BCC, salta l’integrazione tra Iccrea e Cassa Centrale banca: verso la nascita della seconda capogruppo

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Al termine del compimento della riforma delle BCC non nascerà un sistema unico per il credito cooperativo, ma piuttosto un sistema bipolare. L’integrazione tra la trentina Cassa Centrale banca e Iccrea holding non s’ha da fare e la creazione di una seconda capogruppo che raccolga la BCC “ribelli” è sempre più vicina.

Lunedì scorso, i vertici di Cassa centrale banca si sono riuniti per decidere se proseguire sulla strada dell’integrazione in Iccrea holding. Con un comunicato stampa la banca di secondo livello, fornitrice di servizi al sistema delle BCC, annuncia che “non sussistono ad oggi gli elementi concreti per realizzare l’integrazione fra il Gruppo CCB e il Gruppo Iccrea Holding”.

Uno schiaffo morale per Federcasse e il suo presidente Azzi che da mesi lavora per la creazione di un’unica Capogruppo, ma una boccata di ossigeno per tutte le BCC ribelli che chiedono da tempo un sistema bipolare con una seconda capogruppo in grado di raccogliere le loro istanze, scampando il rischio monopolio. 

Riforma delle BCC e way out

Siamo di fronte ad un altro importante bivio sulla strada della riforma delle BCC. La riforma del governo Renzi, che intende rafforzare e rendere più stabile il sistema delle banche del credito cooperativo obbliga le BCC ad aderire ad una capogruppo, ma non impedisce la nascita di più di una holding di riferimento a patto, però, che le candidate superino il miliardo di capitale.

L’unica via di uscita era rappresentata dalla cosiddetta way out, ovvero un’uscita di emergenza destinata alle BCC con patrimonio superiore ai 200 milioni di euro.Le BCC interessate hanno avuto tempo fino al 15 giugno per decidere se rimanere all’interno della riforma delle BCC o se proseguire da sole trasformandosi il SPA. Delle 12 BCC con i requisiti necessari per decidere del proprio destino soltano tre hanno deciso di fare domanda per la way out: la Cassa Padana, la banca di Cambiano e ChiantiBanca. Ora Bankitalia ha sei mesi di tempo per approvare l’istanza di way out delle tre BCC che poi dovranno trasformarsi in SPA e pagare allo Stato l’imposta del 20%. Archiviato il capitolo way out si è, però, aperto il dilemma capogruppo unica-sistema bipolare.

Sfuma l’integrazione tra Iccrea e Cassa centrale banca

Dall’approvazione della riforma delle BCC è stato chiaro che il ruolo della capogruppo sarebbe andato ad Iccrea holding, istituto già con la forma giuridica di SPA, che agisce come banca di secondo livello fornitrice di servizi a tutto il sistema con capitale superiore al miliardo di euro.

Ma Federcasse da mesi ha aperto un confronto con Iccrea holding e Cassa centrale banca sponsorizzando l’integrazione dei due gruppi - uno che rappresenta il mondo romano e l’altro legato al territorio del nord Italia - in un’unica capogruppo.

Il Gruppo Cassa Centrale Banca, nel sedersi al tavolo delle trattative ha sottolineato – come spiega il comunicato - che “il valore dell’unità deve essere sostenuto e finalizzato ad una rifondazione del sistema che, basandosi anche su elementi di forte discontinuità, realizzi un complessivo efficientamento bancario e industriale”. Ma il 20 giugno, giorno della riunione dei vertici di Cassa centrale banca per decidere sull’integrazione il consiglio “ha preso atto che non sussistono ad oggi gli elementi concreti per realizzare l’integrazione fra il Gruppo CCB e il Gruppo Iccrea Holding, condizione necessaria ma non sufficiente per la costruzione strategico-operativa di un unico Gruppo Bancario Cooperativo”. Detto in parole povere: salta l’integrazione e Cassa centrale banca si prepara a presentarsi come capogruppo alternativa ai Iccrea holding.

In effetti gli elementi di discontinuità richiesti da Cassa centrale banca proprio non si vedono. Venerdì 24 giugno, Iccrea Holding SPA nominerà la lista di amministratori proposta dal CDA uscente composta dai soliti noti provenienti dalle federazioni regionali, senza nessun rappresentante di CCB. Ciò significa che a guidare la capogruppo saranno coloro che sono stati fino ad oggi alla guida dalla federazioni e di Federcasse senza alcun elemento di discontinuità o novità rispetto al passato.

Verso la capogruppo alternativa

In realtà è da oltre un anno che la Cassa centrale banca sta lavorando ad un piano industriale per la costituzione di un nuovo modello di Gruppo bancario cooperativo basato su un’approccio “risk based, in grado di coniugare il corretto equilibrio fra le prerogative di un Gruppo Bancario e l’autonomia delle BCC”. Ad oggi la Cassa centrale banca rappresenta “un network al quale in termini informatici fa riferimento oltre il 50% delle BCC e costituisce in termini di servizi finanziari un partner per oltre 200 BCC nel settore del risparmio gestito, nell’attività di tesoreria e per circa 160 BCC in quello della consulenza direzionale”.

Questi numeri danno la possibilità a Cassa centrale banca di presentarsi come capogruppo alternativa ad Iccrea holding. Già la scorsa settimana a Bologna si sono incontrate alcune BCC con Cassa centrale banca che ha mostrato il proprio progetto industriale aggiornato.

Ora il prossimo passo è previsto per venerdì prossimo, il primo luglio quando il consiglio di Cassa centrale banca si riunirà in un’assemblea straordinaria nel corso della quale deciderà il da farsi.E sarà quella l’occasione per presentarsi come capogruppo alternativa ad Iccrea holding.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/bcc-salta-lintegrazione-tra-iccrea-e-cassa-centrale-banca-verso-la-nascita-della-seconda-capogruppo

 

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