Grecia: trovato accordo sul debito e su 10,3 miliardi di aiuti. Alla fine ha vinto la Merkel

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Via libera dall’Eurogruppo di ieri ai 10,3 miliardi di aiuti economici alla Grecia e all’accordo per la riduzione degli interessi pagati sul debito, ma a partire dal 2018. Dal lungo negoziato di questa notte, finito con una conferenza stampa alle 2, escono in particolare due vincitori: la Grecia che ha incassato gli aiuti necessari a superare l’estate e un alleggerimento dei costi del debito, ma soprattutto la Germania. Angela Merkel aveva due obiettivi e con quest’accordo è riuscita a raggiungerli entrambi: convincere il Fondo monetario internazionale a partecipare al terzo piano di salvataggio della Grecia (facendo una concessione sul debito), ma senza concedere una vera ristrutturazione del debito ellenico che avrebbe creato un pesante precedente a livello europeo. Il tutto, e questo è il vero tocco di genio, a partire dal 2018, dopo le elezioni in Germania. 

Ok a 10,3 miliardi di aiuti alla Grecia

Come previsto, l’Eurogruppo di ieri ha dato il via libera alla tranche di aiuti necessaria alla Grecia per rimborsare la BCE, pagare gli stipendi e le pensioni. Dopo l’approvazione da parte del governo di Alexis Tsipras del secondo pacchetto di riforme (dopo la riforma del fisco e quella delle pensioni) che aumenta l’IVA su molti prodotti, riduce i bonus fiscali per le isole e aumenta la tassa di soggiorno, l’Eurogruppo non poteva comportarsi altrimenti.

"Noi abbiamo fatto la nostra parte" – ha detto il premier ellenico all’indomani dell’approvazione delle nuove misure di austerità – "ora tocca all’Eurogruppo". E alla fine è andata come da copione. L’accordo, raggiunto tra i ministri delle finanze europei, prevede di versare alla Grecia nuovi aiuti per 10,3 miliardi di euro: 7,5 miliardi a giugno per far fronte al rimborso alla BCE e alle spese correnti e la seconda parte dopo l’estate.

I soldi, come sappiamo, non andranno nelle casse di Atene; la maggior parte finirà subito nella casse dei creditori come rimborso dei prestiti precedenti. Al governo di Atene resteranno soltanto gli spiccioli per cercare di tamponare la carenza di liquidità del Paese. L’intera tranche sarà corrisposta solo a certe condizioni:che la Grecia sia in pari con gli altri pagamenti, che Atene proceda sulla strada delle privatizzazioni, che riformi la governance delle banche e che crei un’agenzia per le entrate.

Per la maggioranza del parlamento ellenico non è stato facile riuscire a far passare il nuovo pacchetto di misure. Il governo ha i numeri sempre più risicati, continuano le fuoriuscite dalla maggioranza e i cittadini di Atene occupano le piazze per protestare contro le misure di austerità. Ma, nonostante le difficoltà, la bilancia politica pende dalla parte di Tsipras che mostrandosi disponibile verso i creditori accogliendo le loro richieste ha ottenuto due risultati importanti su aiuti e debito.

La vera vincitrice è la Merkel

Quasi 12 ore di negoziati sono valse la pena per Angela Merkel, rappresentata al tavolo della trattative dal suo ministro-falco delle finanze Wolfgang Schäuble che è tornato a Berlino con il risultato sperato.L’Eurogruppo aveva l’obiettivo primario di sciogliere il nodo politico intorno al tema del debito pubblico, ma per la Germania la posta in gioco era molto più alta.

Il FMI non ha ancora firmato il memorandum per il terzo piano di salvataggio della Grecia e la Merkel aveva assicurato al Bundestag che il Fondo avrebbe partecipato come garante del piano di salvataggio. Da parte sua Washington, reputando a ragione il debito ellenico insostenibile, voleva concordare con i vertici europei una ristrutturazione del debito per entrate nella compagine del piano di salvataggio. Dopo la maratona di negoziati di ieri, il Fondo ha accettato la soluzione, meno drastica, proposta dall’Eurogruppo: la riduzione degli oneri per il servizio del debito, ovvero gli interessi da pagare a partire dal 2018. Il debito greco, che ha raggiunto il 180%, non sarà toccato, ma la Grecia risparmierà sugli interessi dovuti. A partire dal 2018, i bisogni finanziari lordi della Grecia resteranno sotto il 15% del PIL nel medio termine, e sotto il 20% del PIL nel lungo termine.

Secondo l’accordo tocca al fondo europeo di stabilità, la messa a punto di un piano per il breve, medio e lungo periodo "da introdurre gradualmente" destinato ad alleggerire la posizione della Grecia. L’accordo, quindi, non riguarda lo stock del debito della Grecia arrivato a superare i 310 miliardi, ma solo gli interessi, non si crea quindi quel pericoloso precedente in Europa che la Germania voleva evitare a tutti i costi. 

L’accordo è stato possibile solo grazie ad una concessione del Fondo che ha accettato una soluzione distante anni luce dalla sua proposta che prevedeva una moratoria sul debito della Grecia fino al 2040 e ha accettato comunque di partecipare al terzo piano di salvataggio. In questo caso, invece, si agisce solo sugli interessi e a partire dal 2018, quindi, dopo le elezioni in Germania fissate per il 2017. Angela Merkel potrà così presentarsi alle prossime elezioni avendo incassato la partecipazione del FMI al salvataggio della Grecia e senza aver fatto concessioni sul debito di Atene. Una vittoria su tutta la linea. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/grecia-trovato-accordo-sul-debito-e-su-103-miliardi-di-aiuti-alla-fine-ha-vinto-la-merkel-1452638

 

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