Riforma pensioni: uscita anticipata con penalizzazioni in base all'assegno. Ecco la proposta del governo

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“Noi stiamo lavorando a un meccanismo che si chiamerà “APE”, attraverso il quale chi vorrà potrà anticipare, con una decurtazione economica, l'ingresso in pensione soltanto per un certo periodo di tempo”. Queste le parole del premier Renzi nel corso del suo #Matteorisponde sui social media per annunciare una riforma delle pensioni da inserire nella legge di stabilità 2016. APE: E’ questo il nomignolo trovato dal governo per il nuovo meccanismo di flessibilità per permettere ai lavoratori vicini alla pensione di bruciare la tappe e andare fino a tre prima in pensione. I tecnici di Palazzo Chigi devono lavorare ancora a molti dettagli sulle modalità per andare in pensione anticipata, ma il premier Renzi ha rassicurato tutti sull’esistenza già di un logo e di un simbolo per l’APE.

Ma cosa prevede il nuovo meccanismo? La legge di stabilità 2016 introdurrà la possibilità a coloro che maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia entro 3 anni, cioè i nati nel 1951-52-53, di avere accesso anticipato alla pensione secondo criteri selettivi e penalizzazioni in base alla categoria di lavoratore e l’importo della pensione. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Pensione anticipata: diverse penalizzazioni

Coloro che andranno in pensione anticipata avranno una doppia penalizzazione sull’importo della pensione. Questo perché la parte di montante calcolata con il metodo contributivo prevede già una penalizzazione in caso di uscita anticipata dal lavoro. A questa si aggiunge la penalizzazione studiata dal governo per la parte di pensione calcolata con il retributivo e modellata in base all’importo della pensione.

La riforma delle pensioni targata Renzi dovrebbe prevedere un taglio contenuto per le pensioni più basse e uno più pesante per le pensioni più consistenti. Al momento è questa l’ipotesi più gettonata:

  • taglio del 2-3% all’anno per ogni anno di anticipo (quindi 6-9% in caso di pensione anticipata di tre anni) per gli assegni fino a tre volte il minimo (circa 1.500 euro lordi al mese)
  • taglio del 5-8% all’anno per ogni anno di anticipo (quindi 15-24% in caso di pensione anticipata di tre anni) per gli assegni oltre le tre volte il minimo.

Come si finanzia la pensione anticipata?

Purtroppo la riforma delle pensioni gira intorno a questa domanda perché la coperta fiscale italiana è corta e i conti devono tornare. È questo il motivo per cui le precedenti proposte di introdurre flessibilità in uscita per la pensione, avanzate per esempio da Damiano e Boeri, sono chiuse in un cassetto: costavano troppo.

Con il documento allo studio del governo il costo dell’operazione sulle pensioni sarebbe finanziata dallo Stato, dalle aziende e dai lavoratori che vogliono avere accesso alla pensione anticipata. Una cosa è certa: all’orizzonte non c’è alcun contributo di solidarietà delle pensioni d’oro proposto per esempio da Boeri. A precisarlo è stato ieri Yoram Gutgeld, consigliere economico del premier intervenuto a rassicurare gli animi del pensionati d’oro.

Alla domanda, “chi paga per la pensione anticipata?” ci saranno quindi tre diverse risposte a seconda della categoria del lavoratore:

  • disoccupati: in questo caso il finanziamento-ponte necessario ad arrivare ai requisiti per la pensione di vecchiaia è erogato dallo Stato;
  • lavoratori mandati in prepensionamento dall’azienda per necessità di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale: in questo caso il finanziamento è pagato dall’azienda con una garanzia sul rischio morte del beneficiario a carico dello Stato;
  • lavoratori con contratto a tempo indeterminato che vogliono andare in pensione anticipata: in questo caso il lavoratore deve chiedere al sistema del credito (banche e assicurazioni) un prestito pensionistico che poi ripagherà con mini-rimborsi dell'INPS tramite trattenute sulla pensione finale.

I tecnici di palazzo Chigi devono ancora limare il testo che dovrebbe essere presentato entro il mese di maggio. Restano comunque alcune perplessità e i sindacati, pur accogliendo con favore l’impegno del governo a riformare le pensioni, vogliono vederci chiaro. C’è da capire per esempio chi pagherà gli interessi a banche e assicurazioni sui prestiti pensionistici e quanto, alla fine dei conti, costerà al lavoratore la pensione anticipata. Susanna Camusso chiede anche un confronto sulla “durata” di questo meccanismo per la pensione anticipata: vale solo per le classi 1951-52-53, o sarà strutturale?

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/riforma-pensioni-uscita-anticipata-con-penalizzazioni-base-allassegno-ecco-la-proposta-del-governo

 

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