Russia: l'altalena del sistema bancario. La situazione nel settore rimane difficile

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Un sistema bancario relativamente giovane, quello della Federazione Russa, che nei suoi 25 anni ha vissuto ciclicamente periodi di profonda crisi: la prima nel 1998 legata al default della Paese, sospensione unilaterale dei pagamenti e svalutazione del rublo; la seconda nel 2009, quando le russe furono travolte dalla crisi finanziaria globale innescata negli Stati Uniti e l’ultima nel 2014, legata a problemi interni e accentuata dalle sanzioni nordamericane ed europee alle banche statali.

Crisi diverse, per natura e portata, ma che hanno trovato facile sponda in un sistema bancario e finanziario storicamente debole. Fino a qualche anno fa il numero delle banche sfiorava addirittura il migliaio, piccolissime, con una capitale irrisorio ed una base di clientela limitata.

Dal 2013 qualcosa è cambiato: con l’insediamento di Elvira Nabiullina a capo della Banca Centrale Russa, la BCR ha cominciato a muoversi con azioni più decise, maggiori controlli ed ispezioni più frequenti. Rimane comunque una situazione complicata ed è la stessa Nabiullina ad ammetterlo, evidenziando “una situazione del settore bancario non facile, caratterizzata anche da diminuzione della redditività”. Le sanzioni finanziarie europee e nordamericane, il basso prezzo del petrolio e la svalutazione del rublo hanno reso, indubbiamente, la situazione dell’intera economia russa difficile e l’intervento pubblico per evitare che il sistema bancario si sfaldasse è stato, negli ultimi mesi, evidente e quasi obbligato. Per le banche statali il sostegno era naturale in virtù della proprietà pubblica, per la sola VEB (Vnesheconombank) si parla di iniezione di capitali superiori al triliardo di rubli; altre banche private russe, circa una ventina, avranno a disposizione bond del tesoro (OFZ) per la ricapitalizzazione.

Attualmente i soggetti bancari attivi nella Federazione si dividono in quattro grandi categorie: le banche controllate direttamente o indirettamente dallo Stato (la più importante Sberbank ed a seguire VTB, Gazprombank e Rosselkhozbank) che hanno in mano buona parte del mercato; le banche private russe con una base patrimoniale e di clientela rilevante (tra cui le principali Alfa Bank, BIN Bank, Credit Bank of Moscow, Otkritie, Promsvyazbank); le banche straniere, la cui proprietà è riconducibile a gruppi bancari prevalentemente europei (tra cui Banca Intesa, Nordea, Raiffeisen, Société Générale, Unicredit) e le altre banche private russe.

“Situazione del settore non facile”, dice Nabiullina ed in effetti, negli ultimi 18 mesi, sono state circa 150 le banche con problematiche serie e ad un centinaio di queste la Banca Centrale è stata costretta a ritirare la licenza. Banche piccole, ma anche banche importanti come Vneshprombank, SB Bank, Rossiyskiy Kredit, Nota Bank, tutte posizionate tra le prime cento per rilevanza ed attivi. Altre banche sono in amministrazione straordinaria ed altre ancora sono sottoposte ad un processo di risanamento affidato ad altre banche della Federazione.

Un sistema bancario quindi in cui sono necessari interventi massicci dello Stato per garantire stabilità e che non riesce ancora pienamente ad autoregolamentarsi.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/russia-laltalena-del-sistema-bancario-la-situazione-nel-settore-rimane-difficile-1451132

 

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