Decreto Banche: le novità su rimborsi e arbitrato dopo l'ok del Senato

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Si amplia la platea degli obbligazionisti subordinati delle quattro banche poste in risoluzione sette mesi fai che potranno accedere ai rimborsi, ricevendo risarcimenti automatici all’80%.

Questa la novità più importante prevista dal decreto Banche, approvato il 9 giugno da Palazzo Madama con il voto di fiducia al Governo. Nulla di definitivo però, dato che il testo passerà ora all’esame della Camera per la seconda lettura e dovrà ricevere l’ok definitivo entro la fine di giugno.

Il maxiemendamento Boschi, modifica le regole relative agli indennizzi e contiene alcune precisazioni relative agli arbitrati, per i quali si attende ancora il relativo DPCM.

Banche: chi potrà ottenere gli indennizzi e come

In base a quanto stabilito dal DL approvato ieri dal Senato, l’accesso al Fondo di Solidarietà previsto dallo Stato per finanziare i rimborsi sarà aperto ai risparmiatori in possesso di un patrimonio mobiliare inferiore a 100mila euro, o con un reddito lordo ai fini IRPEF che nel 2015 sia stato inferiore a 35mila euro.

L’ammontare del rimborso sarà pari all’80% dell’importo investito dall’obbligazionista entro e non oltre il 12 giugno 2014. C’è però un ulteriore condizione: la posizione deve essere rimasta aperta fino alla data in cui le banche sono state poste in risoluzione.

Da sottolineare che il risparmiatore che presenterà l’apposita domanda per ricevere il rimborso forfettario non potrà avere accesso alla procedura arbitrale.

L’istanza di indennizzo dovrà essere presentata entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto approvato ieri dal Senato. Al suo interno dovranno essere inserite alcune informazioni. Oltre al nome, all’indirizzo e all’elezione del domicilio, il documento dovrà indicare presso quale delle quattro banche in liquidazione ha acquistato le obbligazioni subordinate, gli strumenti finanziari acquistati, ecc.

Ricordiamo che, per il Fondo di Solidarietà citato in precedenza, non è più previsto il tetto massimo di 100 milioni di euro previsto dalla legge di Stabilità 2016 e che i rimborsi, in base all’impegno preso al Governo non saranno soggetti ad alcuna imposizione fiscale.

Banche: i chiarimenti sugli arbitrati

Per quanto riguarda la procedura arbitrale rimangono in vigore le regole Stabilite dalla legge di Stabilità 2016. Il decreto però chiarisce un dubbio fino ad oggi rimasto irrisolto: come detto in precedenza, i risparmiatori che presentano richiesta di indennizzo forfettario non potranno avere accesso all’arbitrato davanti ai collegi diretti dall’ANAC e viceversa. Ci sarò dunque solo ed esclusivamente una sola strada a disposizione.

Ricordiamo che con la procedura arbitrale, in caso di via libera, l’obbligazionista potrebbe avere accesso ad un rimborso pari al 100% dell’investimento effettuato, il 20% in più dunque rispetto a quanto previsto per i rimborsi “diretti”.

Sarà un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM appunto) ad assegnare ufficialmente la procedura arbitrale all’ANAC, mentre per quanto riguarda le regole per l’accesso si attende ancora il DM Economia e Giustizia. Entrambi i provvedimenti

avrebbero dovuto essere varati entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di Stabilità 2016, ma per il momento, nemmeno l’’ombra.

A livello generale si può affermare che l’investitore che sceglie la strada dell’arbitrato, dovrà dimostrare che la banca ha violato gli obblighi di informazione, correttezza e trasparenza stabiliti dal Testo unico della finanza nei servizi e nelle attività di investimento all’atto della sottoscrizione. Potranno avere eccesso agli arbitrati anche gli obbligazionisti che hanno acquistato titoli subordinati dopo il 12 giugno 2014.

Banche: le altre novità

Un’altra novità importante contenuta nel testo approvato dal Senato riguarda il cosiddetto “patto marciano” tra banche e imprese”. In base alle nuove regole, l’imprenditore che ha già restituito l’85% del finanziamento ricevuto avrà tre mesi di tempo in più per colmare un eventuale inadempimento. Il testo estende inoltre il patto marciano anche ai beni immobili, eccezion fatta per la residenza.  L'inadempimento scatta solo dopo 12 mesi (9 in precedenza) dal mancato pagamento di tre rate anche non consecutive.

Da sottolineare infine una novità riguardante l’Ecobonus: il credito d'imposta relativo al bonus del 65% sugli interventi di efficienza energetica sostenuti dal primo gennaio 2016 al 31 dicembre 2016 di parti comuni degli edifici condominiali potrà essere ceduto sia ai fornitori che hanno effettuato i lavori che alle banche e agli intermediari finanziari.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/decreto-banche-le-novita-su-rimborsi-e-arbitrato-dopo-lok-del-senato-1454650

 

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