Fusione Banco Popolare-BPM: la parola ai CDA. Intanto la BCE accende i riflettori sui crediti del Banco

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Domani martedì 24 maggio sarà un giorno importante per il matrimonio tra Banco Popolare e Banca Popolare di Milano. Sono, infatti, in programma il consiglio di amministrazione del Banco Popolare e il consiglio di gestione e sorveglianza di BPM. I due CDA dovranno dare il loro via libera definitivo al progetto di fusione che, insieme allo statuto della nuova banca, dovrà essere inviato alla Vigilanza Europea per ricevere, entro 90 giorni, l’autorizzazione.

Francoforte ha 90 giorni di tempo per esaminare le carte e dare il via libera al matrimonio del Banco Popolare con BPM. Se per l’ok dalla vigilanza europea è necessario attendere fino ad agosto, il Banco Popolare ha intanto un importante appuntamento con il mercato con l’aumento di capitale da un miliardo chiesto dalla BCE per rafforzare il patrimonio del Banco in vista della fusione. Ma le richieste della BCE hanno pesato non poco anche sui conti dal Banco Popolare che ha chiuso con un primo trimestre 2016 molto peggiore delle aspettative a causa delle coperture richieste sui crediti deteriorati. La due diligence si è chiusa in modo favorevole il 10 maggio scorso confermando anche i rapporti di partecipazione tra Banco Popolare e BPM già annunciati oltre un mese fa. E chissà se nelle prossime tappe della fusione non emergano altre richieste della BCE sul Banco Popolare tali da mettere in dubbio il rapporto di partecipazione e tutto l’entusiasmo intorno a questo matrimonio.

L’aumento di capitale e il progetto di fusione

Entro la fine del 2016 il matrimonio del Banco Popolare e BPM sarà cosa fatta. Prima, però, il Banco deve seguire le indicazioni della BCE che ha chiesto un rafforzamento di capitale da un miliardo prima di convolare a nozze. L’operazione dovrebbe prendere il via nel mese di giugno e contare sulla garanzia di Mediobanca e Merrill Lynch. In caso di difficoltà dell’operazione, il Banco Popolare potrà contare anche sull’intervento del Fondo Atlante già presente per l’aumento di capitale della Banca Popolare di Vicenza e disponibile a correre in soccorso di Veneto Banca. Ma l’AD del Banco è convinto che per l’aumento di capitale da un miliardo non sarà necessario l’intervento di Atlante.

La fusione tra le due banche darà vita al terzo polo bancario italiano. Secondo gli accordi presi dai rispettivi consigli di amministrazione, agli azionisti del Banco Popolare andrà il 54% della nuova banca Spa, mentre a BPM andrà il 46%.L’operazione di integrazione avverrà per fusione propria: sarà creata una newco come nuova capogruppo sotto forma di Spa. Si prevede lo scorporo della rete di sportelli delle due banche nelle province di Milano, Monza e Brianza, Como, Lecco e Varese e il conferimento in una banca-rete BPM Spa. Entro il terzo anno dalla fusione la nuova società e tutta la sua rete di sportelli andranno a confluire nella capogruppo.

Anche la governance delle due banche subirà notevoli modifiche. Dopo molto discutere, soprattutto con la BCE che ha rimandato ai mittenti l’ipotesi di mantenere due licenze bancarie, un accordo è stato raggiunto: il numero dei consiglieriscenderà da 19 a 15, ma non subito bensì entro tre anni dalla fusione. Secondo i documenti che illustrano la fusione darà vita ad una banca con 4 milioni di clienti e 2.500 filiali, un totale attivo di 171 miliardi, una raccolta diretta di 120 miliardi a fronte di impieghi stimati in 113 miliardi, la raccolta indiretta pari a circa 105 miliardi, di cui 56 miliardi gestita. Con questi numeri la Banco Popolare-BPM sarà il terzo gruppo bancario italiano con una quota di mercato intorno all’8%.

I conti del Banco Popolare e il faro della BCE sui crediti

Sembra davvero il matrimonio dell’anno. Peccato, però, che più la BCE punta i riflettori sul Banco Popolare più emergono nuove debolezze. Già approvato l’aumento di capitale da un miliardo chiesto dalla BCE, Francoforte ha chiesto al Banco di innalzare il livello di coperture sui crediti deteriorati, portando i conti in rosso di 300 milioni. Questa richiesta si è tradotta in rettifiche sui crediti per 684 milioni di euro e, quindi, un risultato netto negativo di 314 milioni. E l’aumento delle coperture non è ancora finito. La BCE, infatti, chiede un livello medio di copertura sui deteriorati al 49%, ovvero sui livelli più alti del sistema bancario, e sulle sofferenze del 62%. Attualmente la copertura sui crediti deteriorati del Banco è salita del 2% al 45,7% e su quelli in sofferenza al 59,7%, ma c’è ancora strada da fare per rispettare i diktat della BCE.

La pressione di Francoforte sul Banco fa sorgere qualche interrogativo e dubbio. Per prima cosa sulla due diligence chiusa con esito favorevole il 10 maggio. Questo passaggio in un’operazione del genere ha proprio l’obiettivo di approfondire i dati e valutare la convenienza di un affare valutandone rischi e benefici. Possibile che nel corso della due diligence, nessuno del BPM si sia reso conto delle debolezze del Banco sul fronte delle coperture dei crediti deteriorati e delle sofferenze? Forse sì o forse no. Fatto sta che la BCE ha chiesto al Banco ulteriori coperture (non ancora sufficienti) e che i risultati della banca sono stati di molto inferiori alle aspettative. Nel BPM qualcuno inizi ad avere qualche dubbio sulla bontà dell’operazione e soprattutto sui rapporti di partecipazione decisi a marzo. Anche perché buona parte del costo del matrimonio è a carico del BPM, esuberi compresi.

Mentre qualche nuvola si sta addensando sul Banco, domani è in programma una giornata cruciale per il futuro della terza banca del Paese. I due CDA devono approvare il progetto di fusione e mandare tutti i documenti a Francoforte. Dopo il via libera della vigilanza sono previste per ottobre le assemblee straordinarie dei soci per l'approvazione del matrimonio, il via libera dell’autorità alla fusione, la trasformazione in SPA e l’approvazione dello statuto della capogruppo. Infine, ultima tappa a novembre: la stipula dell’atto di integrazione, e speriamo che nel mentre non esca altra polvere sotto il tappeto del Banco Popolare.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/fusione-banco-popolare-bpm-la-parola-ai-cda-intanto-la-bce-accende-i-riflettori-sui-crediti-del

 

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