo zero e dei costi di gestione ancora elevati.  

Insomma il quadro del comparto bancario europeo e italiano è sempre più a tinte fosche. La bassa redditività, l’economia in peggioramento e l’alta volatilità sui mercati (a causa per esempio del rischio Brexit) stanno premendo al ribasso le banche dell’Unione. In questo scenario di debolezza generalizzata, la situazione italiana appare ancora più grave per le sue criticità che il governo, al netto degli annunci, non riesce a risolvere.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/la-borsa-torna-rosso-perche-le-banche-stanno-crollando-ecco-cause-e-responsabilita-1449826

 

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