Pensione: in arrivo il part-time agevolato. Beneficiari, contribuzione, stipendio e modalità di attivazione

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A partire dal 20 maggio sarà possibile per aziende e lavoratori firmare un accordo per il part-time agevolato, che permette al lavoratore vicino alla pensione di passare gli ultimi anni di lavoro dal full-time al part-time, senza però intaccare l'assegno della pensione. Il part-time agevolato previsto dal Jobs act è stato approvato definitivamente con le modalità necessarie all’attivazione lo scorso 14 aprile ed è pronto al debutto. Vediamo chi può accedere al part-time agevolato, cosa cambia per lo stipendio, per i contributi e come farne domanda.

Chi può accedere al part-time agevolato

Per prima cosa c’è da precisare che il part-time agevolato è destinato ai dipendenti del settore privato con contratto a tempo indeterminato vicini alla pensione. Questi i requisiti richiesti dal decreto sul part-time agevolato:

  • orario di lavoro full-time
  • contratto a tempo indeterminato;
  • requisito contributivo minimo per la pensione di vecchiaia pari a 20 anni di contributi;
  • raggiungimento del requisito anagrafico (66 anni e 7 mesi per gli uomini maschi  e 65 anni e 7 mesi per il biennio 2016-2017 e 66 anni e 7 mesi per il 2018 per le donne) entro il 31 dicembre 2018.

Come cambia lo stipendio con il part-time

Lavoratore e azienda possono accordarsi per un part-time agevolato al 40 o al 60% e lo stipendio sarà calcolato in base al nuovo orario di lavoro. Allo stipendio si somma la contribuzione figurativa a carico dello Stato. Per tutto il periodo del part-time, infatti, lo Stato pagherà al lavoratore una contribuzione figurativa “corrispondente alla prestazione non effettuata, in modo che alla maturazione dell'età pensionabile il lavoratore percepirà l'intero importo della pensione, senza alcuna penalizzazione”.

Per coprire le spese per la contribuzione figurativa lo Stato ha stanziato risorse nella legge di stabilità 2015 secondo questa suddivisione:

  • 60 milioni di euro per il 2016;
  • 120 milioni di euro per il 2017;
  • 60 milioni di euro per il 2018.

Chi versa i contributi

Oltre alla retribuzione modulata in base all’orario di lavoro deciso, il datore di lavoro dovrà riconoscere al dipendente l’importo dei contributi previdenziali a carico dell’azienda calcolato sull’orario di lavoro full-time. Secondo le disposizioni presenti nel decreto attuativo tale somma, che va a sommarsi allo stipendio, “non concorrerà alla formazione del reddito e non sarà assoggettata ad alcuna forma di contribuzione previdenziale, inclusa quella relativa all'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali”.

Questo meccanismo, che prevede il versamento dei contributi previdenziali al 100% da parte dell’azienda e dei contributi figurativi sulla parte non lavorata a carico dello Stato, ha l’obiettivo di evitare il taglio della pensione del lavoratore. Quando raggiungerà i requisiti per la pensione, infatti, riceverà un assegno pensionistico completo, come se avesse lavorato full-time fino all’ultimo giorno prima della pensione.

Come si accede al part-time agevolato

Il primo passo per avere accesso al part-time agevolato è verificare la presenza dei requisiti richiesti. Il lavoratore deve chiedere all’INPS una certificazione che attesti il possesso del requisito contributivo di 20 anni e la maturazione di quello anagrafico entro il 31 dicembre 2018. Per presentare questa richiesta il lavoratore può scegliere una delle seguenti strade:

  • per via telematica se è in possesso del PIN;
  • rivolgendosi ad un patronato;
  • recandosi presso uno sportello dell’Istituto.

Con queste certificazioni, poi, il lavoratore può andare dal datore di lavoro per stipulare un “contratto di lavoro a tempo parziale agevolato“, che durerà fino a quando il lavoratore non avrà maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia.Nel contratto sarà indicato la misura dell’orario di lavoro stabilito: 40 o 60%.

Una volta sottoscritto il contratto, questo deve essere trasmesso alla Direzione territoriale del lavoro che ha 5 giorni di tempo per concedere l’autorizzazione al part-time agevolato. A quel punto è necessario inviare domanda all’INPS per avere accesso al beneficio: l’istituto ha altri 5 giorni di tempo per comunicare accoglimento o rigetto della domanda.

“Vedremo se questa iniziativa piacerà alle imprese e ai lavoratori” ha commentato Poletti. Intanto il governo è alle prese con la riforma delle pensioni che vuole introdurre nuova flessibilità senza, però, pesare sulla casse dello Stato. Al momento l’ipotesi emerse prevedono, infatti, costi bassissimi per la finanza pubblica, medi per le imprese e molto alti per i lavoratori che vogliono andare in pensione anticipata.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/pensione-arrivo-il-part-time-agevolato-beneficiari-contribuzione-stipendio-e-modalita-di-attivazione

 

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