Veneto banca, aumento di capitale in corso: rischi e possibili scenari

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Siamo ormai nel pieno del progetto Serenissima: l’aumento di capitale da un miliardo e la quotazione in Borsa per Veneto banca, la sorella minore della dissestata Popolare di Vicenza. Il primo passo, l’aumento di capitale da un miliardo per Veneto banca, è iniziato lo scorso 8 giugno e terminerà a fine mese, anche se i soci hanno chiesto una proroga per decidere il da farsi.

L’aumento di capitale, infatti, rappresenta un primo ingombrante scoglio da superare sulla strada della ristrutturazione della banca veneta che negli ultimi mesi ha perso gran parte del proprio valore. A pesare sull’operazione sarà in particolare la posizione assunta dai vecchi soci di Veneto banca e di conseguenza quella del fondo Atlante che, per partecipare all’aumento di capitale di Veneto banca, ha fissato delle condizioni ben precise. Il rischio più grande è che le decisioni dei soci vadano a confliggere con la posizione di Atlante, portando così Veneto banca verso l’inevitabile risoluzione.

Veneto banca: l’aumento di capitale da un miliardo

Dopo la disastrosa operazione della Popolare di Vicenza, tocca a Veneto banca. Il comparto bancario italiano è in un momento di profonda fragilità e il ricco nord est d’Italia non è affatto immune. Le due principali banche venete, dopo anni di gestione disastrosa, sono state obbligate a votare un’operazione di rafforzamento di capitale e la quotazione in Borsa per tentare la ristrutturazione dell’istituto.

Ma l’esito dell’operazione della Popolare di Vicenza, ormai è arcinoto: oltre il 99% del capitale è andato in mano al fondo Atlante e la quotazione in Borsa è naufragata. L’esito dell’aumento di capitale di Veneto banca, invece, è ancora tutto da vedere, ma i presupposti non sono dei migliori.

Il CDA di fine maggio ha deciso, a causa dello scarso interesse dimostrato da parte degli investitori, di fissare una forchetta di prezzo per l’aumento di capitale tra 10 e 50 centesimi ad azione. Una svendita in piena regola: nel 2014 le azioni di Veneto banca sono state vendute a circa 88mila soci a 39,5 euro ognuna, nell’aprile del 2015 valevano 30 euro per poi scendere fino al valore attuale 7,30 euro.

Aumento di capitale: ruolo dei soci e del fondo Atlante

La posizione adottata dai soci storici di Veneto banca dovrà combinarsi al meglio con i paletti fissati dal fondo Atlante altrimenti la banca rischia la risoluzione da parte della BCE.

Guardiamo l’operazione dal punto di vista dei soci. Non prendere parte all’operazione di aumento di capitale significa per coloro che già hanno azioni di Veneto banca vedere diluita al massimo la propria posizione all’interno dell’istituto, così come è accaduto per i soci della Popolare di Vicenza che si sono ritrovati con in mano un pungo di mosche. Non solo. Lo scarso interesse da parte dei soci e degli investirori in generale ha obbligato il fondo Atlante a sottoscrivere oltre il 99% delle azioni della Popolare di Vicenza facendo così saltare la quotazione in Borsa che richiedere un flottante di circa il 25% del capitale.

L’intenzione, quindi, sarebbe quella di partecipare all’aumento di capitale per confermare in qualche misura la presenza nel capitale di Veneto banca e soprattutto garantire la quotazione in Borsa, utile al risanamento dell’istituto. Il problema è che la sottoscrizione dell’aumento di capitale da parte dei soci storici di Veneto banca dovrà essere inferiore al 50% dell’aumento di capitale, oppure totalitario. Questo perché nel prospetto per l’aumento di capitale è scritto chiaramente che il fondo Atlante non è disponibile a partecipare all’operazione di rafforzamento di capitale di Veneto banca se non avrà almeno il 50,1%.

Le possibili strade a questo punto sono tre. I soci sottoscrivono una percentuale tra il 20-30% dell’aumento di capitale e il fondo Atlante il resto: in questo modo sarebbe garantita la quotazione in Borsa e i soci storici non vedrebbero dissolvere il proprio investimento anche se avrebbero comunque una posizione minoritaria rispetto al fondo che potrebbe decidere in autonomia del futuro della banca. 

Oppure, i soci sottoscrivono l’intero aumento di capitale da un miliardo e così si evita l’intervento del fondo Atlante. Ma secondo gli analisti questa ipotesi è poco realizzabile, dal momento che i soci sono già ampiamente esposti nei confronti della banca e detengono buona parte dei crediti deteriorati che pesano sul bilancio di Veneto banca.

Infine, terza ipotesi. I soci partecipano con una percentuale superiore al 50%, ma che non completa l’aumento di capitale da un miliardo. In questo caso Atlante non interverrebbe e c’è il rischio concreto che l’operazione fallisca e che Veneto banca finisca in risoluzione.

Quotazione e risanamento

Posto che l’aumento di capitale vada a buon fine, si aprirà poi il capitolo quotazione in Borsa e risanamento. Nel caso in cui il fondo Atlante si ritrovasse con la maggioranza di Veneto banca, l’ipotesi più accreditata è quella di una fusione tra la Popolare di Vicenza e Veneto banca, entrambe banche del territorio veneto in cerca di nuova fiducia e credibilità. L’operazione creerebbe notevoli sinergie tra i due istituti, ma probabilmente anche esuberi di sportelli bancari e dipendenti dal momento che i due istituti presidiano più o meno lo stesso territorio.

Altrimenti si sta iniziando a diffondere anche l’idea di creare una bad bank per la pulizia della Popolare di Vicenza e Veneto banca, sempre sotto la regia del fondo Atlante. Un veicolo in cui far confluire i crediti deteriorati delle due banche che così avrebbero le mani libere per trattare fusioni, aggregazioni, vendite di asset e rilancio senza la zavorra dei NPL.

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/veneto-banca-aumento-di-capitale-corso-rischi-e-possibili-scenari-1455067

 

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