Finmeccanica: India annulla 2 miliardi di commesse. Tutte le “coincidenze” con il caso Marò

E-mail Stampa PDF

Secondo qualcuno il rientro in Italia del fuciliere di marina Salvatore Girone sarebbe costato a Finmeccanica 2 miliardi di euro di commesse annullate in India, ma secondo le versione ufficiale il tempismo perfetto sarebbe soltanto una strana coincidenza. Fatto sta che l’annuncio arrivato da Nuova Dehli che annulla le gare vinte da Finmeccanica in India potrebbe costare un paio di miliardi all'azienda italiana.

Il motivo ufficiale della “scomunica” di Finmeccanica in India sono le indagini sulle presunte tangenti, del valore di 50 milioni di euro, che gli ex vertici di Finmeccanica avrebbero pagato al governo indiano per vincere un appalto per la fornitura di 12 elicotteri Agusta Westland per 560 milioni di euro. Per questa vicenda, ad aprile, Giuseppe Orsi e Bruno Spagnolini sono stati condannati in appello a 4 anni e mezzo e 4 anni per corruzione internazionale e false fatturazioni e Finmeccanica, adesso guidata da Mauro Moretti, è destinata ad entrare nella black list di New Delhi, ovvero nella lista delle società “sporche” con cui il governo indiano non deve fare affari.

Finmeccanica e quei 2 miliardi di commesse

Secondo il principale quotidiano indiano, lo scherzetto del governo di Nuova Dehli costerà a Finmeccanica circa 2 miliardi di euro di commesse. La prima su cui è arrivato il veto indiana riguarda la Wass di Livorno (società di Finmeccanica) che aveva un contratto per la fornitura di siluri per le navi indiane per circa 250 milioni (secondo il Fattoquotidiano.it).

Altri 200 milioni persi arrivano dall’annullamento di una commessa per tredici cannoni navali prodotti, questa volta a La Spezia, dalla Oto Melara, sempre del gruppo Finmeccanica. Anche la Selez ES di Roma è coinvolta in questa presunta ripicca indiana per la vicenda Marò: nel 2012 la controllata di Finmeccanica aveva firmato un grosso contratto per la fornitura di radar. Ma la lista dei piccoli o grandi accordi che destinati a saltare con lo stop del governo indiano è molto più lungo. Il costo totale della presa di posizione indiana per Finmeccanica e le numerose aziende del gruppo si aggira, secondo il Times of India, intorno ai 2 miliardi di euro.

Versione ufficiale: blacklist per tangenti

La versione ufficiale del governo indiano è che l’annullamento delle commesse di Finmeccanica in India è legato all’iscrizione della società nella lista delle aziende “non gradite”. “Il processo per la blacklist è già iniziato”, ha detto il ministro indiano della Difesa, Manohar Parrikar. In pratica, l’iscrizione di Finmeccanica in questa lista significa la decadenza delle commesse e dei contratti in vigore e il divieto di farne di nuovi finché la società resterà nella blacklist. Sono salvi soltanto i contratti di manutenzione o di ricambio strettamente necessari, per tutto il resto il governo indiano ha detto chiaramente che si rivolgerà ad altre aziende internazionali.

Strane concidenze con il caso Marò

Ma l’intervista del ministro indiano della difesa, che ha annunciato la decadenza dei contratti con Finmeccanica, è arrivata mentre Salvatore Girone metteva nuovamente piede su suolo italiano. Il rimpatrio del fuciliere è stato possibile in seguito alla decisione del Tribunale dell’Aja, che ha accolto la richiesta di Roma di consentirgli di aspettare in Italia la fine dell’arbitrato sul caso dei due pescatori uccisi dai militari italiani. L’India, obtorto collo, ha dovuto accettare la decisione del Tribunale dell’Aja rendendo esecutivo il rilascio di Girone.

Poche ore dopo è arrivato l’annullamento delle commesse di Finmeccanica in India. Insomma, per i maliziosi è facile pensare che ci sia una stretta correlazione tra questi due fatti, che per un Marò che torna in Italia, decada un contratto in India. Anche perché, è bene ricordarlo, Finmeccanica (che dal 2016 si chiama Leonardo-Finmeccanica e raccoglie tutte le attività di AgustaWestland, Alenia Aermacchi, Selex ES, Oto Melara e Wass) ha come socio di maggioranza il Ministero delle Finanze che ne detiene il 30,2% (la seconda è Norges Bank con circa il 2%). In pratica, quindi, Finmeccanica è dello Stato italiano, il soggetto che negozia da anni con l’India il rilascio dei Marò.

Ad essere ancora più maligni le strane coincidenze non si fermano qui. Come fa notare il Fattoquotidiano.it, infatti, alcuni contratti o commesse date a Finmeccanica sono arrivate in contemporanea con altrettante svolte nel caso Marò. La fornitura di siluri dalla Wass di Livorno, per esempio, è arrivata subito dopo la contestatissima decisione del governo Monti di rimandare in India i due Marò. Già a quei tempi, qualcuno accusò il governo di usare i due fucilieri come merce di scambio per gli interessi economici della società controllata dal Tesoro.

Intervistata su La7, il Ministro della difesa Roberta Pinotti ha negato ogni presunta correlazione tra il caso Marò e la decisione indiana di inserire Finmeccanica nella blacklist bloccando tutti i contratti. Ma d’altronde cosa avrebbe dovuto fare? Accusare il governo indiano di volersi vendicare gettando ulteriore benzina sul fuoco? Ha tenuto una linea diplomatica, comprensibile. Ma le strane coincidenze tra le decisione prese sui Marò e i contratti di Finmeccanica in India, nel bene e nel male, non possono passare inosservate.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/finmeccanica-india-annulla-2-miliardi-di-commesse-tutte-le-coincidenze-con-il-caso-maro-1453378

 

Menu Principale

Risorse Utili