Brexit, la Bank of England lancia l'allarme: inflazione più alta a causa della sterlina debole, minore crescita

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La Bank of England ha avvertito senza ambiguità delle forti conseguenze economiche che ci sarebbero nel caso in cui il Regno Unito votasse per abbandonare l'Unione Europea nel referendum che si terrà il mese prossimo, citando la possibilità di minori consumi, maggiore disoccupazione e una contrazione aggregata della crescita.

Tra i vari rischi che sussistono per l'economia del Regno Unito, uscire dall'Unione europea rappresenta “il più significativo”, si legge in un report del comitato di politica monetaria della Banca centrale.

La nota, che accompagna l'annuncio della Bank of England di voler tenere fermi i tassi di interesse, rappresenta il più forte avvertimento della banca centrale relativo agli effetti di un’uscita del Regno Unito, o Brexit, dall'Unione Europea. Con poche eccezioni, la grande maggioranza degli economisti afferma che una tale decisione rappresenterebbe un grande peso per il business e gli investimenti del Regno Unito.

Poco dopo la pubblicazione dell'avvertimento della Bank of England, il primo ministro del Regno Unito David Cameron ha scritto su Twitter di approvare il messaggio della banca.

Tuttavia i funzionari della Banca centrale non hanno dato raccomandazioni di voto in un modo o nell'altro per il referendum del prossimo 23 giugno, in linea con precedenti rassicurazioni provenienti dal governatore della Bank of England Mark Carney che vuole l'Istituto da lui guidato fuori dalla campagna elettorale. Nonostante le riserve, il Comitato di politica monetaria ha promesso che aggiusterà la politica monetaria come sarà necessario, a prescindere dall'esito del referendum.

Tuttavia una Brexit potrebbe essere un compito difficile da gestire. Lasciare l'Unione Europea causerebbe un forte indebolimento della sterlina inglese, si legge nel report. Combinando ciò con l'impatto che si avrebbe sulla domanda, il referendum “potrebbe portare ad un percorso per la crescita materialmente più basso è un percorso di inflazione notevolmente più alto” rispetto a quanto precedentemente riportato.

Ciò creerebbe un dilemma per la banca centrale. L'aumento dell'inflazione, causato dal deprezzamento del cambio, costringerebbe i funzionari ad aumentare il tasso di interesse di riferimento, che è stato tenuto al minimo record dello 0,5% per 86 mesi.

Tuttavia una crescita più debole chiederebbe che venga presa una decisione opposta, ovvero allentare la politica monetaria oppure mantenerla ai livelli attuali, costringendo la Bank of England ad “un trade off tra la stabilizzazione dell'inflazione da un lato e il sostegno alla produzione e all'occupazione dall'altro”.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/brexit-la-bank-england-lancia-lallarme-inflazione-piu-alta-causa-della-sterlina-debole-minore

 

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