Abolizione di Schengen: quanto peserà sull’economia europea?

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Mentre continua a montare l’emergenza migranti si fa sempre più concreta la possibilità che al prossimo vertice europeo si decida di sospendere Schengen introducendo forme temporanee, forse due anni, di controlli alle frontiere interne dell’UE. Al momento sono Francia, Germania, Austria, Svezia, Danimarca e Slovenia i Paesi europei che hanno introdotto un sistema di controllo “emergenziale” per fronteggiare il flusso di migranti e l’incapacità dell’UE di gestirne l’arrivo e lo smistamento. Ma sull’ipotesi di sospendere Schengen, in molti hanno già lanciato l’allarme denunciando pesanti ripercussioni politiche ed economiche di una scelta simile. Il Ministro dell’Economia Padoan sostiene che smontare il trattato di Schengen sarebbe “più pericoloso della crisi dell'euro di qualche anno fa”. In effetti, per quanto sia difficile stimare le conseguenze economiche dirette e indirette dell’abolizione di Schengen, le numerose previsioni di Commissione UE, FMI, grandi banche e istituti indipendenti sono concordi nel ritenere che la chiusura dei confini interni dell’Unione avrebbe un impatto molto pesante sull’economia dell’intera Unione.

Schengen in breve

Il trattato di Schengen è una delle pietre fondanti dell’Unione Europea. Firmato per la prima volta nel 1985, il tratto di Schengen è entrato progressivamente in vigore in tutta l’UE. Oggi lo spazio Schengen è costituito da 26 paesi, di cui 22 membri dell’Unione europea e quattro non membri (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera). Secondo le regole introdotte con Schengen merci, servizi e cittadini europei hanno la possibilità di muoversi liberamente tra i Paesi dello spazio Schengen senza controlli tra le frontiere interne. Considerata l’emergenza migranti e le azioni unilaterali di alcuni membri, a fine mese è in programma un vertice europeo per decidere se sospendere il trattato di Schengen reintroducendo controlli alle frontiere interne.

Quanto peserà la fine di Schengen sull’economia?

Fare una previsione certa dell’impatto economico che un’eventuale abolizione di Schengen avrebbe sull’Europa è pressoché impossibile per il numero di variabili dirette e indirette da considerare. Ma è possibile farsi un’idea del peso economico di Schengen considerando tutte le stime fatte da diversi enti economici o politici.

L’unico punto di partenza certo è che le esportazioni di paesi UE verso altri membri ammontano a oltre 2900 miliardi di euro, circa i due terzi delle esportazioni totali, che 1,7 milioni di cittadini UE lavorano in un Paese diverso da quello di origine e che ogni anno si registrano circa un miliardo di viaggi interni allo spazio Schengen.

Secondo la Commissione UE l’abolizione di Schengen costerebbe all’Europa tra i 5 e 18 miliardi di euro l’anno. Nelle previsioni economiche di primavera la Commissione propone una stima delle conseguenze che si avrebbero, per esempio, per il settore del trasporto delle merci: i costi, calcolati in base a ritardi da mezz'ora a due ore per i controlli alle frontiere, andrebbero da 1,7 miliardi fino a 7,5 miliardi all'anno. Per non parlare dei problemi per le merci deperibili, come i prodotti alimentari. La frutta che dal Portogallo arriva in Italia attraversando 2-3 Stati e perdendo ore per i controlli alle frontiere come arriverà nei nostri supermercati? Tra le variabili da considerare, infatti, ci sono anche i cambiamenti nei comportamenti, è prevedibile un riassetto del mercato interno, una riorganizzazione delle catene produttive, ma anche un impatto negativo sul settore del turismo.

Secondo la Commissione “l'industria del turismo potrebbe essere duramente colpita, in particolare da un calo dei turisti da fuori UE”, ma anche da una riduzione dei mini-viaggi interni per i cittadini membri dell’Unione. Ma a subire l’abolizione di Schengen sarebbero soprattutto i lavoratori transfrontalieri. Anche in questo caso la Commissione calcola i costi economici in termini di ritardi: stimando perdite di tempo da 7,5 minuti a mezz’ora per ogni accesso, i maggiori costi andrebbero da 1,3 miliardi fino a 5,2 miliardi di euro. A pesare sull’economia ci sarebbero anche gli oneri amministrativi della reintroduzione dei controlli, dal personale ai mezzi, stimati in un costo minimo di 600 milioni fino a 5,8 miliardo all’anno.

Secondo l’istituto per gli studi di politica internazionale, per esempio, l’impatto economico dell’abolizione di Schengen sarebbe ben più pesante. La stima parte dalla considerazione che quando venne istituito Schengen, il Fondo Monetario Internazionale calcolò che l’effetto positivo sull’economia europea sarebbe stato di 1-3 punti percentuali di PIL per ogni Paese: ad oggi ciò equivale a circa 30-90 miliardi di euro di scambi commerciali all’anno.

Secondo una stima di Morgan Stanley, invece, l’impatto dell’abolizione di Schengen sarebbe di circa 28 miliardi di euro. La banca d’investimento prevede che i maggior costi per i viaggi tra un Paese membro e l’altro (+5%) e i maggior disagi avranno un peso fino allo 0,2% del PIL dell’Unione Europea. I controlli alle frontiere che significano perdite di tempo e soldi potrebbero comportare una riduzione del 20% dei flussi commerciali tra i membri dell’UE.

Secondo Strategie, un think-tank legato al governo francese, l’abolizione di Schengen potrebbe pesare, nei prossimi 10 anni, per 110 miliardi di euro complessivi, circa lo 0,8% della produzione economica totale dell'UE.

Insomma, queste stime confermano la complessità della materia e l’impossibilità di fare una previsione precisa e seria dell’impatto economico che l’abolizione di Schengen avrà sull’Unione. L’unica cosa certa è che le frontiere aperte, negli anni, hanno favorito lo scambio commerciale, le presenze turistiche, la condivisione di servizi e di competenze che hanno partecipato alla crescita economica e sociale dell’Europa. L’abolizione di Schengen avrebbe di certo un forte impatto economico per l’Europa, ma sarebbe anche un grosso passo indietro per la cultura e la solidità dell’Unione stessa. 

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/abolizione-di-schengen-quanto-pesera-sulleconomia-europea-1450029

 

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