Canone RAI in bolletta: entra in vigore il decreto. Le regole definitive 

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Il decreto attuativo sul canone RAI in bolletta è stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale. ​A un mese dall’arrivo del primo addebito, comprendente la rata di luglio e gli arretrati, i contribuenti possono finalmente sciogliere alcuni dubbi relativi al pagamento 

L’operazione “canone RAI in bolletta” stabilita nell’ambito della legge di Stabilità 2016 può ufficialmente avere avvio. L’entrata in vigore del decreto, avvenuta il 5 giugno 2016, rappresenta infatti un passaggio fondamentale per l’operatività del nuovo sistema nonostante, paradossalmente, sia avvenuta dopo e non prima la scadenza riguardante l’autocertificazione da inviare in caso di esenzione. Tutto finito? Neanche per sogno. I rischi relativi a un doppio addebito o all’inserimento nel canone nella bolletta di alcuni contribuenti che in realtà non sono tenuti al versamento rimane, così come non ci sono ad oggi, le regole relative ai rimborsi, che dovranno essere stabilite nell’ambito di un apposito provvedimento che l’Agenzia delle Entrate dovrà rendere noto entro il prossimo 3 agosto.

Risolti invece, almeno in apparenza, i problemi rilevati dal Consiglio di Stato che, alcune settimane fa, avevano sottolineato alcune lacune presenti nel testo in relazione alla definizione di apparecchio tv, nonché l’utilizzo di un linguaggio poco chiaro.

Sulla questione è intervenuto in seguito il ministero dello Sviluppo Economico che ha provveduto a diramare i chiarimenti richiesti: “per apparecchio televisivo si intende un apparecchio in grado di ricevere, decodificare e visualizzare il segnale digitale terrestre o satellitare, direttamente (in quanto costruito con tutti i componenti tecnici necessari) o tramite decoder o sintonizzatore esterno”.

A questo punto dunque non ci resta che riassumere le norme contenute nel decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Canone RAI: cosa prevede il decreto

Dopo l’articolo 1, che contiene la definizione di Canone, di imprese elettriche e di tipologia di clienti residenti, all’articolo 2 si stabiliscono le regole relative all’allineamento delle varie banche dati. I vari passaggi possono essere così riassunti:

­ Acquirente Unico S.p.a. trasmette all’Agenzia delle Entrate le informazioni relative ai contratti di fornitura elettrica; 

­ l’ente guidato da Rossella Orlandi, in base delle informazioni inserite nel sistema informativo dell’Anagrafe Tributaria, individua i contratti della tipologia altri clienti domestici per i quali il luogo di fornitura corrisponde alla residenza dell’intestatario e ne comunica gli estremi all’Acquirente Unico S.p.a. entro il 31 ottobre di ogni anno;

­ Acquirente Unico S.p.a. comunica alle imprese elettriche, tramite il Sistema informativo integrato, le informazioni entro il 7 novembre di ogni anno.

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Entro 15 giorni dall’entrata in vigore del decreto (e dunque entro il 20 giugno), l’Agenzia delle Entrate trasmetterà ad Acquirente Unico S.P.A., le informazioni sui soggetti che hanno presentato la dichiarazione di non detenzione; quelle sui soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica e che quindi non devono ricevere l’addebito del canone.

Previsto anche un intervento dei Comuni che dovranno trasmettere all’Agenzia delle Entrate – Direzione provinciale I di Torino – Ufficio Territoriale di Torino I – Sportello SAT, dietro richiesta, i dati riguardanti le famiglie anagrafiche.

L’articolo 3 contiene invece le regole generali stabilite dalla legge di Stabilità 2016:

­ il pagamento del canone avviene in 10 rate mensili, addebitate sulle fatture emesse dall’impresa elettrica aventi scadenza del pagamento successiva alla scadenza delle rate;

­ le rate si intendono scadute il primo giorno di ciascuno dei mesi da gennaio ad ottobre;

­ l’impresa elettrica inserisce nelle fatture solo le rate del canone scadute nei periodi in cui vi è certezza della titolarità del contratto di fornitura di energia elettrica;

­ le fatture sono inviate ai clienti anche nei casi in cui non emergano somme dovute a titolo di consumi elettrici.

­ in sede di prima applicazione, nella prima fattura emessa successivamente al 1° luglio 2016 sono cumulativamente addebitate tutte le rate scadute nell'anno in corso.

Canone RAI: dichiarazioni, reclami e rimborsi

Il decreto chiarisce che per le dichiarazioni di don detenzione di un apparecchio tv, o per quelle inerenti alla sussistenza di un’altra utenza elettrica per la quale uno dei componenti il nucleo familiare è già tenuto al pagamento, i contribuenti devono utilizzare solo ed esclusivamente il modello approvato dalle Entrate lo scorso 24 marzo. Chi ha utilizzato dunque un modello più vecchio, corre il rischio di ritrovarsi il canone in bolletta.

Per quanto riguarda i rimborsi, nel caso in cui sia stato addebitato sull’utenza elettrica un canone non dovuto, il cliente dovrà richiedere un rimborso. “con le modalità definite con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate da emanarsi entro 60 giorni dall'entrata in vigore del presente decreto.” Dovremo dunque attendere ancora per sapere come fare.

Si sa però quello che accadrà dopo la richiesta che ad oggi non possiamo inviare. Cioé:

l'Agenzia delle entrate verificati i presupposti della richiesta, trasmette ad Acquirente Unico S.p.a. le informazioni necessarie. Acquirente Unico, entro 5 giorni lavorativi dalla ricezione dei dati, rende disponibili alle imprese elettriche, attraverso il Sistema informativo integrato, le suddette informazioni. Le imprese, a loro volta, procedono al rimborso mediante accredito della somma sulla prima fattura utile, “ovvero provvedono con altre modalità, sempre che le stesse assicurino all'utente l'effettiva corresponsione della somma entro 45 giorni dalla ricezione, da parte delle medesime imprese elettriche, dei dati di cui al comma 3”.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/canone-rai-bolletta-entra-vigore-il-decreto-le-regole-definitive-1454197

 

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