Acconto IMU e TASI 2016, pagamento in ritardo: come fare? Ravvedimento, sanzioni, interessi

E-mail Stampa PDF

Non c’è più tempo. Il 16 giugno è scaduto il termine ultimo per pagare l’acconto di IMU e TASI per il 2016 . Mai come quest’anno i cambiamenti entrati in vigore con la legge di Stabilità 2016 hanno contribuito a complicare la vita dei cittadini.

Riassumendo quanto accaduto: molti contribuenti non hanno capito se pagare e, in caso di risposta affermativa, quanto.

Per questo motivo, i ritardi o gli errori sulla prima rata potrebbero essere parecchi. Cosa accade in questi casi? Per omesso, tardivo o erroneo pagamento di una delle due imposte si potrebbe andare incontro ad una sanzione pari al 30% dell’importo e ad un’eventuale controllo fiscale da parte del Comune che, nel caso in cui non si corra ai ripari per tempo, rischia di precludere anche l’adesione al meccanismo del ravvedimento operoso previsto per l’Agenzia delle Entrate.

Unica via per evitare, a meno che il Comune di riferimento non stabilisca la possibilità di aderire nonostante l’accertamento (che consente l’accesso ad una sanzione ridotta al 10% cui si aggiunge un ulteriore 3,5% annuo relativo agli interessi) è dunque anticipare le mosse del Fisco allo scopo di prevenire l’arrivo di una vera e propria stangata.

L’accordo col Comune potrebbe essere possibile soprattutto nel caso in cui l’accertamento non si riferisse ad elementi certi. Il che significa che nel caso in cui si tratti di immobili oggetto di diversa valutazione, la possibilità di aderire nonostante i controlli potrebbe comunque esserci. Nonostante ciò appare opportuno non rischiare. Tenendo in considerazione che da IMU e TASI non si sfugge, i contribuenti che non abbiano provveduto a sanare la propria posizione entro la scadenza stabilita dal Fisco, farebbero bene a provvedere quanto prima.

IMU e TASI: ravvedimento operoso

Chiunque non abbia versato le tasse sulla casa entro il termine fissato dall’Agenzia delle Entrate (16 giugno) a partire dal 17 giugno avrà la possibilità di sanare la propria posizione fiscale, accedendo al meccanismo del ravvedimento operoso che consente di pagare in ritardo ricevendo una sanzione ridotta.

Per poter aderire però occorre che il contribuente non abbia ricevuto alcuna contestazione della violazione da parte del Fisco e che quest’ultimo non abbia già avviato alcuna procedura di accertamento (accessi, ispezioni, controlli, ecc.).

La legge prevede infatti che per le imposte non amministrate direttamente dall’Agenzia delle Entrate, come IMU e TASI, sia precluso l’accesso al ravvedimento operoso in caso di verifiche fiscali. La stessa regola non vale per i tributi nazionali, per i quali il ravvedimento può essere utilizzato nel corso della  verifica fiscale e prima della notifica di un avviso di liquidazione, di accertamento o di un avviso bonario.

Per le tasse sulla casa dunque, nel caso in cui il Comune facesse partire i controlli, la sanzione nei confronti del contribuente sarà pari al 30% (1% giornaliero per i primi 15 giorni e 15% annuale fino a 90 giorni), senza alcuna riduzione.

IMU e TASI: le sanzioni

Gli errori, le omissioni e i versamenti carenti possono essere regolarizzati eseguendo spontaneamente il pagamento dell’imposta dovuta, cui si dovranno sommare gli interessi (calcolati al tasso legale annuo dal giorno della scadenza a quello in cui il pagamento viene effettivamente eseguito)  e le sanzioni in misura ridotta.

L’anno scorso, con il decreto legislativo n.158/2016, è stata modificata la normativa relative alle sanzioni da pagare da parte dei contribuenti di che versano in ritardo o omettono di versare.

In base alla nuova normativa la sanzione ordinaria sarà ridotta della metà per i versamenti effettuati entro 90 giorni dal termine ultimo. La “multa” scende dunque dal 30% al 15%

Chiunque regolarizzi la propria posizione col Fisco (e coi Comuni) entro 30 giorni dalla scadenza, vale a dire entro il 16 luglio 2016, andrà incontro ad una sanzione pari all’1,5% dell’imposta dovuta, ( 1/10 della sanzione ordinaria ridotta alla metà).

Chiunque paghi quanto dovuto entro 15 giorni dalla scadenza, e dunque entro il 1°luglio 2016, verrà “punito” con una sanzione ridotta a 1/15 per ogni giorno di ritardo (1%). In altre parole, in quest’ultimo caso la sanzione da versare sarà pari allo 0,1% per ciascun giorno di ritardo (1/10 dell’1%).

Chi paga entro 90 giorni dall’omissione o dall’errore andrà incontro ad una sanzione dell’1,67% (un nono del 15%). Infine chi decide di versare dopo i 90 giorni dal termine del 16 giugno, ma entro il 2016, dovrà pagare una sanzione del 3,75% (un ottavo del 30%).

Per IMU e TASI non si potrà usufruire del ravvedimento ultrannuale o lunghissimo, poiché riferiti ai soli tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate.

Come detto in precedenza, le riduzioni sopra elencate valgono solo nel caso in cui il contribuente si “consegni spontaneamente” al Fisco. Se invece è il Fisco ad accorgersi dell’omesso o tardivo pagamento l’ammontare delle sanzioni sale. Nel dettaglio:

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/acconto-imu-e-tasi-2016-pagamento-ritardo-come-fare-ravvedimento-sanzioni-interessi-1455712

 

Menu Principale

Risorse Utili