Italia: la Borsa soffre il mal di banche. Facciamo il punto su Veneto banca, Popolare di Milano-BMP e non solo

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La Borsa italiana continua a soffrire di mal di banche.Dalla fine del 2015, il comparto bancario è costamente sotto pressione a Piazza Affari a causa della fragilità che la nostra classe politica ha voluto negare per anni (e continua a farlo) e il costante aumento della sofferenze bancarie che nonostante gli sforzi non riescono ad abbattare.

Le banche sono uno degli argomenti principali di questo 2016. Dopo il salvataggio della quattro banche (banca Marche, Etruria, Carichieti e Cariferrara) tiene banco il tema del bail-in, delle nuove norme europee sulla risoluzione e sulle criticità dal nostro sistema bancario, in primis, le sofferenze. Alcune banche hanno dovuto fare scelte importanti come la Popolare di Vicenza e Veneto banca che hanno dovuto approvare l’aumento di capitale e lo sbarco in Borsa per evitare la risoluzione. Operazione già finita (male) per la prima e non ancora nel vivo per la seconda.

Altri istituti, spinti dal governo, stanno cercando di convolare a nozze: la coppia dell’anno al momento è quella formata da Banca Popolare di Milano e Banco popolare che hanno appesa presentato il loro piano industriale. Ma il comparto bancario italiano è in pieno fermento in ogni dove.Le BCC sono alle prese con la riforma del governo Renzi, MPS cerca ancora un’ancora di salvezza o un cavaliere bianco per uscire dall’impasse, Unicredit potrebbe aver bisogno tra il 2016 e il 2017 di un aumento di capitale.

Sullo sfondo, però, c’è una situazione di totale incertezza e fragilità. Nel suo bollettino di aprile l’ABI ha registrato per il sistema bancario italiano una minore raccolta complessiva e sofferenze nette in aumento di 500 milioni rispetto al mese precedente. A questo si aggiungono le GACS, il sistema di cartolarizzazione negoziato con Bruxelles che però ha impatto debolissimo sulle banche; il fondo Atlante, voluto dal governo per aiutare le banche negli aumenti di capitale e nella vendita delle sofferenza, ma con una dotaziona troppo esigua per un compito così arduoe, infine, le riforme del governo per tagliare i tempi per il recupero delle garanzie che, però, comportano un forte impatto sociale.

Veneto banca: domani inizia il pre-marketing

Veneto banca ha in programma un aumento di capitale da un miliardo e la quotazione in Borsa. Domani (giovedì 19 maggio) partirà il sondaggio, che dovrebbe durare cinque giorni, tra gli investitori interessati a sottoscrivere le nuove azioni. Poi sarà fissato la forchetta di prezzo dell'offerta che sarà reso noto al mercato subito dopo la pubblicazione del prospetto da parte della Consob.

L’aumento di capitale vero e proprio dovrebbe partire i primi di giugno e prevedere anche l’offerta in opzione ai soci. Come accaduto per la Popolare di Vicenza, il fondo Atlante si è già impegnato a comprare l’inoptato, ovvero l’eventuale invenduto a valle dell’operazione. Ma il peso finale di Atlante determinerà la sua quotazione in Borsa: se il flottante sarà inferiore alla soglia del 25% (come accaduto per la Popolare di Vicenza) Borsa Italiana negherà a Veneto banca l’ingresso a Piazza Affari. Intanto l’ultimo CDA, il primo con Stefano Ambrosini presidente, ha anche ha fissato per il 15 luglio l'assemblea dei soci di Veneto Banca che dovrà decidere sull'avvio dell'azione di responsabilità verso gli ex vertici dell'istituto.

Matrimonio BP-BPM

Mentre i preparativi vanno avanti, la Borsa non è ancora convinta del matrimonio tra il Banco Popolare e BPM. Secondo gli analisti di Morgan Stanley, per esempio, il taglio dei costi annunciato è insufficiente a coprire quello del capitale e per questo i ricavi del nuovo gruppo potrebbero scendere del 10% in seguito all’unione.  

La parola d’ordine del piano industriale di quello che sarà il terzo polo bancario d’Italia è “sinergie”. Dal matrimonio, le due banche genereranno un tile netto di 1,07 milioni nel 2019, un livello dell’80% superiore a quello del 2015. A regime, nel 2019, i maggiori ricavi dovrebbero essere pari a 138 milioni, mentre le minori spese saranno per 320 milioni. I risparmi derivano soprattutto dal taglio delle spese per il personale, pari a 140 milioni e 1.800 esuberi da effettuare tramite ricorso fondo di solidarietà. Altri risparmi arriveranno soprattutto dalla razionalizzazione delle duplicazioni di spesa e della rete: il numero delle filiali è destinato a calare sensibilmente. Il progetto dovrebbe essere approvato definitivamente da Banco Popolare e BPM martedì 24 maggio per essere inviato alla BCE che entro 90 giorni dovrà dare il suo via libera.

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/italia-la-borsa-soffre-il-mal-di-banche-facciamo-il-punto-su-veneto-banca-popolare-di-milano-bmp-e

 

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