Germania, Italia e BCE: il triangolo non funziona. Ecco perché l’Unione economica ha un futuro incerto

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Limitare il rischio o aumentare le tutele, oppure proseguire con l’austerità o dare libero sfogo a investimenti e flessibilità? E’ davvero questo il dilemma. Nelle ultime settimane stiamo assistendo ad un fuoco incrociato tra la Germania, che accusa la BCE per i tassi negativi, Mario Draghi, che risponde a tono ribadendo obiettivi e indipendenza della BCE, e Italia trattata da pecora nera per gli squilibri strutturali, ma anche paladina di battaglie contro i mulini a vento. In questo contesto, pensare alla proposta avanzata soltanto qualche mese fa di mettere a capo dell’economia europea una sorta di Super Ministro delle Finanze fa davvero sorridere.

Non siamo d’accordo sull’operato della BCE, non riusciamo a portare a termine l’Unione bancaria perché la Germania non vuole la garanzia unica sui depositi, ma pretende il tetto agli acquisti dei titoli di Stato da parte della banche, davvero pensiamo di avere un futuro come Unione economia europea?

La Germania contro Mario Draghi

A fine aprile la BCE ha deciso di lasciare invariati i tassi d’interesse:quello principale rimane al minimo storico dello 0,00%, così come quello sui depositi bancari che resta a -0,40% e quello di rifinanziamento marginale a 0,25%. E Draghi ha dovuto difendere il pacchetto di misure approvate il 10 marzo (rifinanziamenti a tassi negativi, ampliamento del QE) dalla accuse arrivate da Berlino. La Germania vorrebbe dei tassi di interesse molto più alti accusando i tassi bassi di pesare sui risparmiatori e sulle casse di risparmio tedesche, le Sparkasse.

I tassi di interesse bassi o sotto zero – ha ribadito ieri Draghi – “sono il sintomo di un problema sottostante che è una domanda di investimento insufficiente nel mondo ad assorbire tutti i risparmi disponibili nell'economia, è questo fenomeno, l'eccesso di risparmio globale in rapporto agli investimenti redditizi che sta tirando giù i tassi di interessi a livelli molto bassi”. Draghi è costretto di fronte alle crescenti critiche tedesche a difendere la politica dei tassi bassi di interesse della BCE che “sono un sintomo” e non la causa dei mali dell’economia europea.

La BCE cerca di rilanciare l'attività e l'inflazione, ricordando però che da sole queste misure monetarie non possono incidere sui problemi di fondo e di lungo periodo, che richiedono l’impegno della classe politica nelle riforme strutturali.

La formica Germania contro la cicala Italia

Oltre alla diatriba con la BCE, la Germania ha un altro problema: l’Italia.Dopo anni di tribolazioni siamo arrivati all’approvazione del terzo pilastro dell’unione bancaria: dopo la supervisione comune e la risoluzione unica, ora tocca allo schema unico di assicurazione dei depositi (Edis). Ma la Germania all’idea di mettere in comune il rischio bancario di tutta l’Unione ed eventualmente di pagare per le difficoltà delle banche italiane o spagnole non ne vuole sapere. Quindi rilancia chiedendo un tetto alla detenzione di titoli di Stato da parte delle banche, oppure l’introduzine di un “calcolo del rischio” in modo da obbligare le banche, per esempio italiane, ad accantonare riserve aggiuntive.

Da una parte, quindi, c’è l’Italia che punta sulla condivisione del rischio, accusa la Germania di non stare alle regole e di scappare via con il pallone e dall’altra la Germania che, prima di imbarcarsi sul sistema unico di garanzia dei depositi, vuole maggiori strumenti per la limitazione del rischio perché non si fida della stabilità del sistema bancario italiano. 

Le frizioni tra Italia e Germania non suonano nuove e sono già state raccontate secoli fa da Esopo. La formica continua a mettere fieno in cascina, a risparmiare, ad accumulare surplus della bilancia commerciale senza spenderlo e creando squilibri e dall’altra c’è la cicala che ha rimandato per anni la risoluzione dei problemi delle sue banche (e non solo), che continua ad accumulare crediti in sofferenza e che chiede all’Europa flessibilità sui conti perché non riesce a tagliare il debito. Un’incomprensione “naturale” che continua a dividere l’Europa e che non permetterà mai la creazione di una un’Unione economica in grado di portare il Vecchio Continente sulla strada della ripresa.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/germania-italia-e-bce-il-triangolo-non-funziona-ecco-perche-lunione-economica-ha-un-futuro-incerto

 

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