LinkedIn: i soldi di Microsoft potrebbero non essere sufficienti per "salvarlo"

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Microsoft e LinkedIn vivranno sotto lo stesso tetto. Da qualche ora in rete non si parla d'altro: l'azienda di Redmond ha infatti annunciato l'accordo per l'acquisizione di LinkedIn, il social network per lo sviluppo di contatti professionali, alla cifra di 26,2 miliardi di dollari (23,3 miliardi di euro), pari a 196 dollari ad azione. Il, prevedibile, risultato è stato il balzo verso l'alto del titolo di LinkedIn. La transazione è stata approvata all'unanimità dai Cda di entrambe le società e l'acquisizione dovrebbe essere perfezionata entro la fine del 2016, successivamente all'approvazione degli azionisti di LinkedIn.

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LinkedIn: perché?

L'acquisizione di LinkedIn, a detta dei diretti interessati, non dovrebbe causare grossi stravolgimenti per quanto concerne l'assetto organizzativo del social network. Insomma LinkedIn, almeno per il breve/medio periodo, dovrebbe continuare sulla stessa strada intrapresa da quando è stato lanciato. Microsoft, attraverso questa acquisizione, può quindi ampliare i propri servizi di Cloud, che rappresentano la base del modello di business voluto dal CEO Nadella: Cloud first e rafforzare la presenza nel mondo dei professionisti, altro cruccio della casa di Redmond. 

I vettori a disposizione di Microsoft non mancano di certo, possiamo ad esempio citare Office 365, la versione Cloud della suite Office e, ovviamente, il sistema operativo Windows 10. Microsoft, ad esempio, potrebbe sfruttare la base dei contatti di LinkedIn per proporre i propri servizi. Ma, ovviamente, le possibilità sono anche altre. LinkedIn, almeno sulla carta, rappresenta un prodotto perfetto per un'azienda come Microsoft che vuole orientarsi verso i professionisti. 

imageIl logo di LinkedIn davanti alla sede dell'azienda a Mountain View, California REUTERS/Robert Galbraith

Le incognite non mancano: LinkedIn deve tornare ad essere il social network per i professionisti

LinkedIn ha ricevuto un'offerta da parte di Microsoft che non poteva assolutamente rifiutare. Analizzando infatti i bilanci del social network dei professionisti si può scoprire che il 2015 si è chiuso con un rosso di 8,4 milioni di dollari. Tra i motivi del passivo c'è la cronica difficoltà di LinkedIn nel rendere profittevole il social network professionale. Riuscirà Microsoft ad invertire questa tendenza? Forse, ma LinkedIn deve assolutamente tornare ad essere quello che era origine: un social network dedicato esclusivamente ai professionisti. Natura, quest'ultima, che è stata persa nel corso degli ultimi mesi. LinkedIn, infatti, si è (quasi) trasformato in Facebook e spesso viene utilizzato esclusivamente per promuovere i propri contenuti - nel caso di giornalisti/blogger - o i propri prodotti - nel caso di aziende -. Il social network ha quindi perso credibilità, e utenti, a "suon di gattini e presunti influencer". LinkedIn quindi si è via via trasformato in una giungla aperta più o meno a tutti. 

Peccato, perché in origine LinkedIn aveva una natura ben precisa, focalizzata sui professionisti e con diversi gruppi di discussioni, all'interno del social network, frequentati da profili "verificati". A questo bisogna aggiungere che la concorrenza non manca: non è infatti un mistero che anche Facebook sia interessata ai professionisti, quindi, monostante i 400 milioni di utenti, la posizione di LinkedIn è tutt'altro che inamovibile.

In definitiva LinkedIn dovrebbe ritornare ad essere LinkedIn, e già questo basterebbe per assicurarne un futuro più prospero. Piuttosto che convergere verso la massa, come appunto è avvenuto negli ultimi mesi, è opportuno focalizzarsi verso l'utenza business. Microsoft potrebbe aiutare il social network in questo processo di consolidamento. Il lavoro da fare è molto perché gli oltre 400 milioni di utenti non lo usano attivamente ed il traffico arriva sopratutto da mobile.

imageDa sinistra: il CEO di LinkedIn, Jeff Weiner; il CEO di Microsoft, Satya Nadella; il presidente del consiglio di amministrazione di LinkedIn, Reid Hoffman Microsoft

Il dado è tratto

Microsoft ha pagato LinkedIn molto caro, molto più del suo valore di mercato, stimato intorno ai 16 miliardi di dollari. Un'acquisizione che non dovrebbe suscitare troppo clamore perché i social network più utilizzati sono in mano ai grossi gruppi: Facebook ha acquisito Instagram e Whatsapp (senza trascurare Messenger che pia piano sta ampliando le sue funzionalità), Google+ è di proprietà di Google e, infine, Linkedin è passato nelle mani di Microsoft. All'appello manca solo Twitter. LinkedIn non deve essere la brutta copia di Facebook ma deve proporre un servizio diverso, più orientato verso le aziende ed i professionisti. Come? Oltre a ripristinare la propria essenza, deve adottare delle strategie atte ad attrarre le aziende ed i professionisti. Quest'ultimi devono trovare in LinkedInun terreno fertile per scambiare informazioni con colleghi o con stakeholder così da consolidare la propria rete di contatti.

Microsoft, il compratore, deve dimenticare al più presto la brutta esperienza di Nokia, un rosso che ancora pesa nelle casse di Redmond, LinkedIn è una piattaforma dove è possibile proporre servizi per professionisti, da Skype e OneDrive a Office 365. Il futuro di Microsoft è questo: integrazione tra Cloud, software, hardware e social. Il tutto rivolto, soprattutto, al mercato business.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/linkedin-i-soldi-di-microsoft-potrebbero-non-essere-sufficienti-salvarlo-1455458

 

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