Grecia, l’Eurogruppo discute su aiuti e ristrutturazione del debito

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È in programma per oggi (materdì 24 maggio) una riunione cruciale dell’Eurogruppo. Ieri il governo di Atene ha approvato, non senza difficoltà interne e proteste dei cittadini, un nuovo pacchetto di riforme: 7mila pagine per aumentare l’IVA, togliere i privilegi economici alle isole e aumentare la tassa di soggiorno per i turisti.

Tsipras continua a dire che la Grecia “ha fatto la sua parte” e che “ora tocca all’Eurogruppo”. La riunione di oggi, alla luce del rispetto degli impegni presi dalla Grecia, dovrebbe sbloccare la tranche di aiuti utili ad Atene per affrontare l’estate pagando i rimborsi dovuti alla BCE, gli stipendi e le pensioni. Ma il vero dossier sul tavolo dell’Eurogruppo di oggi riguarda il debito ellenico arrivato al 180% del PIL e ritenuto insostenibile dal Fondo monetario internazionale che ne ha già più volte proposto la ristrutturazione.

La partita di oggi, quindi, si gioca soprattutto sul tema del debito intorno al quale gira anche la partecipazione o meno del FMI al terzo salvataggio di Atene, un punto molto importante per i creditori europei e in particolare per Angela Merkel che aveva promesso al Bundestag la partecipazione del Fondo come garanzia di serietà e fedeltà a piano di salvataggio.

Grecia e le nuove riforme

Alla fine, il governo di Atene è andato incontro ai creditori introducendo nel nuovo pacchetto di riforme e una sorta di clausola di salvaguardia all’italiana, anche se in Grecia questo meccanismo potrebbe essere incostituzionale. Il nuovo pacchetto di riforme ha aumentato l’IVA dal 23 al 24% su diversi prodotti (benzina, sigarette, caffè, internet, pay tv e i beni di lusso), introdotto un’altra tassa di soggiorno, aumentato le tasse sugli immobili e abolito le agevolazioni fiscali per le isole greche. Queste novità valgono per la casse di Atene 1,8 miliardi che sommandosi al pacchetto da 3,6 miliardi (con la riforma del sistema fiscale e delle pensioni) si raggiunge quota 5,4 miliardi.

Ma la Grecia ha fatto un ulteriore passo verso i creditori. Qualche settimana fa il negoziato si era arrenato perché i creditori, ritenendo irraggiungibile per la Grecia l’obiettivo dell’avanzo primario al 3,5% entro il 2018, aveva chiesto altri tagli o tasse tramite una clausola di salvaguardia. Il governo di Atene aveva risposto picche, perché questi meccanismi in Grecia sono incostituzionali.

Alla fine Tsipras ha scelto di mettere da parte i dissidi e mostrare maggior collaborazione obbligando i creditori a fare la loro parte. Il pacchetto di riforme è corredato da un meccanismo automatico di aggiustamento dei conti che vale circa il 2% del PIL e che entrerà in vigore se il Paese non dovesse rispettare l’obiettivo dell’avanzo primario al 3,5%. È soprattutto questo meccanismo, oltre all’aumento delle tasse, a far infuriare il popolo di Atene che è sceso in piazza a protestare. Secondo i greci, con questa clausola, il governo Tsipras ha messo una grossa ipoteca sul futuro del Paese. Il premier, però, ha cercato di tranquillizzare gli animi sottolineando che grazie alle riforme messe in campo, la Grecia raggiungerà gli obiettivi senza far scattare il meccanismo automatico. L’intento di Tsipras è di convincere i creditori, facendo affidamento sulla sponda del FMI, ad accordare ad Atene la ristrutturazione del debito vero fardello che pesa sulla ripresa della Grecia.

Eurogruppo e aiuti alla Grecia

La mossa di Tsipras obbliga i creditori a mostrarsi altrettanto disponibile nei confronti della Grecia. Oggi quindi è atteso il via libera agli aiuti necessari ad Atene anche se resta da decidere il loro importo. Sul tavolo delle trattative delle ultime settimane c’erano 5,7 miliardi di euro di aiuti alla Grecia, ma ieri l’agenzia di stampa Bloomberg ha diffuso i contenuti di un documento della Commissione che parla di 11 miliardi: 3,8 miliardi utili alla Grecia per pagare gli arretrati, 4,9 miliardi per far fronte al costo del debito e 2,3 miliardi di euro da rimborsare alla BCE a luglio.

Eurogruppo e debito di Atene

Il vero tema al centro dell’Eurogruppo è il debito della Grecia. Arrivato al 180% del PIL, il debito di Atene è ormai considerato insostenibile, tanto che anche i creditori europei sono disposti a discutere di un qualche intervento. Le istituzioni europee propongono la ristrutturazione degli interessi dovuti dalla Grecia sui prestiti concessi ad Atene dai membri europei. L’ipotesi da approvare per il 2018 permetterebbe alla Grecia di risparmiare l’11% all’anno della spesa per ripagare il debito ai Paesi UE, una percentuale che comunque non risolve i problemi di Atene.

La proposta del FMI, già anticipata nei giorni scorsi, è, invece, molto più drastica: moratoria fino al 2040 e poi interessi fermi all’1,5%. Il fondo ha una posizione molto più netta dei Paesi UE per quanto riguarda il debito della Grecia. Secondo un’analisi della sostenibilità del debito di Atene, diffusa ieri, il fondo prevede che il debito sarà intorno al 174% del PIL entro il 2020, al 167% entro il 2022, in calo al 160% entro il 2030 e nuovamente in salita per raggiungere il picco del 250% nel 2060. In base a queste previsioni, il Fondo chiede un intervento immediato e deciso sul debito della Grecia altrimenti minaccia di uscire dal piano di salvataggio. Eventualità che alcuni Paesi membri, Germania in testa, non possono accettare vista la centralità del ruolo del Fondo come garante del rispetto dei patti.

Il governo di Alexis Tsipras, nonostante le difficoltà interne ed esterne al parlamento, ha fatto la sua parte, il FMI è pronto alla ristrutturazione del debito ellenico, ora resta soltanto da vedere la linea che vorranno adottare i vertici europei.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/grecia-leurogruppo-discute-su-aiuti-e-ristrutturazione-del-debito-1452505

 

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