Veneto banca: CDA decisivo per l’aumento di capitale. Atlante in prima fila

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Oggi è un giorno decisivo per Veneto banca, la seconda banca veneta chiamata dalla BCE ad un aumento di capitale e la quotazione in Borsa. Il CDA in programma nel pomeriggio dovrà decidere la forchetta di prezzo per l’aumento di capitale da un miliardo, prezzo che molto probabilmente sarà in linea con quello della sorella maggiore, la Popolare di Vicenza: da un minimo di circa 10 centesimi ad un massimo di meno di 3 euro. Una svendita degna dei saldi estivi. Ma nonostante il prezzo da saldi, l’impressione è che non ci sia la fila degli investitori pronti a sottoscrivere la nuove azione di Veneto Banca. Così il fondo Atlante è sempre più in prima fila, da solo, ad attendere l’inizio dell’aumento di capitale di Veneto banca. La storia potrebbe ripetersi in tutto e per tutto e il fondo privato potrebbe ritrovarsi con in mano la guida di due banche venete bollite che nessuno vuole, nemmeno Piazza Affari.

Veneto banca e l’aumento di capitale

Veneto banca, come la banca Popolare di Vicenza, ha votato per un aumento di capitale e la quotazione in Borsa così come indicato dalla BCE per cercare di riportare l’istituto in carreggiata dopo anni di disastrosa gestione e sofferenze sempre più pesanti.

L’esito dell’operazione da parte della Popolare di Vicenza ormai è noto: il 99% del capitale è andato al fondo Atlante che si è comprato la banca a 10 centesimi ad azione e, a causa del flottante troppo basso, l’istituto non è stato ammesso alla quotazione a Piazza Affari.

Ora Veneto banca si trova di fronte ad un’operazione che potrebbe avere esito simile. L’aumento di capitale da un miliardo di Veneto banca non sembra aver fatto venire l’acquolina in bocca agli investitori, nè tantomeno ai soci che hanno già assistito all’erosione del capitale. Nel 2014 le azioni di Veneto banca sono state vendute a circa 88mila soci a 39,5 euro ognuna, nell’aprile del 2015 valevano 30 euro per poi scendere fino al valore attuale 7,30 euro.

Veneto banca: oggi il CDA decisivo

Il CDA di Veneto banca, fissato per oggi pomeriggio, dovrà indicare la forchetta di prezzo per le azioni di Veneto banca offerte nel corso dell’operazione di rafforzamento del capitale. La corsa al ribasso del valore delle azioni non è ancora finita. La forchetta di prezzo per l’aumento di capitale potrebbe ricalcare quello deciso per la Popolare di Vicenza: tra 10 centesimi e 3 euro. O forse meno.Così facendo gli 88mila soci che hanno comprato le azioni di Veneto banca in occasione dei precedenti aumenti di capitale a 40 euro si troveranno ad avere un patrimonio di fatto azzerato. Una bella fregatura.

Aumento di capitale: Atlante o BPER

L’aumento di capitale dovrebbe partire verso metà giugno e se tutto va bene, la quotazione in Borsa dovrebbe avvenire a fine mese. Tutto sta nel vedere con quanto freddezza gli investitori accoglieranno l’aumento di capitale di Veneto banca. Alla vigilia sembra già inevitabile l’intervento del fondo Atlante, il fondo privato alimentato con i versamenti delle banche italiane in salute che ha l’obiettivo di aiutare gli istituti in difficoltà a portare a buon fine le operazioni di rafforzamento o vendita delle sofferenze.

Ma nei giorni scorsi si era profilata un’altra ipotesi: l’intervento della Banca Popolare dell’Emilia Romagna in tandem con il fondo Lone Star interessato all’acquisizione degli asset deteriorati di Veneto banca. Ma come già accaduto per Ubi banca che stava valutando il dossier sulla banca veneta, anche BPER ha smentito per bocca di un portavoce il suo interessamento all’aumento di capitale.

Al netto di eventuali colpi di scena, quindi, resta in ballo soltanto il fondo Atlante che avrebbe già un accordo più o meno formale con Veneto banca per la sottoscrizione dell’inoptato, ovvero per le azioni rimaste invendute al termine dell’operazione.

L’ipotesi più accreditata è che il fondo Atlante diventi il socio di maggioranza di Veneto banca rastrellando le azioni a pochi centesimi. A quel punto Borsa italiana dovrebbe valutare il flottante per decidere se ammettere o meno Veneto banca a Piazza Affari. Comunque vada il fondo Atlante ha buone possibilità di ritrovarsi azionista di controllo di entrambe le banche venete: a quel punto potrebbe tentare un risanamento e una fusione, oppure la vendita o lo spacchettamento degli asset. In questo panorama, l’unica certezza, come nel caso della Popolare di Vicenza, è che le vere vittime dell’operazione sono i vecchi soci di Veneto banca che si troveranno con in tasca un pugno di mosche.

Authors: InvestireOggi.it

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