Quale reazione sui mercati dopo il referendum sulla Brexit del 23 giugno?

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Entriamo nella settimana decisiva in cui gli elettori britannici saranno chiamati a scegliere se la Gran Bretagna rimarrà o meno nell’Unione europea. Da diversi giorni il referendum sulla Brexit è ovviamente punto di discussione e di analisi da parte di economisti, politici, giornalisti, che cercano soprattutto di fare il punto sulle conseguenze - negative e/o positive - che l’uscita avrebbe sull’UE e sullo stesso Regno Unito.

Le istituzioni - tra cui BCE, Fondo Monetario Internazionale e Bank of England - e la maggior parte concordano praticamente all’unanimità che un’uscita avrebbe gravi ripercussioni economiche, in primo luogo proprio sul Regno Unito e poi anche sull’Unione. Ad ogni modo, anche se si stima una possibile recessione nell’area del Vecchio Continente, riuscire a fornire un elenco puntuale e completo delle conseguenze che avrebbe la Brexit è opera quasi impossibile e molto probabilmente le istituzioni si troverebbero di fronte a diversi imprevisti. Avremmo quindi tutta una serie di incertezze, e sono proprio queste che andrebbero a colpire i mercati.

Nella settimana precedente la volatilità è salita a causa delle speculazioni partite sulla Brexit. A impensierire nella prima parte sono stati i sondaggi, che hanno dato in aumento le probabilità di uscita del Regno Unito. Nella parte finale invece i mercati hanno macabramente recuperato a causa della morte della deputata labustista Jo Cox, un evento che secondo molti potrebbe alla fine incidere contro la Brexit.

Andiamo di seguito ad analizzare il quadro tecnico per cercare di capire come potrebbero reagirebbero i mercati in caso di esito positivo o negativo del referendum.

BREXIT SCENARIO

Qualora il Regno Unito dovesse uscire dall’Unione europea la reazione sui mercati sarebbe molto intensa. La volatilità, con l’indice VIX salito nuovamente sopra i 20 punti già la scorsa settimana, potrebbe portarsi a livelli simili a quelli visti con la recente crisi dei debiti sovrani o addirittura quelli visti con la crisi iniziata negli Stati Uniti.

imageEUROSTOXX chart on the weekly timeframe updated on the 17th June close. The chart shows supports and targets for the Brexit scenario. IBTimes Italia / XTB

L’EUROSTOXX 50 andrebbe a rompere con buona probabilità i minimi dell’anno e potrebbe trovare un primo supporto sui minimi del 2013. Ulteriori rotture dipenderanno in larga parte dalle capacità delle istituzioni di ridare tranquillità e certezze ai mercati: tanto più convincenti saranno le scelte delle istituzioni - economiche e politiche - tanto maggiore è la probabilità che i mercati ritrovino la calma.  Nel caso queste rassicurazioni non dovessero arrivare il quadro rimarrebbe incerto e l’incertezza potrebbe spingere l’indice fino a minimi del 2009 (quelli toccati con la crisi finanziaria esplosa con il caso Lehman Brothers). Non si può escludere al cento per cento che la BCE possa fare fatica a trovare un equilibrio anche dopo diverso tempo, ma comunque riteniamo che l’Eurotower ha la maturità e la responsabilità per affrontare anche questa sfida ed è difficile immaginare che Mario Draghi lascerà precipitare la situazione senza intervenire.

Il rischio comunque più grave è che in altri paesi europei si venga a creare una situazione analoga a quella del Regno Unito. Se altri paesi dovessero seguire l’esempio britannico e riuscire malauguratamente a portare il proprio paese fuori dall’Unione europea il quadro peggiorerebbe ulteriormente e a quel punto l’EUROSTOXX 50 andrebbe tranquillamente a rompere anche i minimi del 2008. Parliamo ovviamente di uno scenario molto pessimista, non troppo probabile, ma neanche impossibile.

imageS&P 500 chart on the weekly timeframe updated to the 17th June close. The chart shows supports and targets for the Brexit scenario. IBTimes Italia / XTB

Anche l’indice statunitense risentirebbe ovviamente degli effetti negativi della Brexit. Lo S&P 500, che comunque rispetto agli indici europei ha una forza al rialzo molto più alta (solo qualche seduta fa siamo stati a un passo dai massimi di sempre) potrebbe spingersi al ribasso inizialmente fino ai minimi dell’anno, andando quindi a chiudere il gap up aperto aperto a febbraio. Parliamo di un livello di supporto molto importante per quest’indice, dove passa il minimo di ottobre 2014 e agosto 2015. Intorno a questo supporto lo S&P 500 ha iniziato a mostrare una certa lateralità dopo un lungo periodo di sostenuto rialzo. La rottura al ribasso di questo livello sarebbe un importante di inversione di medio e lungo periodo del trend rialzista. In tal caso potremmo attenderci ulteriori ribassi e un target posto intorno ai 1500 punti.

I forti ribassi sugli indici verrebbe accompagnati da movimenti verso strumenti finanziari più sicuri, in primis: metalli preziosi; bund tedeschi, treasury americani. In generale quindi assisteremmo ad un apprezzamento dell’oro, mentre i rendimenti dei bund tedeschi diventerebbero sempre più negativi e lo spread tra questi e i rendimenti di titoli di stato di altri paesi tenderebbe ad aumentare.  

NO-BREXIT SCENARIO

Se alla fine il referendum dovesse concludersi con la vittoria di coloro che vogliono rimanere nell’Unione europea la reazione per gli indici sarebbe ovviamente positiva, ma complessivamente il rialzo non dovrebbe essere così intenso come sarebbe invece il ribasso in caso di Brexit.

imageEUROSTOXX 50 chart on the weekly timeframe updated to the 17th June close. The chart shows supports and targets in case UK will remain within EU. IBTimes Italia / XTB

In questo caso potremmo attenderci sull’EUROSTOXX 50 un primo target sul gap di inizio anno e successivamente sui massimi di novembre 2015. Per quanto concerne invece lo S&P 500 dovremmo essere in grado di andare a testare e rompere i massimi di sempre e far segnare quindi nuovi record. In questo caso l’indice potrebbe continuare a salire fino al prossimo pivot S2 (timeframe settimanale).

Ovviamente l’ipotesi rialzista presuppone che dopo il referendum non ci saranno sorprese negative sul piano economico e geopolitico, cosa tutt'altro che scontata considerando l'incertezza del quadro globale che stiamo affrontando in questi anni.

NOTA: Le analisi si basano su modelli di chart pattern e sulle relative rotture di massimi e minimi presenti sui diversi timeframe. Per i punti di entrata ed i target si prendono in considerazione, oltre ovviamente alle rotture, i punti di pivot e l’EMA a 50 periodi. Si ricorda infine che le analisi di trading di IBTimes Italia non vogliono in alcun modo essere un incitamento all’investimento e non ci riteniamo responsabili per le perdite derivanti dalle vostre operazioni.​

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/quale-reazione-sui-mercati-dopo-il-referendum-sulla-brexit-del-23-giugno-1456082

 

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