Renzi: lo schiaffo dei ballottaggi pesa sull'agenda economica del governo (e speriamo svegli il premier)

E-mail Stampa PDF

L’esito dei ballottaggi, anche se non lo ammetterà mai, deve essere arrivato sul premier Renzi come una secchiata d’acqua gelida.E speriamo che sia utile almeno per dargli una bella svegliata. Al netto delle conseguenze politiche della vittoria del Movimento 5 Stelle in due finalissime come quella di Torino e soprattutto Roma, queste elezioni amministrative potrebbero pesare anche sull’agenda economica del governo.

Le necessità che il governo dovrebbe sentire sempre più impellente è quella di mettere (finalmente) in campo misure economiche serie, strutturali, davvero utili alla ripresa. La politica dell’annuncio e della mancette elettorali sta rivelando tutta la sua debolezza. Gli italiani, alla fine, non sono così scemi e il premier tra battute, tweet e fogli da 80 euro li ha sottovalutati.

Pensiamo a due anni fa, quando il rottamatore Renzi ha portato il PD al 41% nelle elezioni europee e sembrava destinato a cambiare il volto del Paese: sembra passata un’era geologica. E se l’esito dei ballottaggi può pesare sull’agenda economica del governo Renzi, l’esito del voto sulla Brexit, in programma per giovedì 23 giugno, peserà, invece, sull’intera Unione Europa e perché no sulla posizione della commissione su bilanci e flessibilità in vista della prossima manovra economica.

L’agenda economica del governo

Il governo sta già verificando gli spazi economici per mettere in campo una serie di misure da inserire nella prossima legge di stabilità. Secondo la tabella di marcia indicata nella riforma del Bilancio (che sta per ottenere il sì della Camera) la manovra sarà in una versione unificata di legge di stabilità-bilancio e dovrà essere varata entro il 12 ottobre (non più il 15). Comunque dopo l’altro appuntamento elettorale dell’anno, il referendum costituzionale che, nel bene o nel male, potrebbe andare a pesare ulteriormente sulle scelte del governo.

Nel menù pensato per la prossima legge di stabilità, al primo posto c’è la riforma delle pensioni. Il governo è tornato a confrontarsi con il sindacato per cercare una soluzione il più possibile condivisa con le parti sociali. L’intervento sulle pensioni sarebbe basato sui pilastri prestito-penalizzazione per permettere l’uscita anticipata a coloro che vogliono o devono andare in pensione prima di aver raggiunto i requisiti fissati dalla legge Fornero. Si pensa anche all’ampliamento degli 80 euro per i pensionati minimi, ma solo dal 2018. Altra misura allo studio è la riduzione (e/o rimodulazione) delle aliquote IRPEF e soprattutto l’introduzione degli sgravi fiscali, questa volta strutturali, per i nuovi contratti a tempo indeterminato. A questo si aggiungono misure a favore delle famiglie, in particolare quelle con difficoltà economiche e numerose.

Rischi e difficoltà di bilancio

Ma per mettere in pratica queste novità è necessario trovare notevoli risorse. Se da una parte l’esito dei ballottaggi richiederebbe un impegno ancora aggiuntivo sulle misure strutturali che diano spinta alla crescita, dall’altra, però, i fattori di natura politica rischiano di complicare la partita.

Un indebolimento della leadership renziana e della solidità della maggioranza potrebbero creare qualche problema nei prossimi delicati passaggi verso la legge di stabilità. Solo un governo forte sarà in grado di far passare in parlamento una serie di tagli selettivi e rimodulazioni necessari per trovare le risorse che servono per finanziare le nuove misure. Il governo deve rispettare gli impegni presi con Bruxelles: l’1,8% nel rapporto deficit/PIL e la riduzione del debito pubblico dal 132,7% al 132,4%. Il tutto condito dai rischi legati ad un peggioramento dell’economia italiana nel secondo semestre dell’anno.

Insomma la seconda metà del 2016 sarà un momento complicato per il governo Renzi. L’esito del ballottaggio, il rischio Brexit e il referendum di conferma della riforma costituzionale potrebbero pesare non poco sulle prossime mosse economiche del governo. La speranza è che la secchiata d’acqua gelida gettata in faccia a Renzi da Virginia Raggi, che ha doppiato il candidato PD al Campidoglio, svegli una volta per tutte il premier. La politica delle mancette e degli annunci ha fallito. È ora di iniziare a governare sul serio.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/renzi-lo-schiaffo-dei-ballottaggi-pesa-sullagenda-economica-del-governo-e-speriamo-svegli-il-premier

 

Menu Principale

Risorse Utili


Articoli correlati

Purtroppo non ci sono articoli correlati