Tubi dell'acqua usurati, Firenze non è un caso isolato: la rete idrica italiana è vecchia e la manutenzione costa troppo

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Firenze fa acqua da tutte le parti, almeno da 24 ore a questa parte. Ieri mattina i fiorentini del Lungarno Torrigiani, quello tra ponte Vecchio e ponte Le Grazie si sono svegliati con una voragine di 200 metri per 7 di larghezza sotto la finestra di casa o davanti al negozio. Per fortuna il cedimento è avvenuto alle prime luci dell’alba quando il Lungarno non è ancora invaso da turisti che marciano verso Ponte Vecchio. Nessun morto, né ferito, quindi, soltanto una trentina di macchine risucchiate dalla voragine e tanta paura di ritrovarsi l’Arno in casa. Superate le prime ore di emergenza piena, le polemiche sul sindaco e su chi gestisce l’acquedotto di Firenze non hanno tardato a riversarsi sulla città.

E in effetti non a torto. Parte delle tubature che trasportano acqua a Firenze sono vecchie di decine di anni e gli investimenti della società che gestisce la rete idrica non sono sufficienti a fare una manutenzione degna di questo nome e in grado di evitare questi disastri. Ma è importante precisare che in Italia gli interventi straordinari di manutenzione delle tubature sono possibili soltanto "a tariffa", cioè aggiungendone i costi in bolletta, ma gli italiani e in questo caso particolare i fiorentini si lamentano per le bollette troppo salate e non prenderebbero certo bene l’idea di dover pagare per la sostituzione di tubi dell’era di Firenze capitale d’Italia.

Firenze e Italia: lo stato della rete idrica

Le ipotesi su cosa sia successo ieri a Firenze si sprecano da oltre 24 ore. Ma le vere ragioni dell’incidente vanno ricercate a monte, nel lungo periodo, negli ultimi 60 anni. Il tubo che ha provocato la voragine risale agli ’50, ma, invece, la legge italiana indica in 40 anni circa la durata della vita di queste tubature. E’ per questo motivo che da ieri, la società che gestisce il servizio idrico fiorentino è sotto accusa anche perché le sue bollette (oltre 400 euro all’anno per una famiglia di tre persone) sono tra le più alte d’Italia. Si tratta di Publiacqua, società al 60% dei Comuni toscani e al 40% di Acea che gestisce il servizio idrico integrato di Firenze, Prato e Pistoia.

Il presidente Filippo Vannoni cerca di difendersi dalla accuse ricordando che quello su cui opera Publiacqua “è un mercato regolamentato, in cui gli investimenti sono remunerati con la tariffa e con l'attuale livello tariffario riusciamo a sostituire ogni anno il 5% dei 9mila chilometri di rete idrica”. Vannoni ammette che buona parte della rete idrica fiorentina è vecchia e che nemmeno a Publiacqua sanno con certezza l’età dei vari tratti dell’acquedotto. Una cosa, però, è certa: per fare più manutenzione e cambiare velocemente i tubi è necessario aumentare le tariffe. Il tubo che si è rotto era tra quelli inseriti nel piano di sostituzioni previsto per il 2017-2018, un tempo che la tubatura sotto Lungarno Torrigiani non poteva aspettare.

E non pensate che Firenze con la sua Publiacqua sia la pecora nera d’Italia. Anzi. Il livello di investimenti che Publiacqua (società in attivo con un bilancio 2015 con 230 milioni di fatturato e 29 milioni di utile netto) fa ogni anno è ben al di sopra della media italiana: la società ogni anno investe in manutenzione 50 milioni di euro (di cui 18 vanno per i tubi) contro i 27 milioni della media nazionale. Ma secondo le stime di Alessandro Mazzei, direttore della rete idrica toscana sarebbero necessari 4 miliardi euro e 85 anni di tempo per sostituite tutti i vecchi tubi di Firenze. E chissà se la rete idrica fiorentina può aspettare tutto questo tempo. L’Italia a livello europeo è tra i Paesi che spende meno nella manutenzione della sua rete idrica. Con 175 euro all’anno di bolletta media per ogni utente ci posizioniamo dietro a Bulgaria, Romania e Ungheria in una classifica guidata da Danimarca (900 euro all’anno) Olanda e Regno Unito.

Per non parlare degli sprechi

La mancanza di manutenzione delle tubature italiane non rischia soltanto di creare disastri come quello di ieri a Firenze, ma rappresenta anche un notevole spreco di acqua e di risorse economiche. Secondo un’inchiesta del Sole 24 Ore (del 2009) le rete idrica italiana, ogni anno perde per strada a causa delle perdite o dei furti circa 2,61 miliardi i metri cubi d’acqua, ovvero il 30% dell’acqua trasportata nei tubi (contro dati europei non oltre il 20%) per un valore economico di 226 milioni di euro all’anno buttati.

Da questa vicenda emergono tre punti chiave: la rete idrica italiana è, in gran parte, troppo vecchia e rischia di creare incidenti come quello di ieri a Firenze; l’unico modo per fare maggiori investimenti sarebbe aumentare le tariffe in bolletta; i cittadini lamentano i costi troppo alti delle bollette attuali e non vogliono sentir parlare di aumenti tariffari. Come ne usciamo?

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/tubi-dellacqua-usurati-firenze-non-e-un-caso-isolato-la-rete-idrica-italiana-e-vecchia-e-la-1452771

 

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